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Rifiuto del sesso anche molti mesi dopo il parto

Può accadere che la ripresa dei rapporti sessuali dopo il parto rappresenti un momento delicato. Ma come considerare quei casi in cui, anche a distanza di diversi mesi dopo il parto, persistono paure e i rapporti sessuali vengono rifiutati?

di Isabella Ricci

Dopo il parto può capitare frequentemente che la donna viva un periodo di assenza di desideiro sessuale. Si tratta di una fase che può anche essere normale e solitamente passeggera. Ma cosa fare se questo rifiuto del sesso dura per mesi?

E’ senza dubbio noto che anche nelle condizioni più favorevoli è opportuno attendere una quarantina di giorni dopo il parto prima di ricominciare l’attività sessuale. Nel caso di un parto cesareo potrebbe essere necessario pazientare qualche settimana in più. Ma come considerare quei casi in cui, anche a distanza di diversi mesi dopo il parto, persistono paure e i rapporti sessuali vengono rifiutati?

Le motivazioni possono essere molteplici. In parte alcuni disturbi sessuali sono da attribuire allo squilibrio ormonale: il basso livello di estrogeni può causare una fastidiosa secchezza vaginale, che rende la penetrazione dolorosa. In questi casi può essere opportuno l’utilizzo di un lubrificante. In altri casi, se ad esempio c’è stata l’episiotomia, la paura può essere associata al timore di provare dolore e questo è sufficiente a creare tensioni muscolari che possono ostacolare la penetrazione, come avviene in alcuni disturbi sessuali funzionali. 

 

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ùMa il problema può essere anche identificato a monte, cioè in un disturbo del desiderio sessuale: questa turba può avere cause sia fisiologiche che funzionali. Nel primo caso la mancanza di libido può essere attribuita ai livelli elevati dell’ormone prolattina, indispensabile per la funzione dell’allattamento.

 

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Nel caso di disturbi funzionali, cioè senza l’evidenza di una spiegazione organica, un’ipotesi diversa, ci proviene dall’universo della Psicoanalisi: secondo lo psichiatra e pediatra Donald Winnicott durante il periodo della gestazione e quello immediatamente successivo alla nascita del bambino la madre è assorta in uno stato molto particolare che egli chiama “preoccupazione materna primaria” e che egli considera una specie di “malattia normale”: la funzione di questo stato è infatti quello di concentrare al massimo le energie psico-fisiche della mamma sul nascituro. In questa peculiare condizione psicologica la madre è completamente assorbita da pensieri, fantasie ed emozioni riguardanti il bambino. Da ciò deriva una sorta di decentramento dalle attività del mondo esterno, che in questo momento della vita della donna diventa di importanza marginale. Dunque il disinteresse sessuale della neo-mamma sarebbe attribuibile al suo essere assorta completamente nella cura dei bisogni del proprio bambino

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Una spiegazione meno affascinante del calo del desiderio della donna può invece essere rintracciato nel disagio nei confronti del proprio corpo, nella paura di non essere più attraente nei confronti del partner, soprattutto se non è stato possibile recuperare il proprio peso forma dopo il parto. In questo caso è l’insicurezza la causa principale del problema. Nella maggior parte dei casi è sufficiente  prendersi il tempo necessario per sentirsi nuovamente in armonia con il proprio corpo.


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L’affetto e le conferme provenienti dal proprio partner sono fattori che garantiscono il superamento graduale, ma non problematico di questa condizione. In alcune donne però il rifiuto del sesso in relazione ad una problematica che è attribuibile all’insicurezza circa la propria desiderabilità sessuale, in conseguenza alle modifiche che la gravidanza determina nel proprio corpo si inizia a manifestare a partire dal secondo trimestre di gravidanza, cioè dal momento in cui in genere queste modificazioni fisiche si fanno più evidenti. Esse non riescono ad essere accettate serenamente come avviene per la maggior parte delle donne, per le quali questi cambiamenti sono considerati marginali rispetto alla felicità di portare dentro di sè il proprio figlio. Laddove dunque l’impatto di questi cambiamenti sulla psiche della donna sia particolarmente pesante e persista anche diverse settimane dopo il parto, al punto da incidere sull’autostima e sul senso di piacevolezza personale, riflettendosi nella sessualità e in diversi altri contesti, si potrebbe profilare il rischio di sviluppare una sintomatologia da depressione post-partum. Nel caso in cui il rifiuto dei rapporti sessuali sia un campanello di allarme che riflette la presenza di una simile problematica è quindi opportuno consultare uno specialista


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