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Infertilità maschile: sempre più uomini a rischio

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Il centro di medicina della riproduzione ProCrea lancia l'allarme sull'infertilità maschile: continua a calare la concentrazione media degli spermatozoi, inquinamento e fattori ambientali le principali cause

Infertilità maschile

Continua a calare la fertilità maschile, a dare l'allarme è Il centro di medicina della riproduzione ProCrea che rende noto uno studio danese presentato all’ultimo congresso Eshre (European Society of Human Reproduction Embryology) secondo il quale, solamente un uomo su quattro avrebbe una qualità del seme ritenuta ottima. Lo studio evidenzia che la concentrazione media degli spermatozoi negli anni 2000 è diminuita di circa il 15%.

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A questo proposito, ecco le dichiarazioni di Marina Bellavia specialista in Medicina della riproduzione del centro per la fertilità ProCrea di Lugano

Stimiamo che circa quattro uomini su dieci nella fascia di età 20 - 45 anni potrebbero avere una bassa qualità del seme, quindi problemi ad avere un figlio.Secondo gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la concentrazione normale degli spermatozoi è di 15 milioni per millilitro; al di sotto di questa soglia si inizia a parlare di oligospermia, quindi di possibili problemi nell’arrivare ad una gravidanza. Partendo da questi valori è importante che si presti una maggiore attenzione alla salute riproduttiva nell’uomo attraverso delle campagne di sensibilizzazione mirate

La qualità del seme maschile dipende da diversi fattori. La dottoressa specifica che sono molti gli elementi che possono influire negativamente sulla concentrazione media degli spermatozoi o sulla loro motilità. Tra le cause emergono i fattori ambientali, oggi infatti viviamo in ambienti molto più inquinati di un tempo e, rispetto a qualche decennio fa, siamo soggetti più facilmente a venire a contatto con sostanze chimiche dannose. Alcune plastiche, pesticidi e nitrati sono i cosiddetti perturbatori endocrini che possono provocare dei disturbi della fertilità.Questa tesi delle cause ambientali è sostenuta anche da diversi studi di migrazione: coloro che si spostano da un luogo ad un altro tendono ad assumere le medesime problematiche rilevate nelle persone del luogo.

Quali sono i fattori che influiscono sull’infertilità maschile?

Risulta un altro fattore causale rappresentato dalla libertà sessuale, che porta ad i soggetti ad essere più esposti alle infezioni che possono danneggiare la fertilità maschile. Tra i fattori scatenanti anche gli errati stili di vita - come per esempio il fumo - che portano ad un peggioramento della qualità del seme, abbassando i tradizionali parametri di concentrazione e motilità degli spermatozoi.
In molti casi il problema è risolvibile, grazie a nuovi esami specifici che consentono di seguire delle cure mirate, o semplicemente cambiando abitudini di vita, per tornare ad avere una piena salute riproduttiva. Lo specialista della riproduzione deve infatti favorire la prevenzione dell’infertilità attraverso importanti consigli alla coppia sullo stile di vita e su come evitare quelle sostanze tossiche che possono avere un’influenza negativa sulla fertilità. Diversa è la situazione nei casi in cui viene diagnosticata infertilità.

Continua la specialista di ProCrea:

Si stima che un terzo degli uomini definiti infertili, una volta sottoposto alle adeguate cure, riesca ad avere una paternità naturale. I rimanenti possono ricorrere all’aiuto della fecondazione assistita. Persino uomini considerati un tempo assolutamente sterili, possono diventare padri, recuperando gli spermatozoi direttamente dal testicolo e iniettandoli all’interno della cellula uovo. Invece  nel 3% delle coppie infertili vi è una condizione di azoospermia, per cui è necessario ricorrere alla fecondazione eterologa mediante donazione di spermatozoi.

A cura di Marina Bellavia specialista in Medicina della riproduzione del centro per la fertilità ProCrea di Lugano
 

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