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Inseminazione intrauterina: cos'è e come avviene

Si tratta di una tecnica di fecondazione assistita utilizzata generalmente nei casi di infertilità inspiegata

Diverse sono le tecniche di fecondazione assistita che possono essere utilizzate per superare il problema dell’infertilità e favorire il concepimento. Tra queste una delle più utilizzate è l'Inseminazione intrauterina (IUI). Questo metodo viene utilizzato sia in caso di infertilità inspiegata (LEGGI), sia quando ci sono anomalie ma non gravi del liquido seminale (LEGGI). Sui valori di riferimento ogni centro\equipe ha i propri, si parla in alcuni casi di 2 milioni di spermatozoi con motilità rettilinea, mentre in altri si legge come minimo 6-8 milioni. La IUI inoltre può essere usata in tutti i casi di problemi ovulatori (ovaio multifollicolare, PCOS, anovularietà...) e dove ci siano problemi fisici per la penetrazione completa sia maschili (es. problemi erettili) che femminili (es: vaginismo).



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Come funziona l’inseminazione intrauterina

In pratica questa tecnica consiste nell’inserire gli spermatozoi (LEGGI) direttamente all’interno della cavità uterina nel giorno in cui avviene l’ovulazione. Il liquido seminale, una volta prelevato (sono richiesti 3-5 giorni di astinenza sessuale e il prelievo avviene dopo che l’uomo ha urinato per evitare contaminazioni batteriche), viene prima opportunamente trattato in laboratorio con un procedimento chiamato capacitazione in modo da selezionare gli spermatozoi più mobili e resistenti che vengono poi inseriti direttamente all’interno della cavità uterina (con l’ausilio di un tubicino di plastica e senza procurare alcun dolore). Questo procedimento permette di superare la barriera del muco cervicale che potrebbe ostacolare il viaggio degli spermatozoi.






La IUI si può eseguire sia su ciclo naturale che su ciclo medicato. Il ciclo medicato permette di monitorare meglio il ciclo e identificare il momento più adatto per eseguire l'inseminazione (LEGGI), ma permette soprattutto di aumentare le percentuali di riuscita della IUI portando a maturazione più di un solo follicolo (normalmente 2\3 o massimo 4 in casi eccezionali per evitare il rischio troppo elevato di gravidanze plurigemellari). Sia che venga eseguita su ciclo spontaneo che medicato, il ciclo va monitorato attentamente con ecografie e spesso l'ovulazione (LEGGI) viene indotta attraverso farmaci. Il ciclo medicato permette, ove vi siano le necessità (es: chiusura del centro nei fine settimana o altro) di sopprimere l'ipofisi bloccando quindi l'ovulazione e stimolandola poi con i farmaci quando i follicoli sono maturi per ottimizzare le tempistiche.

Le probabilità di successo

Dopo l’inseminazione, viene spesso data una terapia da seguire a supporto della fase luteale. Le percentuali di riuscita del concepimento (LEGGI) dipendono molto dall'età della donna, dal tipo di problema e dalla qualità del liquido seminale. Le stime più ottimistiche parlano del 20\25% (es. in una paziente giovane che ricorre alla donazione di seme), ed altre dell'8%. Normalmente si consiglia dopo 14 giorni dall'inseminazione di dosare le BHCG su sangue per avere un responso corretto (no falsi positivi nè falsi negativi) e per poter individuare anche le gravidanze biochimiche (che non sempre i test rilevano).



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Se invece il tentativo fallisce la donna, dopo un periodo di intervallo, potrà ritentare. Vengono consigliati normalmente 3 tentativi, in alcuni casi si arriva fino a 6. Si consiglia di passare a tecniche di II o III livello anche per aumentare le percentuali di successo o per motivi di età. Normalmente le IUI prevedendo leggerissime o nulle stimolazioni ormonali, posso essere fatte consecutivamente o lasciando passare un interevallo di un mese tra un ciclo di trattamento ed un altro.
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