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Storia di un amore materno

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Damiana Sirago, avvocatessa per PianetaMamma, è da poco diventata mamma. Ecco il racconto del suo parto con riduzione dell'AFI e cesareo d'urgenza

Racconto parto di un cesareo d'urgenza 

La nostra avvocatessa Damiana Sirago è da poco diventata mamma e le abbiamo chiesto di parlarci del suo parto. Un racconto che le ha permesso di rivivere le emozioni e le paure di quel giorno.

'Signora stiamo per prendere una decisione!' Penso che queste parole non le dimenticherò mai. Durante la gravidanza ogni donna immagina e sogna un parto sereno, coinvolgente, sì con quei celebri dolori che tutte definiscono travolgenti ed intensi...ma ognuna spera per sé e per il proprio bambino che quel momento possa essere emozionante, unico, memorabile. Un momento perfetto. Spesso, soprattutto a notte fonda, tra ansia ed insonnia, mi capita di chiudere gli occhi e, complici le note di Enya in sottofondo, prontamente mi proietto in un'altra dimensione, nel giorno e nella circostanza in cui darò alla luce il mio ometto, quello che ho desiderato tanto, quello che mi porterà pace e gioia dopo un lungo periodo di abbattimento e malumore.

Cosa fare se il bambino non vuole nascere?

Finalmente arriva la 40° settimana

Ci siamo! Finalmente è arrivata la mia 40ª settimana ma il mio bimbo non ha proprio voglia di lasciare la mia pancia. Ci credo bene! Noi mamme siamo una culla di calore, di respiri, di battiti, di coccole ed attenzioni. Siamo forza, sicurezza, speranza. E lo siamo ancor prima di diventare mamme, ancor prima di generare una nuova vita. Perché noi cominciamo da subito a considerare il desiderio di concepire, a prodigarci perché quella fantasia diventi realtà, a rinunciare a quella ordinaria e certa quotidianità, a donare corpo ed anima, ad amare smisuratamente.

Alla 40ª settimana arriva il momento di recarsi in ospedale per procedere al monitoraggio del battito del bambino e delle contrazioni. È così che anche io mi ritrovo in una stanza con altre future mamme, tutte un po' disorientate e parecchio trepidanti. Qualche poster richiama la mia attenzione, uno in particolare: l'alimentazione in gravidanza. Abbozzo un mezzo sorriso pensando di aver trascorso gli ultimi cinque mesi tra bilancia e reflettometro. 

Il diabete gestazionale

Ho conosciuto il diabete gestazionale, quello che ti impone di regolare lo stile di vita, quello che ti induce a mangiare sano, quello che spesso (per fortuna io l'ho scansata!) ti obbliga a ricorrere alla terapia con insulina, quello che (ahimè) ti costringe a dimenticare le 'voglie'! E a noi pancione, si sa, non interessa che le voglie non abbiano alcun fondamento scientifico: ciò che conta è usarle come stratagemma per pretendere affetto ed attenzioni! Soprattutto dal nostro partner!

Alla soglia della 41° settimana

L'ostetrica collega il mio pancione al cardiotocografo e mi sembra di iniziare un viaggio nel soffice mondo del mio bambino. È un'emozione estrema, straordinaria, sentire il battito del suo cuoricino che corre all'impazzata, che sembra già forte da voler sfidare uragani e tempeste... Quelle pulsazioni spedite ed incalzanti mi provocano un'insolita impressione ed il pensiero inedito che dentro me c'è davvero tanta vita. Fino a questo momento ho compreso e goduto la sua presenza attraverso calcetti, movimenti ed assidui singhiozzi ma ora lo percepisco ancora di più. Ora prendo sempre più consapevolezza che il momento che tanto ho sognato si sta avvicinando. I giorni passano, anche se lentamente, e mi ritrovo alla soglia della 41ª settimana.

L'ansia aumenta, così come la curiosità di vedere il viso del piccolino, ma presto prende il sopravvento anche la preoccupazione: durante l'ecografia il ginecologo riscontra una significativa riduzione dell'AFI che resta al limite. So cos'è L 'AFI. Durante i mesi di attesa, una mamma deve imparare anche a documentarsi e a comprendere alcune nozioni mediche e varie informazioni per non farsi trovare impreparata. L'AFI (acronimo di amniotic fluid index) è il liquido amniotico, l'ambiente liquido che circonda e protegge il feto. Sono spaventata. Un po' confusa. Rifletto ed ho la sensazione che sia necessario intervenire subito.

Parto indotto

Chiedo se è il caso di far nascere il bambino con parto cesareo. Risposta negativa. Si procederà ad induzione solo il giorno seguente perché (motivazione abbastanza opinabile) al momento già due donne sono in sala travaglio con parto indotto. Regole discutibili ed irragionevoli, lasciatemelo dire! Ma non è il momento di adirarsi… Pretendo di restare cosicché almeno si possa controllare la situazione e lo stato del bambino. Con qualche esitazione (anche più!) da parte del ginecologo riesco a spuntarla. Rimango comunque sconcertata, turbata. 

Sono le ore 6 del giorno seguente. Mi inducono il parto. Si inizia con l'applicazione del gel a base di prostaglandine: la prima mi porta delle contrazioni dolorose e ravvicinate ma nessuna dilatazione, la seconda (dopo 6h) finalmente mi conduce a 5cm di dilatazione. Mio marito è accanto a me, mi accarezza, mi incoraggia. Con lui accanto mi sento al sicuro. C'è anche mia mamma. Lei sa bene cosa sto provando e soffre con me.

Parto cesareo d'urgenza

Inizia un incubo

Tutto procede normalmente... fin quando inizia il mio incubo .... Ho visto i medici guardarsi negli occhi, bisbigliare. E poi...ho 'ricordi flash': Battito lento del bambino. Rapida visita interna. Rottura delle membrane. Dolore atroce. Melma. Ancora contrazioni. Silenzio. 'Dottore cosa succede???' 'Signora, stiamo prendendo una decisione. Dobbiamo ricorrere ad un parto cesareo ...d'urgenza’. Piango. Faccio fatica a ricordare il seguito. No, non è vero. La verità è che preferisco dimenticare. Vorrei dimenticare quelle parole, i dolori fortissimi, la corsa in sala operatoria. Vorrei dimenticare il freddo addosso, la paura, le lacrime. Vorrei dimenticare la preoccupazione per il mio bambino, la sofferenza fetale, i successivi problemi respiratori...

Ma noi mamme non dimentichiamo. Ricordiamo sempre ogni cosa. Soffriamo, cadiamo, ci rialziamo, ricominciamo. Non abbiamo bisogno di riconoscimenti e premi. Abbiamo la consapevolezza di valere tanto ma agiamo sempre con e per amore. Difficile spiegare il cuore e l’anima di una Mamma. Una citazione famosa dice: ''Nessun linguaggio può esprimere il potere, la bellezza, l’eroismo dell’amore materno” (Edwin H. Chapin)

È notte fonda, e mentre butto giù queste righe penso che le note di Enya hanno lasciato spazio ad un dolce respiro: quello di mio figlio Lorenzo.

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