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Aborto o infanticidio? Per qualcuno non c'è differenza

Fa discutere un articolo firmato da un filosofo che ritiene che se si ha il diritto di abortire, si dovrebbe avere anche il diritto ad abortire dopo la nascita

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Un articolo pubblicato qualche giorno fa sul Journal of Medical Ethics a firma di Alberto Giubilini, dottore di ricerca in filosofia ora all'Università di Milano, e di Francesca Minerva, Post-Doctoral Fellow presso il Centre for Applied Philosophy and Public Ethics (CAPPE) all'Università di Melbourne, entrambi componenti del consiglio direttivo della Consulta di Bioetica Onlus ha scatenato un enorme dibattito di natura etica.


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Vedi le foto: Neonati La teoria dei due studiosi è questa: se l'aborto è largamento accettato anche quando viene eseguito per ragioni non legate alla salute del feto, perchè non dovrebbe esserlo anche quello praticato dopo la nascita (cioè l'uccisione di un neonato), anche se il bambino non è portatore di disabilità?

Insomma, se oggi è permesso l'aborto, perché non può esserlo anche l'infanticidio?
Per l'aborto per ragioni non mediche ''non suggeriamo nessun paletto perché dovrebbe dipendere dallo sviluppo neurologico del neonato, che é qualcosa che i neurologi e gli psicologi dovrebbero capire'', scrivono i due autori, anche se le circostanze che potrebbero rendere accettabile l'aborto dopo la nascita sono soprattutto i casi in cui il bambino crerebbe seri problemi al benessere familiare: ad esempio se è affetto da qualche disabilità o malformazione.

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Inutile precisare che la pubblicazione di questo articolo ha aperto un acceso dibattito di natura etica, tra i sostenitori dell'aborto, quelli che ritengono opportuno discutere delle teorie esposte e chi si è sempre dichiarato contrario all'aborto, come il quotidiano Avvenire che ha commentato, in un editoriale, che la sola idea proposta è il "crepuscolo disumano della civiltà occidentale".

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Commenti

elisacanta venerdì, 2 marzo 2012

niente di nuovo...ma niente di positivo

Teorie molto simili erano state esposte durante la Belle Epoque, con la motivazione dell'eugenetica. Tutto questo ha portato aicampi di concentramento!
Se vi interessa approfondire l'argomento c'è un bellissimo spettacolo di Marco Paolini, si intitola "Ausmerzen" e fa un'analisi motlo chiara della causa/effetto che ha portato all'eliminazione di neonati e bambini ritenuti inaccettabili dalla società. A me ha fatto molto riflettere e ve lo consiglio.

n° 1
io venerdì, 2 marzo 2012

R: niente di nuovo...ma niente di positivo

ma per cortesia...siamo seri e lasciamo i campi di concentramento fuori da questo discorso. Vai a guardarti Paolini e lascia certi discorsi a chi ha più competenze per farli. E se proprio vuoi commentare, almeno leggiti l'articolo originale in questione. Altro che campi di concentramento

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