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Medici obiettori e diritto di abortire: una questione infinita

Come conciliare il diritto dei medici obiettori e quello delle donne che scelgono di interrompere la gravidanza?

Medici obiettori in Italia. L'ultimo Rapporto del Ministero della Salute dice che in alcune regioni, come Basilicata, Molise e Campania, la percentuale di obiettori può arrivare addirittura all'85% (LEGGI).

E l'obiezione di coscienza tocca anche gli anestesisti (il 75% in Molise e Campania e 78,1% in Sicilia), con punte più basse in Toscana (27,7%) e in Valle d'Aosta (26,3%).


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E il numero di medici obiettori è salito negli ultimi anni in modo esponenziale: nel 2005 era obiettore il 58,7% dei medici, ma la percentuale ha cominciato progressivamente a salire negli anni successivi.

E' giusto garantire il diritto del medico a non partecipare ad un evento che si scontra palesemente con le sue convinzioni etiche o religiose, ma va fatto salvo anche il diritto delle donne ad interrompere la gravidanza (LEGGI).

Come far conciliare questi due opposti?
Ne discutono due studiose sul Corriere  che citano come punto di partenza per questa riflessione due eventi recenti.


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Il primo ha visto protagonista una dottoressa che mentre svolgeva il turno di guardia presso l'ospedale di Pordenone si è rifiutata di assistere e visitare una paziente che aveva subito un intervento per un'interruzione di gravidanza. Nonostante le richieste dell'infermiera che sospettava un'emorragia la dottoressa si è rifiutata di assistere la paziente in quanto era obiettore di coscienza (LEGGI).
Ma la Cassazione ha punito il medico con un'interdizione dall'esercizio della professione medica.

Una decisione importante che ripropone con forza la questione della tutela della salute della donna. Un medico che ha prestato giuramento di Ippocrate può, quindi, rifiutarsi per questioni di coscienza di praticare un aborto, ma non ha alcun diritto di rifiutarsi di prestare cure mediche alla donna che ha scelto di abortire perchè a quel punto prevalgono i suoi diritti alla salute.
Scontato. Di buon senso. Ma forse non troppo.

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E come agire nel caso dell'ospedale San Paolo di Bari, l'unica struttura pubblica dove era possibile fare un'IVG e dove l'intero corpo medico di ginecologia e ostetricia ha dichiarato di essere obiettore?
Il diritto di questi medici non va messo in discussione, ma bisogna anche garantire il diritto delle donne che vogliono far ricorso all'IVG (LEGGI).
Per adesso la direzione sanitaria ha inviato un medico non obiettore che praticamente si occuperà di tutte le IVG della città, ma il caso resta eclatante perché ripropone con vigore la questione infinita della conciliazione tra gli innegabili diritti ad obiettare e ad abortire.
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