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Fecondazione eterologa in Italia: quando si parte?

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale le novità previste dalla sentenza della Consulta potrebbero diventare realtà

FECONDAZIONE ETEROLOGA IN ITALIA -  Si chiama Maria Luisa Costantini, ed è un avvocato calabrese di 30 anni mamma di due figli, la prima donna iscritta all'Aidag, l'Associazione altruistica e gratuita di donazione dei gameti, istituita qualche giorno fa sulla scia della decisione della Consulta di abolire il divieto al ricorso alla fecondazione eterologa in Italia.

Le motivazioni che hanno portato la Consulta ad abolire il divieto per l'eterologa sono state rese note pochi giorni fa: "La determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile o infertile concernendo la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile, qualora non vulneri altri valori costituzionali"

Fecondazione eterologa non più vietata in Italia

Inoltre "la scelta di tale coppia di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia dei figli è espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi", quindi va salvaguardata, anche autorizzando il ricorso alla fecondazione eterologa.

Da qui la decisione della Consulta di autorizzare l'utilizzo, nelle tecniche di procreazione medicalmente assistita, di gameti esterni alla coppia (cioè ovuli o spermatozoi) - che verranno donati in forma assolutamente anonima e gratuita - nelle coppie con certificata sterilità assoluta.

Una decisione che però non si è ancora tramutata in cambiamento concreto per le migliaia di coppie che desiderano avere accesso a questa procedura, che fino ad oggi andava eseguita solo nei centri per l'infertilità all'estero (si stima che circa 2700 coppie italiane abbiano avuto figli con l'eterologa all'estero).

Il provvedimento legislativo verrà pubblicato tra pochi giorni sulla Gazzetta ufficiale e quindi teoricamente dovrebbe trovare immediata applicazione pratica. Inoltre la stessa Consulta ha dichiarato che non esiste al momento un "vuoto normativo", quindi una struttura ben organizzata potrebbe già partire. Ma le cose non saranno così semplici.

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Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato: "stiamo verificando tutti gli aspetti di tipo sanitario nei quali la Consulta non è entrata. Si tratta di questioni che riguardano l'accreditamento dei centri, i criteri di selezione dei donatori, il consenso informato, la definizione di percorsi di fecondazione eterologa garantendo sicurezza, qualità e tracciabilità, e che devono essere approfondite con il rigore necessario", si legge in un comunicato.

Quanto costa la fecondazione assistita?

E in effetti molti sono i nodi ancora da sciogliere. I centri per la riproduzione assistita stanno contattando le donne che hanno lasciato da anni congelati i propri ovuli per sapere se vogliono donarli, ma spesso le risposte sono negative, e l'obiettivo è quello di garantire l'accesso l'eterologa nei centri pubblici.

Ma tornando a Maria Luisa, perchè ha deciso di donare i suoi ovuli? Lo spiega in un'intervista a Repubblica: perchè ha vissuto molto da vicino il dolore dell'infertilità attraverso una sua intima amica. E ha deciso di donare i suoi ovuli per un regalo che a lei costa poco ma che è in grado di cambiare la vita degli altri in meglio.

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