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Infertilità maschile? Sì antiossidanti, no fumo

Le ultime ricerche scientifiche della University of Auckland danno una speranza in più a quegli uomini che hanno problemi di infertilità e alle coppie che si sottopongono a cure per la sterilità

L'apparato genitale maschile

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    Redazione PianetaMamma 1 giugno 2013
    di Ingrid Busonera

    Le ultime ricerche scientifiche della University of Auckland danno una speranza in più a quegli uomini che hanno problemi di inferitilità e alle coppie che si sottopongono a cure per combattere la sterilità o per realizzare il sogno di una gravidanza grazie alla fecondazione assistita (LEGGI).


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    Le ultime notizie dei 34 studi effettuati su circa 2.500 coppie che si sottopongono a cure per combattere la sterilità e per intraprendere una gravidanza grazie all'aiuto della fecondazione assistita, pubblicate dalla rivista scientifica Cochrane Library, ci informano che grazie a delle integrazioni di particolari sostanze che comprendono vitamine ed antiossidanti atti a combattere i radicali liberi e l'invecchiamento, i maschietti che soffrono di disturbi di infertilità, possono trarre beneficio dall'integrazione di Vitamina E, Zinco, Magnesio e Carnitina.


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    A dare risultati positivi sarebbero proprio le facoltà degli antiossidanti di combattere i radicali liberi e limitarne quindi la possibilità di danneggiare gli spermatozoi e il loro DNA.

    La ricerca ci dice anche che nonostante questa scoperta dia effettivamente buone speranza e risultati positivi, per poter ritenere che gli antiossidanti funzionino davvero efficacemente e possano bastare contro la sterilità, la sperimentazione è ancora lunga, tuttavia se la coppa sta affrontando il lungo percorso, incoraggiare l'uomo ad assumere antiossidanti per via orale può aumentare le possibilità che si verifichi una gravidanza.

    sterilita-maschile-fumo

    Altre ricerche sempre sulla sterilità maschile invece, ci dicono quanto il fumo incida nell'impossibilità di concepire, infatti, su degli studi condotti dalle Università di Siena e Catania, pare che gli spermatozoi dei fumatori messi per 24 ore a contatto con le sostanze tipiche che compongono le sigarette e dall'osservazione svolta è risultato che gli spermatozoi si immobilizzano e anche il loro DNA viene irrimediabilmente compromesso e danneggiato, cosa che implica ovviamente problemi nel tentativo di concepire




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