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Tre domande scomode (e tre risposte sincere) sulla fecondazione assistita

Il Dottor Jürg Stamm del Centro di Fertilità dell’Ospedale di Locarno spiega quale è la situazione attuale della fecondazione assistita

Dal costo dei trattamenti fino all’efficacia delle tecniche di procreazione, il Dottor Jürg Stamm del Centro di Fertilità dell’Ospedale di Locarno spiega come stanno le cose oggi. In forma di domanda e risposta e superando i tabù. Il Centro Cantonale di Fertilità è un servizio ambulatoriale pubblico che opera all'interno dell'Ospedale Regionale di LocarnoLa Carità”, in collaborazione con gli altri reparti medici. Si occupa della diagnosi e della cura dell’infertilità di coppia. Ogni anno circa 500 nuove coppie si rivolgono al Centro.



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Su Internet si trovano dati assai confusi riguardo alla fecondazione assistita: percentuali di successo discordanti e costi molto variabili tra le diverse strutture sanitarie. Perché?
La premessa è che esiste un tabù. La verità è che la medicina della procreazione non può avere un successo paragonabile a quello della ginecologia o della chirurgia ma i medici non ne parlano. In più occasioni ho visto coppie rivolgersi al Centro di fertilità del nostro Ospedale e scoprire solo al primo colloquio che esiste la possibilità di un fallimento terapeutico. E' come se tanti medici della procreazione sentissero l'imperativo o il dovere di avere un successo terapeutico simile ad altre specializzazioni della medicina. In questo modo alcuni finiscono col millantare percentuali inverosimili se confrontate con i dati ufficiali.



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A disorientare i pazienti poi c’è l’aspetto economico, vale a dire la profonda differenza di costo per pratiche di fecondazione che sono identiche nelle strutture pubbliche come il nostro Centro presso l’Ospedale di Locarno così come nei centri privati. Si possono spendere 2mila o 10mila franchi (1.600 o 8mila euro) per un trattamento che è identico, così come sono uguali le percentuali di riuscita. Forse alcuni medici hanno bisogno di allontanare l'idea dell'insuccesso per timore che danneggi il profitto ma dall'altra parte i pazienti vivono una traumatica disillusione perché nonostante le loro alte aspettative ed i notevoli costi economici-fisici e psicosociali che si assumono, non sempre riescono ad avere un figlio.

Costi elevati e risultati incerti, la fecondazione assistita è efficace?
Certo che è efficace: nel mondo sono 5 milioni i bambini nati grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita dal 1978 ad oggi, tra i 100mila e 150 mila quelli nati in Italia. Con la mia esperienza al Centro di Fertilità di questo Ospedale e dopo 30 anni di attività, continuo a praticare questa medicina spinto soprattutto dalla fiducia reciproca che ho trovato in tante coppie nel decidere di fare un cammino di speranza insieme ma anche senza illusioni e con consapevolezza.



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Nel nostro Laboratorio pratichiamo la fecondazione in vitro (FIVET) sia tramite cicli a fresco (in cui gli embrioni ottenuti, dopo la stimolazione ovarica e fecondazione, vengono trasferiti immediatamente nell’utero) che cicli cosiddetti “crio” (dove gli zigoti precedentemente conservati a bassissime temperature vengono rivitalizzati e trasferiti in utero). In accordo con la letteratura, i dati del nostro Laboratorio riportano tassi di riuscita della fecondazione maggiori per le donne sotto i 35 anni nel caso di FIVET a fresco (29.4% percentuale di successo per transfer) rispetto ai trasferimenti in donne tra i 35 e 38 anni dove la percentuale di successo scende al 21,2%.

Quali sono i passi compiuti della medicina della procreazione negli ultimi anni?
La prima denominazione del centro era Centro di sterilità, poi cambiata in Centro di fertilità e ora dovremmo chiamarlo Centro di procreazione. A fronte di questa evoluzione linguistica la pratica scientifica è rimasta sostanzialmente la stessa se escludiamo l’introduzione negli anni ’90 dell’iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi (ICSI) che ha permesso di dare risposta ai casi di oligoastenoteratospermia (riduzione della motilità e del numero degli spermatozoi e loro malformazione) severa.

Per mia esperienza oggi sono due i trattamenti che danno i risultati migliori: l’uso di sperma di donatore nel caso di coppie in cui l’uomo sia azoospermico e la donazione di ovociti in donne con problemi ovulatori e/o di età avanzata. Prima di sottoporsi a queste procedure, però, è fondamentale che entrambi i partner abbiano elaborato e accettato il ricorso alla donazione.
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