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Le cisti ovariche

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Cosa sono le cisti ovariche e come si curano? Tutto quel che c'è da sapere

Cisti ovariche

Dolori addominali, anomalie nel ciclo mestruale, emorragie: la causa potrebbere essere le cisti ovariche. Una cisti ovarica è una sacca piena di liquido o di materiale semisolido che si forma su una ovaia. Esistono molti tipi di cisti, quasi sempre benigne e raramente maligne.

  • Cisti follicolare

Nella maggior parte dei casi si tratta di cisti funzionali (cioè non patologiche) dovute alla mancata rottura di un follicolo: se l'ovulazione non avviene e il follicolo non si rompe può trasformarsi in una cisti, chiamata appunto cisti follicolare.

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Le cisti follicolari sono molto comuni. In genere sono asintomatiche e si riassorbono da sole nel giro di 60 giorni. Se però non si riassorbono possono crescere molto (10 cm ma anche più), causando problemi all'ovaia. A causa del loro peso l'ovaia può torcerci su se stessa, strozzandosi e arrivando a necrotizzarsi; oppure, come avviene più spesso, l'ovaia non riesce più a funzionare, i cicli diventano anovulatori e le mestruazioni irregolari o assenti. Oltre alle irregolarità mestruali in genere si hanno anche dolori pelvici costanti.

  • Cisti follicolare multiple

Cisti follicolari multiple possono svilupparsi a causa di un eccesso di gonadotropine in donne che assumo farmaci per indurre l'ovulazione (clomifene, gonadotropine etc.). Un altro motivo può essere l'ovaio policistico o multifollicolare.

  • Cisti luteiniche

Le cisti luteiniche o ematomi del corpo luteo si sviluppano quando, dopo l'ovulazione, nel corpo luteo si accumula del liquido misto a sangue. Anche queste cisti in genere si riassorbono da sole, ma se si rompono (corpo luteo emorragico) possono causare una emorragia accompagnata da un forte dolore pelvico simile a quello di una appendicite acuta, che richiede un intervento chirurgico immediato.

  • Cisti per endometriosi

L'endometriosi può dare origine a particolari cisti, chiamate endometriomi cistici o cisti cioccolato perché sono piene di sangue e dunque di colore scuro. In genere sono piccole (1,5-2 cm) ma possono diventare molto grandi o rompersi causando gravi infezioni nell'addome. Proprio per evitarne la rottura vanno asportate il prima possibile. Come l'endometriosi, queste cisti sono spesso asintomatiche; a volte causano dolori durante le mestruazioni.

  • Cisti dermoidi

Le cisti dermoidi sono il tipo più frequente di tumore ovarico benigno (infatti sono chiamate anche teratomi cistici benigni; diventano maligne raramente, circa nel 2% dei casi. Sono formate da cellule embrionali rimaste inattive e che poi ricominciano a proliferare e contengono vari tipi di tessuto (grasso, peli, denti ecc.). Anche queste cisti vanno asportate prima possibile.

Come diagnosticare le cisti alle ovaie

La presenza di cisti si rileva con l'ecografia, con cui si può anche valutare anche se è a contenuto liquido o solido. Se la cisti non si riassorbe da sola, se si ripresenta o comunque se c'è un dubbio sulla sua natura, possono essere richiesti altri esami, ad esempio una laparoscopia.
L’ecografia sfrutta gli ultrasuoni per ottenere le immagini dei diversi organi del corpo. E’ un modo eccellente per valutare le ovaie. Esistono due tipi fondamentali di ecografia: la transaddominale e la transvaginale. Quando esegui quella addominale devi avere la vescica ben piena in modo da permettere alla sonda (poggiata sull’addome) di guardare meglio le ovaie. Se effettui l’ecografia tranvaginale una sonda stretta e lunga (avvolta in un guanto protettivo) è posta delicatamente in vagina. Nessun tipo di ecografia è pericolosa o dolorosa.

Il medico potrebbe chiedere il dosaggio del CA 125. E’ un esame del sangue che viene di regola eseguito in donne con cancro dell’ovaio per valutare come la paziente sta rispondendo alle cure. Spesso questo test è richiesto a molte donne con una cisti ovarica per vedere se la cisti abbia carattere canceroso. Il livello normale di CA125 è inferiore a 35. Comunque, questo valore può essere alto anche in donne che si trovano in condizioni di assoluta benignità (endometriosi, fibromi, etc): ciò è particolarmente vero in donne che si trovano ancora in età riproduttiva. Altri test (i cosiddetti markers) possono essere richiesti per approfondire la natura di una cisti ovaric: CEA, CA199, LDH, alfafetoproteina, HCG.

