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Bambino podalico? Come farlo girare con il rivolgimento

Se il bimbo si presenta podalico si può proporre alla gestante il rivolgimento per manovre esterne, che consiste nel far fare al feto una "capriola" per farlo mettere in posizione cefalica, al fine di partorire per via vaginale evitando un cesareo

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Abbiamo visto in questo articolo che spesso il tipo di parto dipende da come si presenta il feto. Attraverso la palpazione dell’addome materno o con l’ausilio dei moderni strumenti di indagine ecografica è possibile stabilire la posizione che il feto assume all’interno dell’utero. La presentazione podalica, cioè quando il feto rivolge al canale del parto i piedi invece che la testa, rappresenta una delle cause più frequenti per un taglio cesareo programmato. Infatti è stato visto che tentare il parto per via vaginale in questa condizione espone il feto a un rischio inaccettabile di traumi.


Parto: come si presenta il feto?


Tuttavia, il taglio cesareo è come sappiamo un vero e proprio intervento chirurgico, che come tale espone la madre a un (seppure bassissimo) rischio anestesiologico ed al rischio di complicanze nel post-intervento (come infezioni o emorragie). Inoltre il tempo di "recupero" dopo un intervento chirurgico addominale è comunque più lungo rispetto al post-partum di chi ha partorito per via vaginale. Altre considerazioni da fare sono relative ai costi sanitari: ormai in Italia circa il 30% dei parti avviene tramite taglio cesareo, e sono urgenti misure per ridurre tali costi, anche a beneficio della salute della paziente.

Per tutti questi motivi, alla donna con feto podalico si può e si dovrebbe di norma proporre il rivolgimento per manovre esterne, ovvero far fare al feto una "capriola" per farlo mettere in posizione cefalica, e quindi partorire per via vaginale con travaglio spontaneo.

Il rivolgimento per manovre esterne può essere eseguito intorno alle 36-37 settimane dato che arrivate a quel punto il bambino è ormai troppo grande per girarsi ancora quindi le possibilità che il feto assuma spontaneamente la posizione cefalica prima del parto sono molto scarse.

Ci sono però casi nei quali non si deve assolutamente procedere ad un rivolgimento:
- se la placenta è anteriore: perchè il medico non può imprimere correttamente il movimento necessario per eseguire la "capriola"
- se la placenta è previa e quindi copre l'orifizio uterino interno e non si sarebbe comunque potuto eseguire il parto per via vaginale
- anidramnios o oligoidramnios ovvero poco liquido amniotico: per eseguire il rivolgimento serve una normale quantità di liquido amniotico
- ritardo di crescita con alterazioni flussimetriche
- tracciato cardiotocografico (il monitoraggio) non rassicurante, con decelerazioni del battito cardiaco fetale
- miomatosi multipla, cioè la presenza di numerosi fibromi (detti anche miomi) della parete uterina, specie se voluminosi
- precedente taglio cesareo

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Come si esegue il rivolgimento

in genere la procedura è questa: la paziente viene ricoverata il pomeriggio precedente al giorno in cui verrà eseguito il rivolgimento. La mattina del rivolgimento può fare una colazione leggera, ma poi rimane a digiuno fino all'esecuzione del rivolgimento stesso.
Si somministra un farmaco tocolitico (cioè che blocca l'insorgenza di attività contrattile) in flebo a partire da 6 ore prima del rivolgimento. Si esegue un ecografia per confermare che il feto sia podalico, vedere l'accrescimento (con stima del peso), la posizione placentare e la quantità di liquido amniotico.
Prima del rivolgimento si esegue tracciato cardiotocografico, per confermare il benessere fetale.



La paziente poi dovrà firmare un consenso informato. Sotto guida ecografica il medico cerca di imprimere al feto un movimento manuale, in modo da fargli fare una vera e propria "capriola". Dopo il rivolgimento si conferma il benessere fetale con cardiotocografia. La percentuale di successo del rivolgimento è intorno al 75%.

Tuttavia, il successo del rivolgimento (cioè il fatto che il feto si sia finalmente posizionato cefalico) non garantisce che il parto avvenga per via vaginale in quanto potrebbero, prima o durante il travaglio, insorgere condizioni che richiedono l'espletamento del parto tramite taglio cesareo, per motivi diversi, come accade sempre, qualunque sia la posizione del feto in partenza
Per quel che riguarda i rischi di questa manovra, negli ultimi 2000 casi riportati dalla letteratura internazionale non sono stati segnalati casi di danno fetale o neonatale imputabile alla manovra, che, in assenza di controindicazioni ed attenendosi ai controlli prescritti (ecografia, cardiotocografia) è da considerarsi procedura a basso rischio.

Info tratte da http://www.medicinafetale-aouc.it/