gpt skin_web-parto-0
gpt strip1_generica-parto
gpt strip1_gpt-parto-0
1 5

Petizione: epidurale gratuita e garantita

Elimina il dolore del parto e lascia al tempo stesso la mamma attiva e cosciente. Ma in Italia quest’anestesia non è ancora molto diffusa. Due donne incontratesi sul web hanno scritto una petizione per garantire gratuitamente l'epidurale alle partorienti che la vogliono

fragileElimina il dolore del parto e lascia al tempo stesso la mamma attiva e cosciente. Ma in Italia quest’anestesia non è ancora molto diffusa. Due donne incontratesi sul web hanno scritto una petizione per garantire gratuitamente l'epidurale alle partorienti che la vogliono

Leonilde di Velletri ha scritto la petizione. Paola di Venezia l'ha trovata su Facebook e insieme stanno tentando di farla firmare e di portare all'attenzione del pubblico italiano la discriminazione che il sistema sanitario nazinale attua sulla pelle delle sue cittadine. Per capire cosa stiano tentando di fare potete visitare il loro blog:
http://epidurale.blogspot.com/

O il loro gruppo su facebook:
http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=39364373609

Potete comunque firmare la petizione qui:
http://www.firmiamo.it/analgesiaepiduralegratuitaegarantita
Le due donne vorrebbero promuovere una vera petizione su carta ma non hanno nè  strutture nè associazioni alle spalle.

La legge N. 25/2007 della Regione Veneto - Disposizioni regionali in materia di parto fisiologico indolore - sancisce dei diritti che nel 2008 tutti noi diamo per scontati.

1. Nel rispetto del diritto di libera scelta della donna sulle modalità e sullo svolgimento del parto, la Regione del Veneto con la presente legge favorisce il parto fisiologico, promuove l’appropriatezza degli interventi, anche al fine di ridurre in modo consistente il ricorso al taglio cesareo, e riconosce ad ogni donna in stato di gravidanza il diritto ad un parto fisiologico che le eviti o le riduca la sofferenza usufruendo gratuitamente di tecniche antalgiche efficaci e sicure ed in particolare della partoanalgesia epidurale.

Eppure a Venezia si partorisce ancora secondo la Genesi. Ma solo di notte, quando gli anestesisti volontari e pagati dal Casinò di Venezia non possono assicurare la parto-analgesia alle donne che la chiedono. A Mestre le donne se la possono scordare 24 ore su 24. L'epidurale è ancora un miraggio. Un miraggio quando è prassi da decenni in molti paesi europei e
non.
La parto-analgesia in laguna ha una storia piuttosto recente scritta da un uomo straordinario che ha fatto del parto indolore la sua solitaria battaglia.Il primario di anestesia e rianimazione, il dottor Maurizio Morgantin, ha portato nel 2002 questa pratica che da decenni è somministrata con punte del 90% in America, del 70% in Inghilterra e Olanda.
I fondi provengono dalle casse del Casinò e gli anestesisti sono tutti volontari.

Una situazione intollerabile sconosciuta ai più. Le donne entrando in ospedale diventano cittadine di serie z non potendo usufruire di un trattamento che è scontato per tutti gli altri pazienti. Un'analgesia non si nega a nessuno.

Il Veneto non è un caso isolato. Ci sono intere regioni che boicottano l'analgesia epidurale alle partorienti. E' il caso dell'Abruzzo, della Toscana. Ci sono città come Firenze che sembrano non conoscere proprio questa pratica. Quale sia la motivazione di tanta difficoltà a introdurre una pratica medica in uso da decenni è fin troppo evidente.

Quando uno Stato accetta di risparmiare sul dolore delle sue cittadine facendo leva su un tabù culturale duro a morire - il parto non è un parto senza il dolore della donna - ebbene quello Stato non è diverso da tanti altri paesi dove le donne sono sistematicamente discriminate.
A questo stato tirchio, bigotto e misogeno le cittadine (e i cittadini) devono dire basta.
http://www.firmiamo.it/analgesiaepiduralegratuitaegarantita

