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Nati due gemellini in Italia da fecondazione eterologa

E' Roma ad ospitare i primi nati da fecondazione eterologa in Italia. Si tratta di due gemellini venuti alla luce alla 36esima settimana mediante taglio cesareo nella clinica Alma Res Fertility

Neonati da fecondazione eterologa

I primi nati da fecondazione eterologa in Italia sono dei gemellini, un maschio e una femmina. E' Roma ad ospitare i due bambini frutto di un traguardo reso possibile dalla sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile scorso che ha dichiarato illegittima la norma della legge 40 che vietava questa tecnica. Il parto prematuro alla 36esima settimana mediante taglio cesareo è avvenuto a Roma nella clinica Alma Res Fertility, diretta da Pasquale Bilotta.

I due bambini e la mamma di 47 anni, che tentava di avare un figlio da 15 anni, sono in buone condizioni di salute. La gravidanza è stata possibile attraverso la donazione di ovociti a fresco con la tecnica Icsi (Intracytoplasmatic sperm injection, col seme del marito). La gravidanza è il risultato di una donazione di ovociti a fresco da parte di una donna italiana (con gruppo sanguigno e caratteristiche fenotipiche compatibili con la mamma, ovvero colore dei capelli e degli occhi, carnagione, corporatura). Ci sarebbe stato il trasferimento in utero di due embrioni allo stadio di blastocisti, mantenuti in incubatore nel laboratorio fino al quinto giorno di sviluppo.

Fecondazione eterologa: il via libera e le linee guida delle Regioni

Come leggiamo su La Repubblica, che riporta la notizia, tutte le donatrici sono state sottoposte ad analisi generali, genetiche, metaboliche ed infettive ed hanno ricevuto un rimborso spese, come indicato dalla attuale normativa. La mamma dei due gemellini si era rivolta a Bilotta in quanto aveva problemi di fertilità, compromessa dall'età, ma anche da una riserva ovarica danneggiata dall'endometriosi, responsabile del 45% dei casi di infertilità femminile.

Il Segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo ha accolto la notizia con entusiasmo e ha ricordato che vanno ancora cancellati gli ultimi divieti rimasti: quello relativo all'accesso alla diagnosi preimpianto per le coppie fertili, ma portatrici di patologie genetiche, e quello sull'utilizzo di embrioni sovrannumerati per la ricerca scientifica e revoca del consenso, in attesa di essere discussi in Corte Costituzionale. Se il Governo e il Parlamento eliminassero anche questi divieti ci sarebbe più equità nell'accesso alle cure, nuove nascite, meno aborti e più ricerca di cure e malattie fino ad ora incurabili.

In questi anni, sono stati eliminati il divieto di produzione di più di tre embrioni e crioconservazione, l'obbligo contemporaneo di impianto di tutti gli embrioni prodotti, il divieto di fecondazione eterologa e di accesso alla diagnosi pre-impianto per le coppie infertili

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