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Laura Torrisi: "Pensavo di non poter avere figli a causa dell'endometriosi"

L'attrice toscana, compagna di Leonardo Pieraccioni è incinta e felice dopo un brutto periodo nel quale era convinta di non poter diventare mai madre a causa dell'endometriosi

L'attrice toscana Laura Torrisi, compagna di Leonardo Pieraccioni è incinta e felice, come vi avevamo annunciato qui, dopo un brutto periodo nel quale era convinta di non poter diventare mai madre a causa dell'endometriosi.
''Lo scorso anno sono stata operata perche' soffrivo di endometriosi, una malattia che mi impediva di restare incinta. E ho scoperto anche di essere celiaca, che con l'endometriosi provoca un cocktail micidiale. In quel periodo sono entrata in depressione, io e Leonardo ci siamo anche lasciati. Dopo l'operazione non ero sicura di poter avere figli, ho dovuto aspettare altri esami. Ora pero' sto bene, aspetto un bimbo da Leonardo che nascera' a Natale". Lo ha confidato a 'Gente' l'attrice stessa.


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Laura racconta: "Ho aspettato gli esami del sangue prima di festeggiare l'arrivo del bimbo, di cui non sappiamo ancora il sesso. Poi, io e Leo siamo scoppiati a piangere, lui stava addirittura svenendo dall'emozione".

Come Laura, che ce l'ha fatta, sono moltissime le donne che si trovano a lottare contro l'endometriosi e le complicazioni ad essa collegate.
L’endometriosi (LEGGI)  è una malattia progressiva, in cui le cellule dell’endometrio (la mucosa che riveste l’utero) si staccano e vanno a costituire dei focolai in ovaie, intestino e vescica o più raramente in altri organi. Questi focolai reagiscono agli stimoli ormonali mestruali o a sostanze chimiche presenti nell’ambiente, provocando dolore. I dolori sono forti e invalidanti, limitano la vita sociale e professionale, e le donne affette da questi dolori lancinanti non sono tutelate neanche dal punto di vista lavorativo.


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Le donne che soffrono di endometriosi in Italia sono tre milioni, in Europa 14 milioni e in tutto il modo 150 milioni.
Nonostante sia una malattia molto diffusa, molto spesso viene confusa con altre patologie, o vengono praticati degli interventi con notevoli conseguenze negative. Addirittura la diagnosi viene fatta con un ritardo che va, in media, dai 7 ai 9 anni, in questo lasso di tempo le donne che hanno questa patologia non fanno altro che accumulare esami costosi, continuando a soffrire (LEGGI).

Per evitare tutto questo, per dare voce ai dolori c’è una associazione, l’AIE: Associazione Italiana Endometriosi – Onlus. E’ una associazione non lucrativa di utilità sociale, come tutte le associazioni Onlus, che fornisce i suoi servizi alle donne iscritte all’associazione, ma anche a chi non è iscritto, in forma gratuita, è per questo che l’associazione necessita di donazioni.
L’obiettivo primario, per il momento, è promuovere la conoscenza di questa malattia, sia tra le donne che tra il personale medico, che spesso fa una diagnosi errata, costringendo le donne affette da questa patologia a soffrire silenziosamente, senza poter capire di cosa soffrono.



A proposito di questa malattia, Veronica Prampolini, una donna originaria dell’Emilia Romagna, con un linguaggio semplice e diretto racconta della sua endometriosi in un libro, della sua “tragedia”, l’impatto che questa malattia ha avuto nella sua vita, nella sua famiglia, nell’ambiente lavorativo e sociale, per contribuire a diffondere la conoscenza di questa malattia.

www.endometriosi.it

Fonte
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