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I problemi post-parto che il tuo ginecologo potrebbe dimenticarsi di citare

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I tipici problemi post partum che di solito non vengono descritti nei libri o durante le visite dal ginecologo

Problemi neo mamma post parto

Nessuna neomamma può dire di essere “preparata” a quello che sta per accaderle: non importa quanti libri hai letto e quanti genitori con bambini piccoli hai frequentato, quando capita a te sarà sempre qualcosa di nuovo, inaspettato, travolgente. Eppure, essere informati e sapere cosa aspettarsi è sempre un’ottima cosa, anzi, un diritto. Ecco i tipici problemi post partum che di solito non vengono descritti nei libri o durante le visite dal ginecologo.

Ansia da dimissione

E' quel momento di ansia paralizzante che ti colpisce non appena, firmati i fogli della dimissione e preparata la valigia, le porte dell’ospedale si chiudono e vedi le infermiere farti ciao con la manina. Ora siete soli. Due idioti che sanno a malapena cambiare un pannolino. Com’è possibile che vi stanno veramente permettendo di portare a casa un bambino? 

Cosa accade dopo il parto

Momsonnia 

Basta la prima settimana di sleep-deprived per trasformarti in un’altra persona. Ora, nelle poche ore in cui dormi, lo fai con un orecchio in allerta e pronto a cogliere anche il più flebile dei gemiti, anche quelli inesistenti - il famoso “L’hai sentito anche tu” alle tre del mattino della prima notte in cui ha tirato due ore di fila - colpi di tosse, respiro irregolare, etc. I padri, invece, risultano completamente immuni a questo sintomo post-parto, come a molti altri peraltro.

Ansia da separazione

Dopo qualche settimana in totale simbiosi con il bebè, inizi a sognare di fare qualcosa da sola. Magari andare dal parrucchiere, bere il caffè con un’amica, fare una nuotata in piscina. Così ingaggi una nonna, un’amica o una babysitter; per le ore precedenti pregusti il momento in cui ti prenderai la tua ora d’aria, ti prepari con più accuratezza del solito (ci vuole poco) e quando arriva il momento… non ce la fai. Proprio no. La neomamma in preda all’ansia da separazione, forse, facendosi violenza, potrebbe anche riuscire a portare il suo corpo fuori dalla stanza, ma con ogni probabilità chiamerà la babysitter ogni 10 minuti, col risultato che il bambino lasciato incustodito si spiaccicherà per terra dalla sdraietta e lei potrà dire “la babysitter è inaffidabile, non mi posso assentare.”

Cullaholic

Se riesci a superare l’ansia da separazione (vedi punto precedente) verrai comunque quasi sicuramente colpita da un altro tipico sintomo post partum, ed è quello che ti spinge a cullare e dondolare qualsiasi cosa ti capiti tra le mani quando il bambino non c’è. Culli il carrello vuoto del supermercato, la tua borsetta e, soprattutto se sei abituata a portare il bambino nella fascia, dondoli e saltelli in qualunque situazione.

Sindrome da coordinamento cromatico

Pare che questo disturbo post-partum sia figlio di un’eccessiva esposizione a Instagram e Pinterest: la neomamma che per anni ha sognato al cospetto di bambini che sembravano usciti da un calendario di Anne Geddes, ora non può esimersi dall’abbigliare la sua progenie coordinando minuziosamente cuffietta, scarpine, tutina, coperta da passeggino e, nei casi più gravi, il passeggino stesso. Praticamente, ora che il bambino è pronto è già ora di ri-allattarlo - o di ricominciare daccapo, i neonati di Instagram sono immuni dalla naturale regolarità.

Sindrome da insensibilità sensoriale

Questa patologia si presenta di solito quando il bambino ha dalle 6 alle 8 settimane di vita: ci troviamo in un momento critico, quando la mamma è ridotta a un vegetale per la privazione del sonno e il suo corpo non ha ancora avuto modo di autoregolarsi sulla nuova media di 3,5 ore per notte. In questo frangente, non è raro vedere giovani donne che si aggirano per la casa o addirittura in pubblico, completamente ignare di aver saltato il pranzo, di avere una macchia di naturale regolarità sulla manica o un capezzolo al vento.

Distrazione cronica

“Dunque… di cosa stavamo parlando?” è la fase tipica della neomamma affetta da questa tipica patologia post parto. Il suo cervello infatti, sopraffatto dal superlavoro, inizia l’autodistruzione di funzioni non essenziali al fine di conservare energie e memoria necessarie a far fronte a colui che ha la precedenza su tutto. La distrazione cronica purtroppo persevera anche durante l’età prescolare e scolare, fino alle medie quando i bambini smettono del tutto di interagire con i genitori.

Inalazione compulsiva

Del tutto accostabile alla dipendenza da sostanze stupefacenti è schiavitù che le neomamme sviluppano nei confronti dell’odore del neonato, quel profumo inebriante e irresistibile che le spinge a passare ore con il naso affondato nella nuca del bambino, dimentiche della torta che sta bruciando nel forno, delle telefonate da fare e di qualsiasi altra cosa solo teoricamente più importante. Mmmmmhhhhh!

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