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Nuovi metodi per capire che sta per nascere

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Due nuovi studi scoprono nuovi indicatori di inizio travaglio, quali sono e quanto sono efficaci

Indicatori inizio del travaglio

La data del parto si avvicina e cominciate ad essere stanche, esistono degli indicatori dell'inizio del travaglio? Quando inizierà il travaglio e quali sono i sintomi? C’è un modo per capire quando partiranno le doglie del parto? In realtà anche se c’è una data presunta del parto solo il 5% delle donne partorisce proprio quel giorno e due nuovi studi danno qualche suggerimento su come prevedere il giorno della nascita.

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Il primo studio pubblicato sul BJOG ha utilizzato l’ecografia transvaginale per misurare la lunghezza della cervice uterina. Gli scienziati hanno arruolato 735 donne in gravidanza con bambino a testa in giù, quindi già in buona posizione nel canale del parto, e hanno concluso che se la cervice aveva una dimensione superiore ai 30 mm la donna aveva una probabilità inferiore al 50% di partorire entro una settimana, se invece la cervice misurava meno di 10 millimetri c’era una probabilità dell’85% di dare alla luce il bambino entro una settimana. Sappiamo, infatti, che man mano che la data del parto si avvicina la cervice si accorcia e si dilata.

L’utilizzo degli ultrasuoni transvaginali, una procedura di certo seccante, è già largamente impiegato per valutare il rischio di parto pretermine nelle donne a rischio ma questa ricerca confermerebbe che questa metodologia potrebbe essere efficace anche per misurare i tempi del parto nelle donne a basso rischio.
E’ quindi ipotizzabile che l’utilizzo dell’ecografia transvaginale possa essere inserito nella pratica clinica a partire dalla 37esima settimana e sostituire gradualmente il controllo manuale fatto con le dita che viene attualmente effettuato di routine.

Secondo gli esperti anche il costo delle ecografie verrebbe ammortizzato perché questo metodo permetterebbe di pianificare con una certa accuratezza le date del parto delle pazienti, organizzare eventuali induzioni al parto, oltre che alleviare disturbi legati all’ansia nelle donne che si avvicinano alla fine gravidanza.

Le fasi del parto raccontate da una mamma

Il secondo studio è stato pubblicato su PLoS One ed è stato condotto presso l’Università del Texas Medical Branch con l’obiettivo di far luce sui meccanismi che regolano l’inizio del travaglio. La ricerca ha scoperto che alcuni marcatori delle cellule possono indicare l’inizio del travaglio. I cambiamenti nei telomeri, la parte del Dna legata all’invecchiamento, che avvengono all’interno del liquido amniotico sarebbero un marker da tener presente.
Il che conferma, spiega Ramkumar Menon, autore dello studio, che il travaglio può essere attivato dal bambino quando i tessuti e le cellule di placenta e liquido amniotico cominciano ad invecchiare.

Il processo di invecchiamento, chiamato senescenza, influenza le cellule e gli organi tutti i giorni e può anche influenzare la cervice e dare l’avvio al travaglio.

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