Pianetamamma logo pianetamamma.it

strip1-incinta
1 5

Fecondazione assistita, la storia di due coppie andate all'estero per diventare genitori

In Italia i loro figli non sarebbero mai nati: ecco la storia di due famiglie che per realizzare il loro sogno di diventare genitori si sono dovuti recare in cliniche all'estero

adsense-foglia-300
In Italia la legge 40, che regola la fecondazione assistita, non permette la diagnosi pre-impianto sugli embrioni. Quindi non permette ai genitori portatori di malattie genetiche di potersi fare impiantare solo gli embrioni sani. Così le coppie che vogliono usufruire di questa possibilità sono costrette ad andare in cliniche all'estero, spendendo molti soldi, per poter realizzare il loro sogno di diventare genitori. Questa è la storia di due coppie siciliane, che hanno raccontato a Visto il difficile iter che hanno dovuto compiere per diventare genitori.

In Italia i loro figli non sarebbero mai potuti nascere. Questo perché questi genitori soffrono di malattie genetiche che avrebbero impedito di portare a termine la gravidanza o che avrebbero condannato il bambino a nascere malato. Così, entrambe le coppie hanno deciso di andare all'estero per poter diventare genitori di figli sani.



LEGGI ANCHE: Fecondazione assistita, la legge 40 è stata bocciata


Francesco e Grazia hanno 38 anni e due figli, Giacomo di 3 anni e Gaia di 3 mesi. Entrambi concepiti all'estero con la fecondazione assistita. Grazia soffre di una anomalia genetica che colpisce gli ovuli, rendendo difficile la gravidanza, che può interrompersi spontaneamente entro i primi 3 mesi (LEGGI). Dopo 4 aborti spontanei, Grazia ed il marito hanno deciso di andare all'estero, come racconta Francesco: "La scelta cadde sul Memorial Institute, un centro d'eccellenza in questo settore a Istanbul, in Turchia". Il viaggio è costato alla coppia 10.000 euro, ma non avuto esito positivo: tutti gli embrioni erano affetti dalla malattia.

Il secondo tentativo per fortuna è andato bene: "Lo facemmo qualche mese più tardi in Spagna, a Valencia, dove finalmente fu concepito Giacomo". Ma questa soluzione non possono permettersela tutti: "Abbiamo potuto permetterci la procreazione all'estero perché lavoriamo entrambi e non abbiamo difficoltà economiche. Ma per chi non ha 10.000 euro a viaggio, la soluzione non c'è".







Anche Davide e Sandra hanno scelto l'estero per diventare genitori ed ora hanno due figli, Lorenzo di 4 anni e Bianca di 18 mesi. Entrambi sono portatori di anemia mediterranea ed in Italia i loro bambini sarebbero potuti nascere malati. Come racconta Sandra: "Ho paura di volare, un vero terrore, ma per i nostri figli sono riuscita a superare tutti i miei limiti. Per me era l'unica possibilità per avere un figlio, non volevo far nascere una creatura malata, ma nel contempo, pur se la legge italiana lo consente (LEGGI), non avrei mai abortito se avessi concepito un bambino talassemico". E così anche loro si sono recati a Istambul, spendendo in totale 30.000 euro.

Francesco è ora diventato presidente dell'associazione Hera di Catania, che aiuta e sostiene le famiglie che hanno difficoltà a concepire figli sani. Sulla sentenza della Corte Europea, che ha bocciato la Legge 40, Francesco commenta: "Ha confermato le nostre aspettative. Una legge non può impedire ai cittadini di ricorrere a una cura per avere un figlio sano o per portare a termine una gravidanza". E Grazia si augura che qualcosa possa cambiare e che sia permesso analizzare gli embrioni prima dell'impianto anche in Italia: "Io e mio marito non vogliamo altri bambini, ma speriamo che questa sentenza porti una modifica della legge 40 in modo da evitare tanta sofferenza a persone che come noi hanno difficoltà a diventare genitori".



LEGGI ANCHE: Fecondazione assistita impossibile in Italia: tutti vanno all'estero



La Chiesa Cattolica però si oppone alla diagnosi sulle cellule dell'embrione prima dell'impianto. E Grazia, da cattolica praticante, conclude: "Un sacerdote in terra mi potrà forse condannare ma, peccherò di presunzione, sono sicura che Gesù da lassù invece apprezza la mia decisione".

Fonte Credits | Visto