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Diventare madre con la sclerosi multipla, ora è possibile

Nonostante la sclerosi multipla sia una malattia inguaribile, ora è possibile coronare il sogno di diventare madre nonostante l’avanzare della malattia, basta qualche accorgimento in più

di Chiara Zambelli

La sclerosi multipla, o sclerosi a placche è una malattia neurologica cronica, che va a colpire numerose aree del sistema nervoso centrale determinando lesioni e cicatrici (sclerosi) all’interno del cervello o del midollo spinale. La malattia porta al danneggiamento della mielina, ovvero il rivestimento protettivo delle fibre nervose, creando problemi nello scambio di “informazioni” tra il cervello e le altre parti del corpo. Secondo la lism (lega italiana sclerosi multipla) si stima che i malati siano circa 2,5 milioni, 58.500 solo in Italia. Le donne sono più colpite rispetto agli uomini e questo inevitabilmente si ripercuote sulla loro vita affettiva e lavorativa. Le cause della sclerosi multipla sono ancora sconosciute, si parla di una base genetica a cui vanno associate cause di tipo ambientale come inquinamento (LEGGI) dell’aria, dei cibi e via dicendo. La sclerosi multipla si manifesta solitamente in età adulta, dai 20 ai 40 anni, periodo in cui la maggior parte delle donne sogna una famiglia, dei figli, una situazione stabile.


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Fino a pochi anni fa alle donne a cui era stata diagnosticata la sclerosi multipla si sconsigliava di avere figli, in quanto si riteneva che la gravidanza potesse accelerare il decorso della malattia. Attualmente non esiste una cura per tale patologia, la sclerosi multipla ha un’evoluzione che varia da paziente e paziente ed è progressivamente invalidante, esistono però dei farmaci che aiutano a rallentare il decorso della malattia e più tempestiva è la diagnosi, maggiore è la possibilità di riuscire a condurre una vita quasi normale. 

Dagli ultimi studi in merito è emerso un grande segno di speranza per tutte le donne in età fertile (LEGGI) che nonostante la malattia desiderano diventare madri, si è andato evidenziando come la sclerosi multipla non vada ad inficiare sulla possibilità di concepire naturalmente e che la malattia non tende ad aggravarsi durante i nove mesi, ma anzi, solitamente ha un evoluzione più attenuata soprattutto nell’ultimo trimestre.



Pertanto la donna che desidera concepire un figlio dovrà parlarne con il proprio medico così da stabilire che farmaci continuare ad assumere e quali invece è opportuno eliminare già qualche mese prima di iniziare la “caccia alla cicogna” (LEGGI), durante i nove mesi sarà necessario farsi seguire non solo da un bravo ginecologo, ma anche dal neurologo di fiducia mantenendo uno stile di vita sano, facendo una lieve attività fisica nei limiti delle proprie funzioni motorie, riposare in modo adeguato e non fare sforzi eccessivi.

La sclerosi multipla non è ereditaria, i parenti di persone affette da sclerosi multipla hanno solo l’1% in più, rispetto agli altri individui, di ammalarsi, perciò i neonati di madri affette da sclerosi multipla avranno le medesime caratteristiche dei coetanei e non si evidenzia una maggior presenza di nascite pretermine o di disturbi neonatali. Il periodo del post-parto è un po’ più difficile, oltre alla stanchezza derivante dal parto, la difficoltà nella gestione del proprio bimbo con tutti i suoi bisogni, circa l’80% delle neo madri affette da sclerosi multipla afferma di aver avuto più di una ricaduta, detta poussée, dove le normali condizioni fisiche tendono ad aggravarsi per un breve periodo, tornando poi alla normalità in seguito alle idonee terapie mediche. E’ importante che la neo mamma ricominci ad assumere farmaci (LEGGI) subito dopo la nascita del proprio piccolo, perciò l’allattamento al seno è sconsigliato e da valutare caso per caso.


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La scelta di diventare madre nonostante la malattia è sintomo di grande coraggio, è necessario però che chi sta accanto alla neo-mamma si renda disponibile ad aiutare sia nella gestione del bebè, che della casa, permettendo alla donna di ritagliarsi degli spazi per riposare, fare terapia riabilitativa, dedicarsi un po’ a se stessa per riprendere le forze il prima possibile.

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