Pianetamamma logo pianetamamma.it

1 5

Aborto: la 194 resiste dopo la decisione della Consulta

Aborto: la legge 194 resiste dopo la decisione della Consulta che ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale

La Consulta ha finalmente deciso sulla legittimità dell'art.4 relativo alle circostanze che ammettono l'aborto (LEGGI). La Corte Costituzionale si è infatti riunita oggi per decidere un caso di cui si è discusso molto negli ultimi giorni. Il tribunale dei minori di Spoleto ha negato nei giorni scorsi l’autorizzazione a interrompere la gravidanza a una minorenne; oltre a questo, il giudice ha sollevato una questione di costituzionalità della legislazione italiana richiamandosi a una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea. La Consulta ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale.



LEGGI ANCHE: Aborto, sotto esame della Consulta la legge sui minori




In questi giorni si sono riaccese polemiche e discussioni su un tema molto delicato che ogni volta scatena pareri contrari. Dall'opinione pubblica e dal mondo della politica le posizioni sono state diverse. "Giù le mani dalla 194" sarebbe stata la richiesta di alcuni rappresentanti politici. Per altri invece, contrari all'aborto (LEGGI) da sempre, questo caso ha rappresentato un'occasione importante per sperare in un passo indietro. La decisionie della Consulta in proposito è stata chiara e netta:sarebbe inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata dal giudice di Spoleto, sull’art. 4 della Legge sull’aborto, punto chiave della normativa che regola da oltre trent’anni l’interruzione volontaria della gravidanza.



LEGGI ANCHE: Marcia contro l'aborto a Roma: sfila anche il sindaco Alemanno



Attualmente la legge prevede che l’aborto (LEGGI) possa avvenire entro i 90 giorni, nei casi in cui “la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito” (articolo 4). La legge attuale prevede che, nel caso in cui i genitori non vengano informati o neghino il proprio assenso, una minorenne può ottenere l’autorizzazione dal tribunale dei minori, come è avvenuto nel caso di cui si è discusso in questi giorni.



LEGGI ANCHE: Allarme sulle ragazze incinte prima dei 18 anni



Il giudice tutelare aveva sollevato incidente di costituzionalità partendo da un pronunciamento della Corte di giustizia europea in materia di brevettabilità dell’embrione che definisce l’embrione quale «soggetto da tutelarsi in maniera assoluta». Su questa base il giudice tutelare avrebbe ritenuto che l’articolo 4 della legge 194 si ponesse in conflitto con i principi generali della Costituzione ed in particolare con quelli della tutela dei diritti inviolabili dell’uomo (art. 2) e del diritto fondamentale alla salute dell’individuo (art. 32 primo comma della Costituzione).



LEGGI ANCHE: Aborto: a decidere è solo la donna?



Ma La Consulta non ha accolto questa tesi e ha dichiarato «manifestamente inammissibile, la questione di legittimità costituzionale»