Ovulazione dolorosa

Cisti ovariche terapia

Soprattutto nelle donne giovani e nelle adolescenti le cisti funzionali si riassorbono da sole nell'arco di qualche mese. Il medico terrà sotto controllo la situazione con regolari ecografie. Se le cose non dovessero migliorare viene prescritta la pillola anticoncezionale per mettere a riposo le ovaie. La pillola riesce ad impedire la formazione di nuove cisti e può contribuire al riassorbimento delle cisti presenti.

Se le cisti non si riassorbono e aumentano di dimensioni si deve ricorrere ad un intervento chirurgico.

Per eliminare le cisti si ricorre talvolta all'aspirazione: si infila un ago nella cisti e si aspira il contenuto. Questa procedura può essere usata solo per cisti liquide e di piccole dimensioni (meno di 5 cm). Negli altri casi la cisti va asportata con un intervento chirurgico, quasi sempre per via laparoscopica; la via laparotomica è usata solo per cisti molto grandi o sicuramente maligne. In tutti i casi il contenuto della cisti viene sottoposto a un esame istologico per verificare che la cisti sia benigna.

La laparotomia richiede un taglio dell’addome molto più grande (a volte dal pube allo sterno). La cisti viene esaminata mentre tu sei sotto anestesia, per valutare se sia o meno maligna.

Questo esame (detto esame estemporaneo) è abbastanza preciso ma non è definitivo: a volte capita, infatti, che la cisti può risultare leggermente (borderline) o fortemente maligna solo all’esame istologico conclusivo la cui risposta è, generalmente pronta dopo qualche settimana dall’intervento. Se la cisti è maligna è necessario eseguire un intervento chirurgico stadiante (intervento che si esegue subito se l’esame estemporaneo già depone per la malignità o dopo qualche settimana se la natura non buona della cisti è il risultato dell’esame istologico definitivo). L’intervento, in linea di massima, consiste nella asportazione delle ovaie, dell’utero con i legamenti circostanti e nella rimozione del grasso che circonda i vasi della pelvi e dell’addome (linfoadenectomia), dell’omento e dell’appendice allo scopo di capire se il tumore sia limitato all’ovaio o se sia diramato anche altrove: questo per stabilire la eventuale necessità di radio e/o chemioterapia aggiuntiva.

Se ancora non hai avuto figli e non vuoi precluderti definitivamente questa possibilità, nel caso che il tumore, valutato all’esame estemporaneo, sia limitato all’ovaio, tenuta però ben presente la possibilità di maggior rischio di recidiva e la necessità di un controllo (follow up) assiduo dopo l’intervento,che tale ridotta radicalità comporta,  puoi chiedere per iscritto al tuo ginecologo che l’intervento sia limitato all’asportazione dell’ovaio interessato, alla omentectomia ed alla linfoadenectomia addomino pelvica monolaterale.

E’ molto importante chiarire bene con il ginecologo quale strategia terapeutica egli suggerisce per il tuo caso; in particolare chiedigli i vantaggi, gli svantaggi, i rischi, le complicanze precoci e tardive dei vari tipi di chirurgia (laparoscopica e/o laparotomica), la presunta durata dell’intervento e della degenza, le eventuali cure pre post intervento.

Se sei in menopausa e non hai mestruazione (oppure se le hai perché esegui una terapia ormanole sostitutiva) è difficile che la tua cisti sia funzionale. Il medico, perciò, ti chiederà di eseguire anche una ecografia, in modo da meglio valutare le caratteristiche della cisti stessa. L’ulteriore da farsi dipende dalla tua età, dall’aspetto della cisti, dalla presenza o meno di disturbi legati ad essa: dolore e rigonfiamento addominale, stitichezza, sentirsi molto piena dopo aver mangito anche solamente un poco.

Ad oggi non esiste un metodo sicuro per la diagnosi precoce dei tumori dell’ovaio e che molte volte lesioni dell’ovaio, anche importanti, possano sfuggire ad un pur attento esame ginecologico: stato di tensione, intestino pieno, obesità, quindi molti studiosi raccomandono di eseguire una volta l’anno assieme alla visita anche una ecografia transvaginale per meglio sorvegliare lo stato delle ovaie e della parte interna dell’utero.

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