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Il papà ha molte sorelle? Darà alla luce una bambina

Uno studio dimostra che gli uomini ereditano dai genitori l'inclinazione ad avere un numero maggiore di figli maschi o, al contrario, di figlie femmine

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di Lucia D’Addezio

Uno studio dimostra che gli uomini ereditano dai genitori l'inclinazione ad avere un numero maggiore di figli maschi o, al contrario, di figlie femmine.

L'intera comunità scientifica ha sempre ritenuto che, quando una donna rimane incinta, ci sia il 50 per cento di possibilità che nasca una bambina ed il 50 per cento di possibilità che nasca un maschietto (LEGGI). A confutare quello che fino ad oggi era considerato quasi un assioma arriva uno studio condotto dai ricercatori della Newcastle University.


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Le novità evidenziate dalla ricerca della Newcastle University, coordinata da Corry Gellatly e già pubblicata sulla rivista specializzata 'Evolutionary Biology', sono significative.
E' assodato da tempo che a determinare il sesso del nascituro sia il padre, o meglio un cromosoma del papà. Ogni individuo, infatti, possiede una coppia di cromosomi sessuali per cellula. Le donne hanno due cromosomi X e gli uomini un cromosoma X e un cromosoma Y. Detto questo viene da sé che il cromosoma X della donna sarà sempre presente. Il sesso del neonato sarà determinato durante la fecondazione (LEGGI): se gli spermatozoi porteranno il cromosoma X si creerà una coppia XX, nascerà quindi una femminuccia; se gli spermatozoi porteranno il cromosoma Y, si creerà una coppia XY e nascerà un maschietto. 

Il sesso del nascituro dipende da quale cromosoma sessuale maschile, X o Y, si congiungerà col cromosoma sessuale femminile X. A seguito di ogni fecondazione riuscita ci sarebbe il 50 per cento di possibilità di dare vita ad una bambina e il 50 per cento di possibilità di avere un bambino. Le percentuali non cambierebbero nemmeno nel caso di seconde o terze gravidanze. L'aver avuto un maschietto nella prima gravidanza non implica, in realtà, di avere maggiori possibilità di dare vita ad una femmina come seconda figlia. Dato che ogni fecondazione è considerata un evento unico ed a sé stante, le percentuali rimarranno sempre tali anche nel caso di una seconda, terza, (e così via) gravidanza.


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Proprio le percentuali, fino ad oggi condivise dalla maggior parte degli esperti ed entrate anche a far parte del bagaglio culturale delle persone comuni, sono state contestate dal team guidato da Gellatly.
Lo studio ha preso in esame un campione di 927 famiglie provenienti dall’Europa e dal Nord America. In totale le persone coinvolte sono state circa 556 mila. Il risultato della ricerca è che esisterebbe un gene in grado di aumentare o diminuire le percentuali di cromosomi Y o X presenti nello sperma maschile.

Gellatly e i suoi ricercatori hanno messo in evidenza l'esistenza di "un gene che può modulare il contenuto in X e Y dello sperma maschile dando luogo a tre fenotipi: il maschio mm che ha uno sperma più ricco di Y e avrà una probabilità maggiore di avere figli maschi; il maschio mf che ha uno sperma con il medesimo contenuto di X e Y e dunque conserva sempre il 50 per cento di possibilità di avere o un figlio o una figlia; il maschio ff che ha uno sperma ricco di X e che con più probabilità avrà figlie femmine" (Fonte: Yahoo Notizie).



Questo significherebbe che gli uomini erediterebbero dai genitori, così come qualsiasi altro tratto genetico, l'inclinazione ad avere un numero maggiore di figli maschi o, al contrario, di figlie femmine. Un esempio lampante é quello di uomini che, avendo avuto un alto numero di sorelle, sono più tendenti a dare alla luce figlie femmine. Questo perché hanno ereditato dai propri genitori una propensione genetica ad avere delle bambine