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Racconti: il parto di Serena

Una nostra utente ci ha voluto mandare il suo racconto parto via e-mail e noi lo abbiamo subito pubblicato

acquaticita-neonati89Era il 20 Agosto, giorno in cui il mio ginecologo mi disse che mi sarei dovuta ricoverata all'ospedale di Genzano di Roma. Lui era stato in Calabria ma mi disse che sarebbe tornato per il 21 e mi avrebbe fatto il cesareo per far nascere il mio piccolo....che tanto piccolo non era....
Insomma andiamo io e Vittorio all'ospedale, io, per strada, in macchina ero emozionata..anzi avevo proprio paura...ma cercavo di essere forte per non far preoccupare  Vittorio, arrivati in ospedale andiamo al pronto soccorso, ci sediamo,anzi io mi siedo Vittorio inizia la maratona....
Ci accolgono e ci fanno entrare ,ci accompagnano al reparto maternità, piango ancora quando ci penso, arrivati c'era un'infermiera che accoglieva le future mamme.
Ci sediamo, lei inizia a farmi le domande di prassi e Vittorio inizia lo show, fanno battute tutte e due ed io avevo dimenticato per un'attimo il motivo per cui ero lì, la paura era un pò svanita specialmente quando le dicemmo che ero paziente di Mandarino e che lui mi avrebbe fatto il cesareo il giorno dopo.

Mi fece fare il monitoraggio, cioè mi misero degli aggeggi sulla pancia collegati ad una macchina e appena lo accese l'ostetrica, iniziai a sentire il battito di mio figlio,era un'emozione che avevo già provato durante le ecografie, ma le farfalle nello stomaco mi vengono ancora adesso quando sento il suo cuoricino.
Stetti lì mezz'ora,e per due volte avevo sentito il battito più lontano, erano contrazioni, non dolorose ma contrazioni.

L'ostetrica portò il responso alla ginecologa di turno che le guardò e mi fece preparare per la visita. Nel corridoio c'era un vocio strano, era di me che si parlava.
Dopo la visita, ricordo ancora il posto in cui ero ad ascoltarla, lei mi disse: "Hai il collo dell'utero morbido, preparati facciamo adesso il cesareo!"
Una doccia fredda.
Io volevo il mio ginecologo ma lui non c'era....
Uscii dalla stanza e andai a dirlo a vittorio,che intanto non c'era fuori al reparto, quindi lo squillai e lui arrivò. gli dissi che stava per nascere il nostro piccolo e lui andò a prendere la madre che stava a casa nostra. mi ritrovai da sola.

Andai in camera, mi misi il camice e aspettai la lettiga.
Piangevo, ero impaurita, ero sola, non volevo essere sola, avrei voluto la mano di mia madre che avesse stretto la mia.
Erano tutti per strada per venire da me, ma lì,vicino a me non c'era nessuno.
Ero nella stanza, con la mano sinistra accarezzavo il pancione, con la destra scrivevo messaggi...
Arrivò la lettiga ed io mi sdraiai, accanto c'era un infermiere che ricordo ancora adesso, occhi azzurri, sguardo dolce, voce rassicurante. Fu lui il mio sostegno.
Lungo il corridoio mi parlava, mi chiedeva di me, di Napoli, insomma mi distraeva.

Arrivati nella sala che c'è prima di quella operatoria, lui mi doveva prendere la vena per la flebo. Io ho il terrore degli aghi e dato che mi hanno preso la vena sempre sul braccio sinistro gli dissi di prendermela lì, ma lui me la stava cercando sul braccio destro. Feci mille problemi ma lui imperterrito mi mise l'ago sul braccio destro dicendomi: "Ti fidi di me?",a me non restava che fidarmi.....

Ad un tratto mi sentivo bagnata, domandai se era normale dato che avevo il catetere, e loro mi dissero: "Si ,hai rotto le acque!"
Fu un emozione enorme, ma questo significava che il tempo stringeva...
Ero pronta io, erano pronti i medici, gli infermieri, l'anestesista; mi portarono dentro....
La cosa di cui avevo più paura era l'ago dell'anestesia ,ma stringendo la mano di quell'infermiere tanto dolce quel momento passò in fretta.
A questo punto dovevo solo aspettare, non sentivo niente, solo che mi muovevano la pancia. Dopo una decina di minuti ,ore 19:16 sentìi il pianto del mio piccolo e cominciai a piangere anch'io, dopo un paio di minuti l'infermiere mi chiese con tanta gioia e meraviglia: "Chi ha i capelli biondi??",io risposi tra le lacrime: "Il padre!"
Poi subito me lo portarono vicino, avvolto in un lenzuolo verde, ricordo ancora il suo pianto ed io che volevo mangiarmelo di baci. E' stato questo il momento più bello della mia vita e non m'importava più di essere da sola, la paura era svanita perchè il mio piccolo Emanuele era nato e stava bene.
Pesava 3.580kg, era lungo 49 cm,insomma un bel pezzo di bambino....
L'ultima cosa che voglio condividere con chi sta leggendo è questo.
La notte non chiusi occhio dall'emozione....
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