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Riflessioni: quando il bambino non arriva...

Una nostra fedelissima utente ci ha voluto mandare un contributo sul desiderio di maternità, spesso non realizzato

La nostra affezionata utente e moderatrice del forum Dany ci ha voluto mandare un suo contributo scritto sul desiderio di maternità, che noi prontamente pubblichiamo:

*E se il figlio non arriva……*

Con il nostro compagno abbiamo deciso di aspettare il momento giusto, prima la carriera, la casa, l’ultima rata, oppure solo godersi la vita…tanto c’è tempo. Poi all’improvviso diventa il nostro primo pensiero alla mattina e l’ultimo alla sera, ebbene sì, il desiderio di maternità, un bimbo…., un figlio da amare, coccolare e crescere. Ma perchè una donna decide di diventare mamma? Qual è la molla che fa scattare quel meccanismo? Le motivazioni possono essere molteplici, forse la nostra migliore amica diventa mamma, e ci rendiamo conto che l’orologio biologico cammina (LEGGI), oppure sentiamo di essere finalmente pronte. ma ahimè, lui non arriva.


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E chissà per quale crudele segno del destino, in quel momento tutte le nostre amiche, conoscenti e parenti ci danno nello stesso momento la bellissima notizia della loro gravidanza, e noi non possiamo che essere felici delle loro fortuna, e condividere con loro questo momento fantastico…ma, sotto sotto, noi lo sappiamo, cova l’invidia, e con rabbia ci chiediamo: perché io no???

Costringiamo così il nostro compagno ad un tour de force, barcamenandoci tra termometri basali (LEGGI) e stick (LEGGI), alla ricerca del picco ovulatorio, di quel momento magico che esaudirà il nostro più grande desiderio. Ogni mese attendiamo con ansia l’ arrivo delle mestruazioni sperando in un ritardo e pensiamo sempre che finalmente è il mese giusto, che ce l'abbiamo fatta ma con grande tristezza e rammarico la conclusione è sempre la stessa, allora diventa una sofferenza.
Una sofferenza così carica di angoscia che ci porta a pensare che è colpa nostra (LEGGI) se non riusciamo a realizzarci come madri, come donne ci sentiamo un completo fallimento , e per colpa nostra il nostro compagno non sarà padre, oltre al timore di essere abbandonate, non più amate, di non poter amare, donare…


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Iniziano così le indagini mediche, ecografie, dosaggi ormonali, laparoscopie. Ci dicono che è tutto a posto,oppure che il problema c’è ma è risolvibile, ma la gravidanza non arriva lo stesso.
Sentiamo parlare allora per la prima volta di gravidanza assistita, fecondazione artificiale, fivet, icsi …..un argomento di cui sino a poco tempo fa ignoravamo l’esistenza, aumentano i disagi anche fisici, ma il desiderio di gravidanza è talmente grande che siamo disposte a tutto; stiamo male, tanto, che solo vedere un pancione o una mamma con il suo bimbo è fonte di dolore e ci sembra di sprofondare…è in quel momento che in alcune coppie si fa strada il pensiero dell’adozione (LEGGI).
E quando ci soffermiamo a pensare a tutto quanto sta accadendo pensiamo: Ma che ho fatto di male, non credo di essere una persona cattiva, in fondo ho chiesto solo di avere un figlio! Eppure per me non è prevista questa gioia. Ma perchè?


La seconda fase, è quella della rassegnazione, o della rinascita per alcune, perché ce ne facciamo una ragione, e ricominciamo la nostra vita.
Ci troviamo così mille occupazioni: badiamo ai nipotini, ci buttiamo sul lavoro, corsi di yoga, giardinaggio, volontariato, hobbies in genere, ed è allora che un bel giorno le mestruazioni non arrivano, ma non ci preoccupiamo, pensiamo che forse la causa è solo da attribuire allo stress….forse...

A tutte le donne che desiderano un figlio.