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Rifarsi il seno dopo gravidanza e allattamento

Quante di noi sognano di ritoccare il proprio decolletè, magari aggiungendo una o due misure? Se siamo decise e convinte, prima di compiere il passo decisivo, dobbiamo conoscere alcune informazioni molto importanti

Quante di noi sognano di ritoccare il proprio decolletè, magari aggiungendo una o due misure? Quante volte l'idea di ricorrere all'intervento chirurgico per ingrandire il seno ci ha sfiorato la testa? Se siamo decise e convinte, prima di compiere il passo decisivo, dobbiamo conoscere alcune informazioni molto importanti... eccole!

Fai che la gravidanza e l'allattamento, proprio come è successo a me, hanno sciupato il nostro prezioso decolletè che per motivi di forza maggiore non appare più florido e pieno come in gioventù, fai che non siamo mai state particolarmente prosperose e i reggiseni a balconcino con una leggera imbottitura sono sempre stati i nostri fedeli compagni di viaggio, fai che per un calo eccessivo e repentino di peso o a causa di qualche grave malattia il seno non appare più lo stesso e allora ci viene seriamente in testa di intervenire per riavere un bel seno perfetto e come piace a noi.
Da dirsi è facile, ma praticamente, non è poi così semplice.


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 La mastoplastica additiva ovvero l'intervento per ingrandire il seno, innanzittutto è un vero e proprio intervento chirurgico e proprio per questo non va preso alla leggera. Tale intervento si esegue inserendo nelle mammelle delle protesi in gel di silicone, tonde o anatomiche.

Come per ogni intervento che richiede bisturi ed anestesia, infatti ha anche i suoi contro ed i suoi rischi, vediamoli.

I primi rischi da valutare sono quelli prettamente legati all'intervento chirurgico e quindi rischio che qualcosa vada storto con l'anestesia, che si verifichi un eccessivo sanguinamento e che ancora, si sviluppi una qualche infezione perchè non si rispettano le norme igieniche del caso; questi sono i rischi legati a qualsiasi intervento chirurgico e poichè anche la mastoplastica additiva rientra negli interventi chirurgici, sebbene sia un intervento abbastanza veloce e molto praticato, bisogna valutare anche ciò che talvolta il chirurgo, per sbadataggine o volutamente, si dimentica di dirci.



In caso di infezione: talvolta, se questa interessa l'intera cavità dove è impiantata la protesi, soprattutto se sono presenti piercing o se si allatta, si rende indispensabile la rimozione della protesi stessa, che non potrà essere reimpiantata se non a distanza di diversi mesi
Se appare un'ematoma: dopo un 'intervento chirurgico è molto frequente che ci sia un riciclo di sangue nella cavità interessata e per questo a volte si rende necessario,già una volta uscita dalla sala operatoria,di sottoporsi ad un drenaggio.

Il chirurgo serio però ci illustra attentamente e senza fretta tutti i pro e contro, aiutandoci a capire i punti meno chiari e accompagnandoci verso la scelta migliore, senza cercare di convincerci su qualcosa che non desideriamo e senza avere furia di operare subito, questo ricordiamocelo...

Gli altri inconvenienti legati alla mastoplastica additiva interessano le protesi stesse, l'incapsulamento e la sensibilità dei capezzoli.

Le protesi: al giorno d'oggi fortunatamente ne esistono di vari modelli e dimensioni che si adattano esattamente al corpo della fortunata di turno, permettendo anche alle signorine più minute di ottenere un decolletè splendido e proporzionato al proprio fisico; fino a poco tempo fa questo non era possibile proprio perchè le protesi non avevano le caratteristiche di quelle attuali e non potevano adattarsi ad ogni fisico

Se si rompono:
può succedere che dopo svariati anni le protesi si rompano e si rende indispensabile la sostituzione che prevede un intervento simile a quello eseguito per inserirle, infatti è bene sapere fin da quando si decide di intraprendere questa strada che le nostre protesi non dureranno tutta la vita ma che anzi, dopo circa 10/15 anni, a seconda dei casi , andranno sostituite e che talvolta si rende necessario sostituirle prima o dopo questo periodo proprio a causa di una rottura di una o entrambe le protesi



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Se si verifica un incapsulamento: a volte, precisamente nell'1/2 % dei casi, al normale tessuto cicatriziale che riveste le protesi, per via di una normale difesa dell'organismo, si aggiunge del tessuto fibroso che determina un malposizionamento delle protesi e che talvolta causa dolore; questo fenomeno, conosiuto anche come rigetto della protesi, si corregge con un altro intervento chirurgico che sostituisce le protesi e rimuove i tessuti aggiuntivi.

