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Racconti: così è nato il mio amore

La mamma del piccolo Manuel che ora ha poco più di un mese ci racconta il suo parto molto travagliato, senza il marito ad assisterla, e ci espone i suoi dubbi sul probabile uso che i medici hanno fatto della ventosa

partocasa2Eccomi qua a raccontare il mio parto, un'esperienza indimenticabile sotto tutti i punti di vista.
il mio e' stato un parto indotto a 40+3 poiche' (secondo cio' che diceva il medico) Manuel aveva poco liquido.
Mi ricovero in ospedale la sera, il dottore mi visita e mi fa l'ecografia: tutto ok, il bimbo e' sceso parecchio, la posizione e' perfetta, il collo dell'utero e' morbido ed entrano 2 dita.
Nei giorni scorsi avevo pure perso il tappo mucoso, cosa di cui non mi ero per niente resa conto.
Ci diamo appuntamento col medico al gruppo parto la mattina successiva alle 7: avremmo iniziato l'induzione.

Mi raccomanda pero' di prendere verso le 4 del mattino mezza boccetta di olio di ricino, mi avrebbe aiutata a liberarmi gli intestini e a far partire le contrazioni.
Vado in camera, il ginecologo mi raccomanda alle infermiere per la stanza e che bello, me ne assegnano una a 2 letti e sono sola nella stanza. Saluto mia mamma e mio marito che mi avevano accompagnata e resto da sola, a scrivere tutte le mie sensazioni e i miei pensieri su un diario, cosa che ho fatto per tutti i 9 mesi.

Non sono spaventata, mi sono sempre reputata una persona coraggiosa, che affronta le cose difficili nella maniera giusta, credevo di avere la soglia del dolore altissima.
Quella notte ho dormito solo 2 ore: ho preso sonno alle 2 e mi sono svegliata per prendere l'olio di ricino alle 4. Che sapore orribile, ancora adesso ne sento la puzza.

Fino alle 5:45 non aveva dato ancora nessuno effetto ed io stupida, ho mandato giu' anche l'altra mezza boccetta.
Immediatamente scappo in bagno: nausea, vomito e diarrea, non mi lasciano fino a mezzogiorno.
Comunque, alle 7 sono in sala travaglio, mi mettono la prima dose di gel, alle 8 la seconda. Mi visitano: il collo dell’utero si sta modificando ancora, ora si e’ raccorciato del 50% .
Io esco fuori a passeggiare con mio marito, i dolori iniziano, ma sono leggeri, sembrano dolori mestruali.

Alle 10 rientro e mi rompono le acque, che brutta sensazione, come se avessero rotto un palloncino.
Iniziano le contrazioni piu’ forti ma sono ancora troppo distanti tra loro, anche se a me sembrano vicinissime. Alle 10:30 mi mettono una flebo, chiedo se fosse ossitocina, mi rispondono di no. Forse e’ acqua glicosilata, ma poi con una siringa iniettano qualcosa nella flebo…forse l’ossitocina e’ quella!

Fino a quel momento, ho sempre tenuto mio marito aggiornato via sms (a Siracusa lasciano entrare il marito solo in sala parto, in sala travaglio no), ora invece non ce la faccio piu’, sto troppo male. Mi contorco dal dolore, tutto cio’ che ho ascoltato al corso preparto va a farsi benedire: respiro nei momenti di pausa dal dolore e trattengo il fiato durante la contrazione, tutto il contrario praticamente, e lo sapevo pure, ma non riuscivo a fare diversamente.

Il mio ginecologo e l’ostetrica mi visitano piu’ volte durante la contrazione, avrei dovuto spingere in quel momento per far scendere il bambino ancora di piu’, ma non ci riesco, mi sento come qualcosa bloccato la’ sotto, sento un dolore fortissimo laggiu’, mi aggrappo alle braccia di chi mi visita, fino a quando non riesco a fargli uscire le mani. Poverini arrivano al punto che non mi visitano piu’, mi passano vicino e non non mi considerano.
Intorno alle ore 13 mio dottore fa entrare un attimo mio marito, ma sono troppo presa dai dolori che poverino non gli do’ l’attenzione che avrei voluto dargli.
Gli leggo negli occhi che soffre nel vedermi in quello stato, ma non riesco a camuffare la cosa neanche per quei pochi secondi: e’ entrato che avevo la contrazione ed e’ uscito che ancora doveva passare.
Verso le 14 sento il bisogno fortissimo di spingere, chiamo il mio dottore di corsa mi fa andare in sala parto.
Salgo sul lettino inizio a spingere ma ho poca forza, urlo di fare entrare mio marito ma nessuno mi ascolta. Spingo, sento qualcosa uscire ma non sento il senso di liberazione di cui tanto ho sentito parlare. Ho la sensazione che sia rimasta qualcosa mezza dentro e mezza fuori. Mi dicono di spingere ancora nel momento della contrazione, ma io non sento piu’ le contrazioni, allora il mio medico si butta su di me per far uscire Manuel e sento uno strappo fortissimo e subito la pace dei sensi. Sento piangere il mio bambino. Manuel e’ nato alle 14:10.