partocasa2APPRONDIMENTO SULL'EPIDURALE

L'epidurale consiste nell'iniezione di farmaci anestetici nella parte bassa della schiena, tra l'osso vertebrale e la membrana che ricopre il midollo spinale, la cosidetta "dura madre". Si tratta di anestetici locali molto simili a quelli che usa il dentista, che non passano nel sangue e non hanno alcun effetto sul bambino. Non sono quindi pericolosi né per la mamma né per il bebè e permettono, in ultima analisi, un parto con minore stress. La tecnica esiste da oltre un secolo (risale al 1885) e tra le prime donne a sperimentarla vi fu la regina Vittoria della Gran Bretagna. Ma se è molto praticata in altri Paesi (vi si sottopongono il 70% delle donne che partoriscono nel Regno Unito, il 60% in Spagna, il 35% in Francia, il 30% in Germania) in Italia interessa solo il 10% delle partorienti che abbassano notevolmente (al 20%) la media europea. Perchè?
 
- molte mamme hanno un'eccessiva paura degli inconvenienti dell'epidurale per la loro salute. Inconvenienti che, in realtà, ci sono in un caso su diecimila;
- diversi ospedali non l'effettuano ancora;
- in diversi reparti l'anestesia non è sempre a disposizione (24 ore al giorno) dell'équipe di sala parto, accanto al ginecologo, all'ostetrica e al pediatra;
- in alcuni corsi di preparazione al parto si creano false aspettative nelle mamme. Le si illude di poter controllare completamente il dolore del travaglio con il training autogeno respiratorio e con la preparazione psicologica. Ma ciò non è possibile per tutte le partorienti perché lo scopo di tali tecniche non è l'eliminazione del dolore ma meglio predisporle al travaglio e al parto.
 
I disturbi che l'epidurale può causare sono, nella maggioranza dei casi, di lieve entità, transitori. Mentre gli inconvenienti più gravi sono rarissimi.
- Il mal di testa, possibile in alcune mamme dopo l'introduzione del farmaco, non dura più di due-tre giorni dalla nascita.
- Il prurito alle gambe, che non è mai troppo fastidioso ed è di brevissima durata, compare solo a volte (nel 10% dei casi).
- I dolori alla schiena, a volte presenti in alcune mamme dopo la nascita del bambino, non sono da riferirsi alla peridurale perché sono presenti anche in donne che hanno partorito senza l'analgesia e sono probabilmente legati agli sforzi del parto.
- Le complicazioni neurologiche, cioè la possibilità che in conseguenza di un ematoma nel punto dell'iniezione si abbia una marcata riduzione della sensibilità degli arti inferiori anche per alcuni mesi, sono rarissime (coinvolgono una donna su 10 milioni)

Per non crearsi false aspettative, prima di decidere a quale struttura affidarsi per il parto, la mamma che desidera l'anestesia peridurale dovrebbe porre queste domande fondamentali ai responsabili

- Si effettua la peridurale? Se "si" è garantita realmente 24 ore su 24?
- Tutti gli anestesisti che lavorano in questa struttura la praticano?
- Esiste un laboratorio di anestesiologia dove effettuare una visita preliminare al parto nel corso della quale l'anestesia può richiedere ulteriori esami oltre a quelli già previsti dall'ostetrico?
- E' gratuita o a pagamento? Anche in alcuni centri pubblici, infatti, si paga. Le spese per la peridurale possono variare tra mezzo milione ed un milione e mezzo di lire.
- Nei corsi di preparazione al parto si parla di epidurale? (Se "no" è molto improbabile che poi venga praticata) E a parlarne è l'ostetrico o l'anestesista? Meglio quest'ultimo che conosce a fondo il tema.
- Esiste un opuscolo che parla di epidurale alla futura mamma?

Attualmente in Italia solo 2 ospedali su 10 in Italia offrirebbero un servizio di analgesia epidurale per le partorienti, e di questi solo alcuni garantiscono tale prestazione 24 ore su 24. Solo il 16-18% di parti indolore viene erogato gratis in struttura pubblica. Ci sono poi dei casi strani in cui il parto naturale e senza sofferenza è gratuito in regione, ma non in città come in Emilia Romagna, dove l'epidurale è gratuita in ogni ospedale da Parma a Rimini, da Ferrara a Modena. Ad ogni ora del giorno e della notte, 365 giorni all'anno. Soltanto a Bologna le donne che scelgono sono costrette a pagare, e non poco, visto che puo’ costare anche fino a 800 euro.




gpt native-bottom-foglia-parto
gpt inread-parto-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-parto-0