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Lo scollamento delle membrane

Lo scollamento delle membrane appartiene alla categorie delle manovre che permettono di accelerare o indurre il travaglio e consiste nello scollare in modo meccanico le membrane amniocoriali dalla superficie interna del collo dell'utero

di Beatrice Spinelli

Quando la gravidanza volge al termine e il travaglio non si avvia spontaneamente il medico può decidere di procedere con questa procedura.
Lo scollamento delle membrane appartiene alla categorie delle manovre che permettono di accelerare o indurre il travaglio e consiste nello scollare in modo meccanico le membrane amniocoriali dalla superficie interna del collo dell'utero. È una pratica che viene messa in atto dal ginecologo o dall’ostetrica per sollecitare l’inizio del travaglio (LEGGI) o per accelerarlo nel caso in cui proceda troppo lentamente.

Al termine della gravidanza, quando ci si avvicina alla 40a settimana di gestazione, il ginecologo può decidere di procedere con questa manovra che consiste nell’inserzione di un dito all’interno della cervice uterina per creare meccanicamente dello spazio tra il tessuto uterino e le membrane fetali.
È una pratica che molte donne descrivono come “dolorosa” o molto dolorosa” anche se è importante ricordare che ogni donna ha una particolare soglia del dolore (LEGGI). Lo scollamento delle membrane può essere utile sollecitare l’inizio del travaglio e per indurre il parto perché vengono stimolate attivamente le contrazioni uterine.

 


Non solo. In questo modo l’organismo materno libera una particolare sostanza, la prostaglandine che può essere utile per innescare o accelerare il travaglio. C’è da dire che non tutti i medici sono concordi nel ritenere utile questa tecnica e si registrano alcuni casi di gestanti che sono state sottoposte a questa procedura a loro insaputa. Generalmente i medici ricorrono a questa manovra quando il collo dell’utero accenna a dilatarsi, seppur in minima parte, perché in caso contrario difficilmente la manovra si dimostra efficace.

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Infatti un fattore determinante per la riuscita dell’induzione è dato dallo stato della cervice uterina. Quando esiste una ragione per cui si rende necessario indurre il parto, il grado di maturazione della cervice uterina può determinare il successo del tentativo di induzione: una cervice non matura può impedire l’inizio del travaglio o prolungarne i tempi. In generale le condizioni che rendono necessaria l’induzione del parto sono:

  • gravidanza oltre termine (oltre le 41 settimane);
  • rottura delle membrane prima dell’inizio del travaglio;
  • riduzione del liquido amniotico;
  • patologie materne (ipertensione, diabete gestazionale)
  • patologie fetali.

Per l’induzione vera e propria del parto vengono utilizzati dei farmaci specifici che favoriscono la maturazione cervicale e stimolano le contrazioni uterine. Lo scollamento delle membrane invece è una pratica cui si ricorre per stimolare il travaglio in maniera naturale prima di ricorrere ai farmaci

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