Se sono state malposizionate o si girano: può anche capitare che le protesi non siano impiantate nella maniera corretta o che dopo l'impianto, sebbene sia stato effettuato in modo corretto, queste ruotino, comportando un altro intervento di riposizionamento. Questo fenomeno si

Alterazione della sensibilità dei capezzoli: se il chirurgo ha scelto come via di accesso l'aereola sottostante il capezzolo, a volte capita che questa zona perda la sensibilità, che nella maggior parte dei casi scompare spontaneamente senza lasciare strascichi mentre in altri rimane tale, associata all'incapacità erettile del capezzolo stesso, e per la quale non c'è però nulla da fare.

La struttura e il chirurgo, le caratteristiche essenziali
Affidiamoci ad una struttura conosciuta e nota, non mettiamoci nelle mani di una struttura appena sorta e di chissà quale macellaio che faà soldi sporchi, facciamo caso all'igiene e alla plizia e che tutto sia in ordine e soprattutto che gli attrezzi del mestiere siano sterili così come l'ambiente dove si opera; parliamo con diversi specialisti e cerchiamo la chiarezza e la fiducia, tra noi e il chirurgo deve eserci fiducia ed empatia, solo così andremo incontro al meglio. Facciamo le domande che sentiamo di fare, togliamoci ogni dubbio e ogni perplessità e se il chirurgo non è in grado di rispondere o appare fugace, forse non è la persona più seria e affidabile da cui farci operare ed è meglio guardare altrove

L'operazione

L'ingrandimento del seno in sè, durerà all'incirca sui 30/40 minuti e a discrezione di quanto pattuito con il chirurgo verrà effettuato o in anestesia generale o in anestesia locale e anche per la degenza, a seconda delle condizioni della paziente nel post operatorio e di quanto deciso e ancora di quanto in uso nella struttura, potremo eseguirlo in day hospital o sfruttare una notte di degenza per stare sotto controllo nel prime 12 ore successive all'intervento.

L'accesso per introdurre le protesi ha 3 punti e sono:

- cavo ascellare

- solco mammario

- zona dell'areola

Il cavo ascellare è il migliore perchè per la sua posizione determina una cicatrice praticamente invisibile ma è anche quello più invasivo poichè il chirurgo non può posizionare manualmente le protesi ma deve aiutarsi con gli strumenti, e che può determinare quindi un maggior sanguinamento e maggiori complicazioni;

Anche se si interviene tramite il solco mammario, se la mano del chirurgo è abile, la cicatrice sarà invisibile perchè nascosta dal nuovo solco mammario che si crea dopo l'itroduzione della protesi;

Anche se la protesi si introduce dalla zona dell'areola ,la cicatrice è poco visibile poichè questa corrisponderà all'attaccatura della pelle con il confinamento dell'areola, risultando praticante invisibile;
A seconda delle abitudini del chirurgo che ci opera e dal tipo della nostra corporatura più o meno esile e dalle dimensioni delle protesi stesse, le protesi vengono posizionate dietro il muscolo pettorale e talvolta dietro la ghiandola mammaria.
Dopo l'intervento sarà necessario un periodo di convalescenza; già subito dopo sarà bene muovere le braccia e il torace e partire da quando verranno rimossi i bendaggi, dopo circa 48 ore dall'operazione, si dovrà utilizzare un particolare reggiseno preformato, che separi bene le mammelle e che sia privo di ferretti, da utilizzare fino al terzo giorno in modo tale da permettere alle protesi di assestarsi e posizionarsi nel giusto modo. Dopodichè sarà bene stare senza alcun indumento per almeno qualche ora al giorno e in seguito, dal terzo giorno fino a tutto il primo mese, effettuare dei massaggi specifici che ci verrano illustrati dal chirurgo e che serviranno  ad evitare che si manifesti l'incapsulamento.

Già dopo quindici giorni circa generalmente scompare la sensazione di avere dei corpi estranei e le cicatrici sono ad un buon punto di guarigione; tassativamente vietati gli esercizi per i pettorali e le esposizioni solari, per i primi 3/4 mesi.

I costi, il prima e il dopo
L'intervento va a costare circa dai novemila ai dodicimila euro, cifra che comporta intervento chirurgico, assistenza, protesi e una notte di degenza;

Prima dell'intervento:
Prima dell'intervento faremo la visita con il chirurgo che ci opererà, che traccerà quale sarà la scelta migliore anche in base al nostro fisico e alla nostra corporatura e che valuterà attentamente se possiamo affrontare l'intervento e quindi se non siamo obese, non abbiamo cardiopatiche nè abbiamo disturbi del metabolismo, impedimenti all'intervento.
Dopodichè ci verranno consigliati alcuni esami indispensabili quali elettrocardiamma, radiografia del torace, visita dell'anestesista ed esami del sangue.
Dopo l'intervento, annualmente sarà bene effettuare un'ecografia di controllo

Ingrid Busonera