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"Desiderare la genitorialità"

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"Desiderare la genitorialità" è il nuovo libro della psicologa, Dott.ssa Emmanuella Ameruoso. Nel testo si parla del desiderio di avere un bambino e dell'insieme dei fattori legati al proprio vissuto che condizionano l'eventualità di procreare

Desiderare la genitorialità

Il verbo desiderare, derivante dal latino de che indica l’assenza e sidus, sideris costellazione, stella, spazi siderali, fa risalire il suo significato alla consultazione del cielo e degli astri, pratica usata dai desiderantes i soldati che nel De bello gallico attendevano il rientro dei commilitoni dalla battaglia. Osservavano le stelle e vivevano sentimenti di nostalgia e disorientamento... La confusione genera la ricerca di punti di riferimento e quando il cielo è coperto dalle nubi e i corpi celesti non sono visibili la via regia sembra rarefatta. Ed è così che emergono la sofferenza e la delusione. Perché le aspettative vengono frustrate e il malessere diventa più pressante.

Essere genitore come condizione naturale a cui aspirano tutti gli esseri umani è la realizzazione di un sogno poiché dà un senso di continuità e discendenza. L’impossibilità di soddisfare tale desiderio conduce inevitabilmente al dolore. Trasformato o diretto su altri canali, tende a esprimersi nelle sue forme più contorte.

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Nel mio libro: Desiderare la genitorialità. Il mondo interiorizzato nel disturbo dell’infertilità (Edizioni Psiconline) parlo di questa problematica e di come si struttura. L’infertilità relativa al partner, esclude tutte le cause di origine organica, e considera che, se due partner di una coppia non riescono ad avere figli e dopo almeno due anni di tentativi falliti si separano, costituendo un nuovo nucleo familiare, la gravidanza si realizza. È quindi la relazione ad essere disfunzionale. Ma che significa? L’insieme dei fattori legati alla propria storia personale e al vissuto genitoriale tendono a condizionare fortemente l’eventualità di procreare favorendo la comparsa del disturbo dell’infertilità. Ciò si predispone già a partire dall’adolescenza, periodo in cui sia lo sviluppo sessuale e sia la maturità psicologica acconsentono ai ragazzi di acquisire una consapevolezza rispetto alla propria capacità generativa.

Il percorso di ridefinizione della propria identità, attraverso il processo di separazione-individuazione dalle figure genitoriali, le modificazioni corporee e il confronto con i coetanei permettono all’adolescente di conoscersi più a fondo e di voler affermare la propria personalità manifestando un desiderio di genitorialità. Ne è un classico esempio la adolescente che “desidera una gravidanza” per poter favorire l’espressione della sua femminilità e il trionfo sulla propria genitrice vissuta come rivale. Una prima esperienza sessuale particolare, una storia familiare traumatica che ha riguardato la nascita o la morte di un bambino (parto traumatico, violenza sessuale o abuso, un aborto spontaneo, un’interruzione di gravidanza o una fantasia familiare tramandata tra donne di diversa generazione) possono essere fattori prodromici alla manifestazione dell’IP.

Come si manifesta il disturbo?

Ciò avviene attraverso la scelta di uno specifico partner. La collusione è un patto inconscio che si realizza tra due individui portatori di una propria storia personale. Ognuno affida all’altro parti di sé che non accetta e di cui vorrebbe “disfarsi”. È così che il compagno diventa un “complice” accettando questo “reciproco accordo” per certi versi disfunzionale. La collusione si rende palese a livello del genere e del ruolo sessuale nei quali gli adulti hanno difficoltà ad identificarsi naturalmente e pertanto è in essi che va ricercata la causa dell’impedimento alla procreazione.

Il disturbo è in numero crescente e molte coppie ricorrono alla fecondazione assistita o all’adozione per realizzare il desiderio di avere un figlio. Il lavoro sulle dinamiche inconsce interne alla coppia, basate su una proiezione reciproca di esperienze e vissuti singolari, consiste nel ristrutturare la relazione con le figure di riferimento interiorizzate che, riversata inconsapevolmente sul partner, tende a generare la problematica. Inoltre, il sostegno psicologico rivolto ai soggetti per rielaborare il lutto conseguente alla diagnosi d’infertilità e/o a eventuali esperienze traumatiche pregresse -anche riferite al periodo dell’adolescenza- permette di agire inevitabilmente sulla capacità procreativa e sulla genitorialità entrambe connesse all’identità e al ruolo di genere.

Il testo quindi fornisce una nuova interpretazione delle cause che danno origine all’infertilità nel tentativo di offrire una nuova speranza alle coppie e poter coronare finalmente il desiderio di essere genitori!

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