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Racconti: come è nato Giovanni

Una nostra utente ci ha inviato l'emozionante racconto dell'esperienza più bella e indimenticabile della sua vita, la nascita di suo figlio Giovanni avvenuta tre anni fa

nascitapapaCiao a tutte, mi chiamo Angela, e mio figlio Giovanni ha quasi 3 anni, ma vorrei partecipare anch'io raccontando l'esperienza più bella e indimenticabile della mia vita... la sua nascita.
Innanzitutto parlo brevemente della mia gravidanza, 9 mesi magnifici dal punto di vista fisico (a parte il caldo estivo degli ultimi 3 mesi, non ho sofferto nausee, dolori o altri fastidi tipici), ma dal lato psichico male su tutti i fronti: ho passato tutta la gravidanza vivendo da mia suocera, con mio marito che, lavorando come cameriere in un paese a pochi km di distanza, non stava in casa con me quanto avrei voluto, e quindi le liti con lei erano all'ordine del giorno, a volte anche pesanti, e questo non è stato affatto piacevole nè vantaggioso nel mio stato... Comunque... Avevo scelto di non conoscere il sesso del bimbo che portavo dentro, essendo il primo figlio non mi interessava saperlo!

La nascita era prevista per il 14 settembre del 2006, perciò ai primi di settembre avevo già la valigia pronta, e per l'8 avevo prenotato un monitoraggio, dietro consiglio della mia ginecologa. Ho fatto l'esame, e prima di rientrare a casa sono passata nel suo studio per mostrarle l'esito: nessuna contrazione, nessunissimo segno di parto imminente o problemi di alcun tipo. "Ci vediamo il 13 per un controllino". OK, va bene. Ho trascorso il pomeriggio a casa, la serata davanti alla tv, mi sono rilassata un po' in giardino godendomi il fresco notturno fino al rientro di mio marito intorno a mezzanotte e mezzo, poi a nanna... ma non per molto.
Alle 3.31 mi sono svegliata per via di una serie di dolorini simili a quelli mestruali, non forti, ma fastidiosi al punto di impedirmi di riprendere sonno. Non ci ho messo molto a capire che si trattava delle prime contrazioni. Al corso di preparazione alla nascita ci avevano spiegato come riconoscerle e cosa fare, e la prima regola era: NIENTE PANICO. La seconda, più che regola era un consiglio: armatevi di orologio e misurate quanto tempo passa da una all'altra, e così ho fatto. Una ogni 15-17 minuti, nessuna preoccupazione.

Ho passato il resto della notte a passeggiare per casa, non ho svegliato nessuno, mio marito si è persino arrabbiato per non averlo informato, mi voleva portare in ospedale ma io non ho voluto, e l'ho convinto ad andare al lavoro. E' rientrato alle 16, trovandomi proprio nel bel mezzo di una contrazione particolarmente intensa, piegata su me stessa per il dolore. Mi ha caricata in auto quasi di peso, perchè per me era ancora troppo presto per andare in ospedale (contrazioni ogni 10 minuti, sarebbe potuta andare avanti così ancora per qualche ora....), e dopo mezz'ora ero già in sala visita, che mi dicevano "signora, ha già 2 cm di dilatazione, ora la accompagnamo in sala travaglio". E' iniziata così la mia avventura in ospedale, e mentre aspettavo mio marito con la valigia (dimenticata a casa per la fretta) per cambiarmi, l'ostetrica che mi avrebbe seguita fino al parto mi rassicurava, dicendomi che potevo camminare, se mi andava, e nel letto potevo, anzi dovevo assumere la posizione che preferivo, che avrei potuto bere acqua o the freddo, ma niente cibo, mio marito poteva restare, e assistere anche al parto, se gli faceva piacere, lei sarebbe passata a controllare la situazione a intervalli regolari, perchè c'era un'altra quasi-mamma nella stanza accanto, ma prima di andare mi ha persino messo una musica rilassante in stanza!!!!

Beh, il fatto di avere lì mio marito era già tanto... purtroppo il travaglio è stato segnato da vari intoppi, primo fra tutti "l'indurimento" della parete interna del canale vaginale, per risolvere il quale mi hanno dato una fiala di antispasmico divisa in due iniezioni, e il blocco della dilatazione a 4 cm per quasi 3 ore, e per questo prima mi hanno fatto un monitoraggio, poi la rottura artificiale delle acque, infine la flebo di ossitocina. Per fortuna si è risolto tutto, intorno alle 23.00 la dilatazione era sui 7 cm. Nel frattempo la quasi-mamma della stanza accanto è diventata mamma di una bimba, e da quel momento l'ostetrica era tutta per me, ero la sola in travaglio di tutto il reparto. Ho avuto così modo di parlare con lei, spiegarle perchè non avevo voluto conoscere il sesso del nascituro, chiederle qualche curiosità su cosa sarebbe accaduto al bambino dopo la nascita, se mi avrebbero permesso di attaccarlo subito al seno (dispiaciuta mi ha risposto che le regole dell'ospedale le impedivano di lasciarmelo fare), avere informazioni su come comportarmi "dopo"... e mio marito che mi prendeva in giro perchè non riuscivo quasi più a tenere gli occhi aperti (avrei voluto vedere lui sveglio e dolorante dalle tre e mezzo del mattino!!!!)

