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Infertilità: crioconservazione degli ovuli

Due storie di donne, molto diverse l'una dall'altra ma con un comune denominatore: la crio-conservazione degli ovociti. Una tecnica con cui ci viene offerta l'opportunità di congelare qualche ovulo ed utilizzarli in un secondo momento, quando ne avremo più bisogno

di Antonella Marchisella

Ecco due storie di donne, molto diverse l'una dall'altra ma con un comune denominatore: la crio-conservazione degli ovociti. Una tecnica con cui ci viene offerta l'opportunità di congelare qualche ovulo ed utilizzarli in un secondo momento, quando ne avremo più bisogno. Vanessa è una donna manager sulla soglia dei 40 anni e un matrimonio finito male alle spalle. Frequenta un altro uomo da poco tempo ed ovviamente non ha in programma un figlio da subito (LEGGI).


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Il timore di una menopausa è comunque troppo grande: è un interruttore che da un momento all'altro può spegnersi e portare via con sè il sogno di diventare madre. La sua nuova storia è iniziata da troppo poco tempo, come poter spiegare al partner che il suo orologio biologico potrebbe privarla a breve della possibilità di restare incinta? E quali ripercussioni potrebbe comportare tutto questo su una relazione appena nata?

Vanessa ha optato per il prelievo degli ovuli, sottoponendosi per una settimana a delle iniezioni sottocutanee di ormoni follicolo stimolanti allo scopo di ottenere il rilascio di più ovuli, che vengono poi monitorati mediante esami ecografici. Quando ne avrà necessità, il numero di ovuli previsto per legge verrà scongelato e fecondato in vitro (LEGGI).


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Carla è al contrario una ragazza molto giovane. Ha soltanto 22 anni, ma ha subito un serio intervento a causa di un tumore alle ovaie. Tuttavia, ha ancora delle opportunità di avere dei figli, in fondo è nel pieno dell'età fertile sebbene le sue potenzialità procreative siano state fortemente menomate. Anche lei ha scelto la crio-conservazione: è stato come mettere da parte un'assicurazione per la vita (LEGGI).

Certo, le statistiche non sono poi così benevole, eppure il semplice fatto di provarci ha già procurato una ventata di felicità in queste due donne ed inoltre, non sono stati riscontrati dei rischi per i futuri bambini.

crioconservare-ovuli

Ci sono delle ottime ragioni per le quali una donna può scegliere di conservare i propri ovociti: conservare il proprio potenziale riproduttivo per usarlo successivamente, o nei casi in cui ci si debba sottoporre a terapie invasive che porteranno alla sterilità. La crio-conservazione può essere applicata sia agli ovociti sia agli spermatozoi e per quanto riguarda i primi, in Italia il tutto è regolato dalla legge 40/2004.

Le percentuali di gravidanza risultano essere il 10% per ciclo di scongelamento e il 12% per paziente. Per conoscere tutte le informazioni necessarie puoi visitare www.tecnobiosprocreazione.it, un centro di fecondazione assistita situato a Bologna, una struttura di 1000 mq dedicata esclusivamente al trattamento dell'infertilità e costituita da oltre 30 operatori tra ginecologi, biologi e sanitari. Ecco le tappe del trattamento di procreazione medicalmente assistita:


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- un colloquio preliminare con un medico dell' equipe per valutare la storia clinica della coppia ed illustrare il trattamento più idoneo;

- una fase di monitoraggio ecografico ed ormonale;

- il prelievo ecoguidato di ovociti.

Il Centro ha delle strutture affiliate ad Abano Terme, Pescara, Pesaro, Treviso e Udine


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