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Aborto: un organo del Consiglio d'Europa boccia l'Italia

Il Comitato dei Diritti Sociali dell’organizzazione paneuropea ha bocciato l'Italia sul delicato tema dell'aborto. A causa dell'elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza, l'Italia violerebbe i diritti delle donne

A causa dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza, l’Italia viola i diritti delle donne che alle condizioni prescritte dalla legge 194 del 1978, intendono interrompere la gravidanza”. Così il Comitato dei Diritti Sociali dell’organizzazione paneuropea ha bocciato l'Italia rispondendo al ricorso del 2012 di una serie di sigle, tra le quali la Laiga (Libera associazione ginecologi per l’applicazione della legge 194/78) relativo al libero accesso all'interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese.

Secondo i dati dell'organo del Consiglio d'Europa infatti in Italia il numero di obiettori di coscienza nelle strutture sanitarie raggiungerebbe il 70% in alcune regioni, costituendo così una vera e propria violazione della Carta Sociale d'Europa.

Diminuiscono le Ivg e aumentano i medici obiettori

La votazione del Comitato è stato quasi unanime, poichè ha visto un solo voto contrario, quello del presidente spagnolo Luis Jimena Quesada. E a pochi giorni di distanza dalla Festa della Donna non è tardata anche l'amara replica dell'avvocato dell'Associazione: "In occasione della giornata in cui si celebra la donna, l’8 marzo, appare quasi beffardo, che a trent’anni dall’approvazione della legge 194 ancora si debba combattere nelle istituzioni competenti per affermare un diritto per noi donne definito costituzionalmente irrinunciabile".

Non sono mancate però le dure reazioni, prima su tutte quella del Ministero della Salute, che ha contestato i dati in possesso del Comitato europeo, affermando che in Italia il carico di lavoro per i ginecologi non obiettori negli ultimi 30 anni si è dimezzato, passando da 3,3 aborti a settimana nel 1983 agli attuali 1,7. Quindi risulterebbe difficile sostenere che il numero elevato degli obiettori di coscienza sia un ostacolo per l'accesso all'ivg.

Repliche anche da vari esponenti politici che hanno giudicato strumentale il voto del Consiglio d'Europa, come nel caso di Eugenia Roccella (NCD), la quale si è espressa sul voto definendolo: "un pronunciamento del tutto immotivato e pretestuoso, frutto di una non conoscenza dei dati italiani".

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Ancora più aspre le reazioni delle organizzazioni cattoliche e dell'Avvenire che avrebbe preso posizione attravero l'articolo di Pierluigi Fornari. Secondo il quotidiano si tratterrebbe di un nuovo attacco delle lobby antinaliste (con l'avvallo di qualche istituzione europea) al diritto all’obiezione di coscienza dei medici nei confronti dell’aborto.

A prescindere dalle posizioni i diritti delle donne rimangono ancora fonte di ampie discussioni anche a livello europeo, confermandosi un tema sempre attuale e sentito

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Fonte Credits| Giornalettismo

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