Le prime spinte sono arrivate poco prima delle tre, non riuscivo a trattenerle e l'ostretrica non ha potuto fare a meno di rinunciare a chiedermi di non spingere, e mi è stata accanto...ha notato qualcosa di strano, mi ha lasciata con un assistente ed è uscita... quando è tornata in stanza era con la ginecologa di turno, e finalmente di sono decise a spiegarmi cosa stava succedendo: la testa del bambino era già nel canale del parto, anzi, pronta a uscire, ma se durante la spinta si affacciava fuori, alla fine della contrazione la testa rientrava a "risucchio". L'ostetrica ha dato ordine di preparare la sala parto, poi con la ginecologa hanno aspettato e controllato per 4 volte se il "risucchio" era sempre uguale o la testolina stava riuscendo a farsi largo, volevano evitare l'episiotomia... alla quarta contrazione hanno deciso per il taglio, ma come ultima possibilità prima di procedere mi hanno fatto raggiungere a piedi il lettino del parto, camminando era molto probabile facilitare la discesa del bambino. Una volta stesa mi hanno aiutato ad assumere una posizione che mi permettese di appoggiarmi per aiutarmi nelle spinte pur stando a mio agio, mi hanno rasato, e hanno atteso di vedere se la camminata aveva dato risultati,  ma niente...dopo la seconda spinta con risucchio l'ostetrica mi ha anestetizzato la parte interessata, ha effettuato il taglio dell'episiotomia e ha aspettato una nuova spinta per vedere che succedeva. Forse la stanchezza e la fatica che da quasi 24 ore mi pesava addosso, ma la testa non è uscita neanche allora. Fu così che la Ginecologa mi aiutò "spingendo fuori" il bambino insieme a me alla contrazione sucessiva, ora non ricordo il nome esatto della manovra che ha utilizzato, ma FINALMENTE LA TESTA ERA FUORI!!!

Un'altra spinta, ed ecco fuori le spalle, un'ultima spinta ed ecco fuori... "un bellissimo maschietto, Angela, guarda qua...", ha detto l'ostetrica, e mi ha messo davanti agli occhi il pisellino del mio bambino.... un momento in braccio ad un'infermiera per liberare le vie aeree, misurare peso e lunghezza, effettuare le prime verifiche, poi eccolo lì, il mio angioletto, finalmente tra le mie braccia!!! Io e mio marito eravamo estasiati da tanta meravigliosa perfezione, il piccolo appena è stato poggiato sul mio petto ha spalancato gli occhi e smesso di piangere...incantata da quel fagottino rosa...beh, a dir la verità tendeva  al fuxia... comunque... non facevo che ripetergli "amore mio, ciao, sono la tua mamma, finalmente ti vedo da vicino!!" Me l'hanno lasciato fino al termine del secondamento, poi hanno fatto uscire mio marito e hanno portato via il bambino. Mentre mio marito informava il parentado, a me ricucivano il taglio, e l'ostetrica mi dava le informazioni che avevo chiesto: Giovanni era nato alle 03.29 di domenica 10 settembre 2006, 3,020 kg di peso per 49 cm di lunghezza, APGAR 9, piuttosto vivace nonostante anche lui abbia sofferto la fatica di quegli ultimi passaggi del parto, io non avevo subìto lacerazioni, i punti che mi stava mettendo si sarebbero riassorbiti nel giro di un paio di settimane, e le infermiere del reparto mi avrebbero spiegato come lavarmi. Trasferita in un lettino, mi hanno lasciata per circa mezz'ora in corridoio, poi riportata in sala travaglio: avrei passato lì la notte perchè a quell'ora non mi potevano portare in reparto. Nella mezz'ora trascorsa in corridoio  mio marito mi ha fatto compagnia, dandomi gli auguri di amici e parenti che avevano ricevuto la notizia nella nascita di Gio, e informandomi sulla prima "marachella" del bambino: appena uscito, ha fatto pipì addosso all'ostetrica!!!! Io non me n'ero manco accorta!!!!
Bene, ecco il mi racconto...spero sia piaciuto
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