Entra finalmente mio marito, guarda Manuel, si avvicina a me e mi dice che e’ bellissimo, me lo poggiano un attimo sul petto, ma un secondo, e lo portano via. Riesco solo a vedere che ha i capelli, non tantissimi, ma per fortuna non e’ una palla da bowling, a me i maschietti piacciono coi capelli!
Il pediatra ci dice che e’ nato col braccino piegato dietro la testa, noi subito preoccupati chiediamo se questa cosa ha potuto creare dei problemi al piccolo. Ci risponde che al momento non sembra ma che non puo’ escluderlo, dobbiamo aspettare un paio di giorni.
Fanno uscire mio marito e iniziano a ricucirmi.
L’episotomia purtroppo non ha evitato le lacerazioni interne, cosa di cui si sono accorti dopo. Internamente i punti mi sono stati dati senza anestesia poiche’ non erano preparati a questo, man mano che pulivano trovavano parti da cucire, fin quando mi hanno riempita di garza dicendomi di aspettare alla sera: qualora togliendo la garza avrebbero trovato ancora lacerazioni, avrebbero chiamato l’anestesista. Per fortuna non c’e’ stato bisogno.

Mi sono messa subito in piedi come se niente fosse stato, solo poi a casa ho avuto dei fastidi alla ferita, a causa di cio’ non ho potuto mettere la pancerina.
Manuel e’ nato 3570kg per 50 cm. Alle dimissioni aveva avuto un calo fisiologico di 200 gr, dopo una settimana al controllo aveva ripreso i 200 gr del calo piu altri 30 gr. E nei successivi 11 giorni ha preso altri 400 gr e 4 cm di lunghezza. Tutto merito del latte di mamma che lo rende anche bello vispo e attivo. Lo allatto esclusivamente io, la prima settimana ho avuto problemi di ragadi, avevo i capezzoli che mi sanguinavano, ma grazie all’olio Vea ho risolto.
Purtroppo il piccolo sta soffrendo di colichette che niente riesce a farle passare, almeno una al giorno bella forte e’ garantita, anche della durata di 4 ore.

Ho avuto per i primi dieci giorni un po’ di fragilita’ emotiva, non so se definirla depressione post partum, non penso. Piangevo spesso, non so perche’, forse perche’ ero convinta di avere un parto diverso, forse perche’ volevo mio marito con me sia durante il travaglio che alla nascita, o forse perche’ mi sentivo piccola piccola davanti all’amore che provo per questo cucciolo, forse senza nessun motivo in particolare, boh!!
Nei giorni successivi, a mente lucida e serena io e mio marito abbiamo riflettuto tanto su come sono andate le cose, e siamo convinti che Manuel sia nato con la ventosa (o per il braccino – sempre se sia vera questa cosa- o perche’ non riuscivo a spingere) e che sia realmente questo il motivo per il quale non hanno fatto entrare mio marito (e non perche’ facevo come una pazza come invece mi hanno detto – pero’ certo non lo dicono perche’ ormai la ventosa non la usano piu’ visti i danni che puo’ arrecare). Sia le foto che il filmino parlano chiaro: Manuel non solo aveva la testa allungata ma aveva pure come una specie di cerchietto, oltre il quale la testa aveva una dimensione diversa.

L’importante e’ che comunque Manuel stia bene, non so se e’ andata cosi’ perche’ realmente ci sia stato questo problema o se e’ stato per colpa mia che non ho collaborato, non lo so, non so se la mia mancanza di collaborazione sia stata dettata dalla complicazione o semplicemente dalla mia paura, dall’inaspettato dolore.
Non so se avro’ il coraggio di fare un altro figlio, per ora mi godo il mio Manuel che gia’ a un mese e tre giorni interagisce con me, mi sorride se ci gioco e mi fa i versetti come se mi volesse parlare.
Lo amo tantissimo, piu’ di ogni altra cosa al mondo, non poteva venirmi figlio piu’ bello

mammadimanuel
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