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Il timore della sterilità

Per la maggior parte delle coppie il desiderio di mettere al mondo un figlio rappresenta il coronamento della propria unione. In molti casi però questo momento tanto atteso fatica a realizzarsi

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di Isabella Ricci

Il progetto di individuarsi rispetto alla famiglia di origine allo scopo di formare una propria famiglia è una delle motivazioni che sostengono la transizione dalla giovinezza all’età adulta. Per la maggior parte delle coppie (LEGGI) il desiderio di mettere al mondo un figlio rappresenta il coronamento della propria unione.

In molti casi però questo momento tanto atteso fatica a realizzarsi, nonostante numerosi tentativi da parte della coppia, diffondendo sospetti sulle proprie capacità riproduttive o su quelle del partner.
Il consiglio per tutte le coppie che desiderano avere al più presto dei figli è anzitutto quello di sottoporsi entrambi ad una visita (LEGGI) specialistica. Infatti, mentre è molto frequente che le donne effettuino regolari controlli dal ginecologo di fiducia, non sempre gli uomini sono altrettanto zelanti per la visita urologica. 

 


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Accertarsi delle proprie capacità riproduttive è infatti un primo passo necessario per escludere motivazioni di carattere diverso che ostacolano il concepimento e per risolvere il timore legato alla sterilità. L’analisi dello sperma è sicuramente un esame molto semplice da effettuare e che consente di appurare la vitalità degli spermatozoi e la loro efficienza considerando alcuni parametrj come la densità, la velocità ed altre caratteristiche specifiche. Per le donne è invece importante avere un ciclo (LEGGI) regolare e mantenere un peso corporeo stabile e che rispetti il valore BMI (Indice di Massa Corporea) minimo uguale o superiore a18,5.
Il BMI, anche noto come Indice di Quetelet, dal nome dello statistico belga A. Quetelet, che lo ha ideato, è un indice dello stato corporeo in termini antropometrici che correla l’altezza con il peso del soggetto; il valore normale di questo rapporto varia da 18.5 a 25; tra 18.5 e 17.5 ci si trova in una condizione di sottopeso, mentre con un BMI minore o uguale a 17.5 si rischia la scomparsa del ciclo mestruale in quanto ci si avvicina alla condizione dell’Anoressia Nervosa.

Il calcolo del BMI è molto semplice: esso si ottiene dal rapporto tra il peso, espresso in chiligrammi ed il quadrato della propria statura, espressa in metri. Se ad esempio una donna è alta un metro e settanta centimentri e pesa cinquantaquattro chilogrammi il suo BMI sarà uguale a 54/(1.70x1.70)= 54/2.89=18,6 e quindi si può affermare che il suo peso è adeguato per la sua altezza. 


Essere in una condizione di sottopeso mette a rischio la regolarità del ciclo mestruale, così come avviene dopo diete drastiche o repentini cali di peso. Avere un BMI inferiore a 17,5 invece aumenta la possibilità di non riuscire ad avere un ciclo fisiologico e non essendoci l’ovulazione non è nemmeno possibile il concepimento. Anche per l’uomo la denutrizione influenza negativamente le capacità riproduttive, anche se l’anoressia maschile è una realtà meno diffusa rispetto a quella femminile.
Laddove non sussistano nella coppia patologie di ordine clinico un altro fattore da prendere in considerazione è l’età (LEGGI).  Il momento di maggiore fertilità nella donna è infatti dai 18 ai 25 anni circa. In questo periodo le probabilità di rimanere incinta sono molto più alte, ma dato che nella maggior parte dei casi l’età alla quale si decide di avere il primo figlio ha subito uno slittamento di quasi dieci anni rispetto al passato bisogna anche considerare che le capacità riproduttive sono diverse rispetto a quelle di una donna molto giovane. Lo stesso vale per la vitalità degli spermatozoi a partire dall’età matura. 

 


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Un fattore che influisce indirettamente sulle capacità riproduttive è anche lo stile di vita. Ritmi frenetici e mancanza di sonno a lungo andare influiscono sul sistema nervoso e sul sistema endocrino. Accade spesso che i concepimenti avvengano in vacanza proprio perché in quest’occasione si ristabiliscono dei ritmi più naturali che favoriscono anche i processi biologici.
Un atteggiamento più fiducioso e rilassato nei confronti dell’attesa del concepimento rispetto ad una ricerca ansiosa che lo rende un imperativo categorico è comunque una condizione che favorisce il suo verificarsi. La mente è in rapporto stretto con il nostro corpo ed in grado di influenzare i suoi processi più di quello che immaginiamo