Niente fecondazione assistita per obese e fumatrici
22 gennaio 2010
Il ricorso alla fecondazione assistita dovrebbe essere proibito alle donne che bevono, fumano o soffrono di obesità anche moderata, a meno che non decidano di cambiare il proprio stile di vita. Lo afferma la Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) in una dichiarazione sulla rivista Human Reproduction.
Questo perchè è dimostrato che le cattive abitudini quali appunto il fumo o l'alimentazione sregolata incidono negativamente, sia sul rimanere incinta, sia sugli esiti di una fecondazione assistita.
Secondo le linee guida pubblicate, che i medici ovviamente sono però liberi di seguire o meno, si dovrebbero rifiutare i trattamenti alle donne che hanno un consumo di alcol superiore a moderato, a meno che queste non dimostrino la volontà di ridurlo.
Anche le pazienti con chili di troppo dovrebbero prima dimagrire e poi provare ad avere figli con questo metodo: il rischio di complicazioni come il diabete gestazionale può aumentare fino a otto volte. Lo stesso discorso vale soprattutto per le fumatrici.
"Ci rendiamo conto che si tratta di argomenti delicati, in cui bisogna bilanciare il diritto alle cure con la salute della mamma e del bambino - conclude il documento - ma l'autonomia della paziente deve essere confrontata dalla responsabilità nei confronti della società e del futuro bambino"


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Pericolosa discriminazione
Anzitutto non si tengono in conto nel documento considerazioni di natura familiare, sentimentale ed emozionale: una donna che non possa avere un figlio se non tramite questo genere di tecniche può essere portatrice di speranze, aspettative e necessità
la cui ampiezza e complessità sull'identità della persona non credo
possa essere facilmente contenuta in un documento di natura clinica.
Penso ad una coppia, ad esempio, e a quello che può significare avere
un figlio per il rapporto uomo-donna ma anche per le prospettive dello
stare insieme, del mettere in piedi una famiglia.
Se mi si
dice che la donna obesa ha uno stile di vita che non piace ai più e
quindi non deve accedere alla procreazione, ed è anche questo che si
legge tra le righe di quel documento, credo si stia affermando una concezione fascistoide della procreazione, ad un passo dall'eugenetica.
Paolo
http://cicciones.blogspot.com