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IVG in Italia: la maggior parte delle donne chiede l'anestesia generale

L'OMS raccomanda l'anestesia locale, eppure otto donne su dieci abortiscono in anestesia generale. I dati dell'ultima relazione del Ministero

INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA IN ITALIA - Cala il numero di interruzioni volontarie di gravidanza in Italia. Rispetto al 2012 il numero di IVG praticate è sceso del 5%, e addirittura del 55% rispetto al 1982.

I dati relativi alla situazione IVG in Italia sono contenuti nell'ultima relazione sull'applicazione della legge 194 in Italia del Ministero della Salute, presentata in Parlamento.

Colpisce, ma non troppo, il dato relativo all'anestesia generale. O meglio colpisce forse che l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandi di preferire l'anestesia locale. Invece otto donne su dieci chiedono e ottengono l'anestesia generale perchè non vogliono sentire nulla. Una decisione condivisibile e comprensibile, anche se secondo l'Oms un'anestesia locale è associata a un minor rischio per la paziente e naturalmente a un costo inferiore per il Servizio sanitario.

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Eppure, spiegano gli esperti, l'anestesia generale fatta al giorno d'oggi per questo tipo di intervento dura pochi minuti e non comporta complicazioni.

Fotografata anche la situazione rispetto all'aborto farmacologico. L'obbligo del ricovero di 3 giorni può essere un forte deterrente per le donne che alla fine possono preferire l'intervento chirurgico.
Tuttavia il 70% delle donne firma per l'ammissione di responsabilità e vanno via dall’'ospedale ben prima dei tre giorni e ci sarebbe un tasso di complicanze basso: il 97% di queste pazienti non avrebbe alcun problema.


 

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