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Pubblicità choc: un uomo incinto per far usare i contraccettivi

Un uomo incinto protagonista di una campagna pubblicitaria a favore della contraccezione finanziata dal ministero francese alla Sanita'

Avete mai pensato a come reagirebbero gli uomini se toccasse a loro affrontare la gestazione e partorire?
Vi siete mai figurate un “maschietto” alle prese con un test di gravidanza? O, piuttosto, un fidanzato che annuncia alla sua bella di essere rimasto “incinto” per non aver preso la pillola?
E Loro, “il sesso forte”, si sono mai calati nei nostri panni?

I francesi sono stati costretti a questi esercizi di fantasia da un’originale serie di spot appena lanciati dal Ministero della Salute. È di queste ore la notizia di una campagna pubblicitaria choc promossa in Francia per stimolare un più ampio ricorso alla 301447_lmpm7n27nwtnc7616qhrcontraccezione.
Gli spot ruotano tutti intorno al tema della genitorialità precoce, ma ciò che hanno di diverso è che i protagonisti della maternità sono tutti giovani uomini.

Si può vedere un uomo alle prese con il doloroso momento del parto; un giovane agitato ed ansioso che, dopo aver fatto un test di gravidanza, si accarezza la pancia guardandosi allo specchio; un ragazzo che rivela alla sua compagna di aspettare un figlio; un altro ometto sorpreso dalla mamma in atteggiamenti intimi con una coetanea e per questo redarguito con i modi ed i toni solitamente usati per riprendere le giovanissime donnine alle prese con i primi caldi amori.
Lo slogan della campagna è: “Bisogna attendere che gli uomini siano incinti affinché la contraccezione riguardi tutti noi?”.
I video sono visibili, in lingua originale, sul sito: http://www.choisirsacontraception.fr/

Questa operazione, voluta dal Ministero della Salute francese, è certamente coraggiosa ed innovativa. Con il ricorso ad immagini irreali, fantasiose ed estreme riesce perfettamente a sdoganare il problema della prevenzione delle gravidanze indesiderate dallo steriotipo della donna sola. E coinvolge nella responsabilità della procreazione matura e consapevole anche gli uomini, evidenziandone il ruolo di coprotagonisti nella gestione della contraccezione.
Lo Stato francese, per sensibilizzare i giovani, ha optato per una campagna pubblicitaria di impatto e di ampia diffusione. La speranza è quella di fronteggiare una vera e propria emergenza sociale, nonché sanitaria: una donna su cinque in Francia nel 2007 ha dichiarato di essersi sottoposta almeno una volta ad interruzione volontaria di gravidanza. Ed il 30% delle donne­ tra i 15 ed i 18 anni che hanno praticato l’IVG non aveva mai fatto alcun uso di mezzi anticoncezionali.

Del resto stimolare l’attenzione dei partner, ancorché giovani, al delicato universo femminile è più che giusto. Ed è perfettamente in linea con il principio delle pari opportunità tra uomo e donna. Principio, questo, di ampio respiro, giuridicamente garantito sia a livello nazionale che comunitario.
In questo senso la legge nazionale e quella europea sono chiamate a garantire l’uguaglianza tra uomini e donne. Le pari opportunità nascono come strumento di affermazione e difesa dei diritti della donna, in opposizione ad ogni tendenza sessista e discriminatoria.
Il riconoscimento delle pari opportunità tra uomo e donna, sebbene costituzionalmente garantito ed internazionalmente riconosciuto come meritevole di ogni tutela e riguardo, resta un tema vivo, ovvero in dinamica evoluzione e bisognoso di costanti aggiornamenti.
Anche nella nostra moderna Europa c’è ancora più di una battaglia da vincere in nome della piena affermazione femminile.
Si pensi alla classe politica: è ancora troppo “azzurra”.

Un maggiore spazio alle donne colmerebbe certamente un deficit di rappresentanza che non resta senza conseguenze in termini normativi. Infatti, è chiaro a tutti che una politica al femminile non può essere attuata se non da donne. Per esempio solo le donne possono conoscere e decidere di maternità, di accoglienza del bambino nella società e nelle strutture ricettive che devono favorire il reinserimento delle madri nel mondo del lavoro.   

Parlando di affermazione della donna nella società, non può trascurarsi la fortissima dimensione internazionale di questo tema, anche in termini di lotta alla povertà, di accesso all’istruzione, di partecipazione attiva ai processi decisionali ed ai mercati economici. Infatti, non può negarsi che in molti  luoghi del mondo le donne combattono ancora per la sola affermazione di se stesse. Basti pensare alla pratica delle infibulazioni o alla tratta delle donne condotte come schiave nel mercato del sesso.
Insomma molto c’è ancora da conquistare in favore di noi donne.

Perciò se un maschio col pancione serve a realizzare un’intenzione di adesione e comprensione dell’universo femminile,  allora ben venga. E ben venga il ragazzo incinto per non avere preso la pillola, o quello che fa il test in un bagno pubblico. Questi escamotage vanno accolti con favore quando servono a valorizzare il ruolo e l’importanza di noi donne. E  sottolineano quanto restiamo coinvolte nell’esperienza dell’amore, prima, e della maternità, poi

Dott.ssa Federica Federico
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