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Fecondazione eterologa, dibattito ancora aperto

La Consulta "non decide" sulla legge 40, e rimanda ai giudici la decisione sul divieto della fecondazione eterologa

Il dibattito sulla fecondazione eterologa (LEGGI) continua, e nonostante i referendum e i dubbi di costituzionalità della legge 40 che sarebbero stati avanzati da alcuni tribunali nel rispondere al ricorso di 3 coppie italiane, la Consulta non boccia la norma e rinvia gli atti ai Tribunali. La Corte Costituzionale per il momento "non decide" e sceglie di rimandare ai tribunali di Firenze, Catania e Milano, gli atti per valutare la questione di costituzionalità sul divieto di fecondazione eterologa, alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre 2011, sullo stesso tema.



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Spetterà quindi ai giudici di primo grado valutare se la legge 40 e il divieto di fecondazione eterologa, alla luce della decisione di Strasburgo, presenta ancora i profili di incostituzionalità o meno. Nel 2010 la Corte di Strasburgo avrebbe dato ragione alle due coppie austriache che rivendicavano il proprio diritto ad avere un figlio nell’unico modo possibile: attraverso la fecondazione eterologa in vitro (LEGGI). Ma Vienna, con il sostegno del governo italiano e di quello tedesco, aveva chiesto una revisione del caso alla Grande camera e il giudizio sarebbe stato ribaltato. Dato l’alto numero di questioni etiche sollevate in Austria dall’utilizzo della fertilizzazione in vitro, per la Grande Camera il paese deve godere di un ampio margine di manovra nel regolare l’uso di questa tecnica, e quindi la legge, com’è formulata, non violerebbe i diritti delle due coppie.



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Alla luce della decisione della Corte Costituzionale per quanto riguarda i ricorsi avanzati in Italia, gli avvocati delle coppie in questione, sembrano essere contenti che la Corte non abbia chiuso la questione, ma l’abbia lasciata aperta. Sarebbe un segnale positivo per gli avvocati, perchè non è stato dichiarato legittimo il divieto di fecondazione eterologa; la corte in pratica ha deciso di non decidere. Ma per il momento la fecondazione eterologa (GUARDA NOTIZIE E VIDEO) nel nostro Paese resta ancora vietata.



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Prima del 2004, data di entrata in vigore della legge 40, anche in Italia era possibile effettuare la fecondazione eterologa. Dopo la legge 40 è iniziato il viaggio di molte coppie che sono andate all’estero (LEGGI) per ricorrere all’eterologa. Secondo un’indagine del 2010, condotta in 36 centri stranieri dall’Osservatorio sul turismo procreativo, sono oltre 2.700 le coppie italiane che si recano all’estero per poter ricorrere alla fecondazione eterologa, ossia per utilizzare il seme o gli ovuli di un donatore esterno. La Spagna sembra essere la meta principale di chi cerca un donatore poiché adotta una legge che consente la fecondazione assistita per le donne single, l’ovodonazione, l’embrio-donazione nonché l’anonimato dei donatori