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Sindrome premestruale e baby blues: sono collegate?

Nel forum Gravidanza di Pianetamamma, una nostra utente pone un'interessante questione, chiedendosi se esiste un nesso tra sindrome premestruale e baby blues e/o depressione post partum

Nel forum Gravidanza di Pianetamamma, una nostra utente (VAI AL FORUM) pone questa interessante questione, chiedendosi se esiste un nesso tra sindrome premestruale (LEGGI) e baby blues.
Ecco cosa ha scritto:

Chi tra di voi non soffre degli effetti devastanti che gli sbalzi ormonali provocano all'umore è davvero fortunata! Personalmente ho questo problema..ed è un problemone visto che i disturbi dell'umore variano dal nervosetto all'acidità alla tristezza..e in questo stato almeno 4 giorni al mese devo fare i conti con un piccolo di 2 anni in piena fase del no (LEGGI)! E che dire del baby blues? (ho avuto anche quello)

Una settimana circa dopo il parto inspiegabilmente da un momento all'altro scoppiavo a piangere senza motivo..mi saliva un'ansia che mi raggelava e un senso di impotenza e inadeguatezza mai provati prima! (fortuna che dura poco). Insomma questi sono i "regalini" che ci fanno i nostri amici ormoni (LEGGI). Io mi stavo ponendo una domanda in particolare..secondo voi è possibile che ci siano donne più sensibili di altre a questa cosa? Perchè io parlando con le amiche mi son resa conto che alcune non hanno mai avuto nessun tipo di disturbo dell'umore nella fase precedente al ciclo o del post parto..mentre quelle che soffrono di sindrome premestruale molto spesso hanno provato anche il baby blues. Sembrerebbe insomma che le due cose vadano a braccetto..

Che ne pensate voi? Mi raccontate le vostre esperienze?


LEGGI ANCHE: Depressione post parto, l'hai avuta anche tu?


Ecco intanto cosa abbiamo trovato in rete in merito a questo collegamento, precisamente sul sito Fondazione Alessandra Graziottin - per la cura del dolore della donna:
I medici sanno che sono più soggette a depressione post partum le donne che presentano o hanno presentato
1. precedente depressione personale: ecco perché l’anamnesi è importantissima. Se la donna ha già precedenti di depressione, o se presenta una sindrome premestruale severa, il medico sa che questa donna deve ricevere un’attenzione privilegiata;

mamma-neonato-depressione-post-partum

2. precedente trattamento per depressione: va però ricordato che solo il 50% delle depressioni è diagnosticato e curato;
3. depressione in gravidanza



4. giovane età alla gravidanza (LEGGI): le adolescenti hanno due volte la probabilità di avere una depressione rispetto alle madri adulte, e il 46% di esse presenta effettivamente sintomi depressivi. Se dunque il medico ha in cura una mamma adolescente, deve sapere che nella metà dei casi questa ragazza potrà soffrire di una depressione clinicamente rilevante, cioè psichiatrica. Questo fattore è spesso legato all’immaturità della ragazza, correlata non tanto all’età anagrafica, quanto al livello di maturità psichica;
5. concepimento con fecondazione assistita: si tratta di un fattore di alto rischio per la depressione durante la gravidanza e nel post partum, anche perché molto spesso il bambino perfetto che la mamma sognava non si rivela tale, soprattutto in caso di elevata prematurità o di parti gemellari (che aumentano a loro volta la probabilità di parto pretermine e di patologie neonatali). Questi rischi vanno spiegati con chiarezza alle donne, per non suscitare attese irrealistiche e dare loro la giusta assistenza;
6. aver avuto un parto difficile e/o traumatico;

GUARDA LE FOTO: Depressione post parto al cinema e nel mondo dei VIP


7. essere madri di bimbi pretermine o con parti multipli (va incontro a depressione post-partum il 34% delle madri di due gemelli vivi, e il 53% delle madri di gemelli di cui uno solo sia sopravvissuto);
8. vulnerabilità delle donne immigrate: secondo recenti studi statunitensi, le afroamericane soffrono di depressione post partum in una percentuale doppia rispetto alle donne bianche (48% contro 28%). Nel nostro Paese si registrano dati ancora più asimmetrici fra immigrate e italiane. Inoltre, esistono da noi gruppi etnici totalmente non indagati, vere e proprie fasce di popolazione “invisibile”: i medici non vedono la popolazione musulmana, e vedono pochissimo quella cinese. E’ dunque urgente raccogliere dati più completi sull’epidemiologia della depressione post partum nel nostro Paese, prestando attenzione anche alle donne immigrate

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