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Le 12 cose più assurde che le mamme devono affrontare dopo la nascita

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Le situazioni più assurde in cui si trovano le neomamme dopo il parto e la nascita del bambino.

Situazioni assurde post parto

Il post parto è un periodo in cui tipicamente ci ritroviamo in situazioni che in questo momento di sembrano normali o quasi, ma che, se per un attimo ci mettiamo nei panni di noi stesse solo qualche mese fa, sono veramente assurde. Sperando di strapparvi una risata, ne abbiamo raccolte 12!

  • Indossare vestiti inequivocabilmente sporchi

A un certo punto capisci che la chiave per sopravvivere è semplificare al massimo, di solito allo scopo di ritagliarsi un sonnellino in più. E così, se la felpa ha solo una o due macchie, e non puzza da far schifo, andarci in giro non è più un problema – quando prima buttavamo l’intero outfit in lavatrice ogni sera, tornate dal lavoro. In fondo, esistono sempre i deodoranti che non coprono ma annullano gli odori, non è forse vero ;-)?

  • Approfittare di ogni situazione per "chiudere gli occhi un secondo"

Quando hai la netta sensazione che una sola altra notte insonne potrebbe ucciderti, vedi ovunque ghiotte occasioni di schiacciare un riposino. Anche se sei seduta su una panchina del parco e sono le 11 del mattino, o nella sala di aspetto in posta, o nel bel mezzo di un pranzo familiare in cui qualcun altro ha il bambino in braccio. Non parliamo dei viaggi in macchina: praticamente non fai in tempo a salire che stai già russando. E se eri una persona con il sonno leggero, e che faticava ad addormentarsi o ri-addormentarsi dopo un brusco risveglio, ora non hai più questo problema!

Come sono le prime settimane con un neonato?
  • Mangiare gli avanzi di chiunque

È tipico della neomamma non avere all’improvviso più tempo per un pasto degno di questo nome, in un periodo, perdipiù, in cui si ha sempre una fame da lupi, complici l’allattamento e le notti insonni. E così ti sorprendi a trovare incredibilmente gustoso un avanzo di riso alla cantonese da asporto a temperatura frigo – e magari anche di un paio di giorni fa. Non parliamo di pappe e omogeneizzati: ogni caloria in più che riesci ad ingerire per tenerti in piedi, è un tesoro inestimabile. Insieme alla caffeina, ovviamente.

  • Andare in giro con il necessario per sopravvivere una settimana

Al secondo figlio, dopo sei mesi impari ad andare in giro con un singolo pannolino infilato in borsetta; ma è un lungo processo che parte da quelle diaper bag del formato di un piccolo trolley, che ti trascini dietro anche solo per fare un salto nei giardinetti dietro casa, nella convinzione che rinunciare a due cambi di vestiti, un pacco maxi di salviettine, un kit di pronto soccorso, una mezza dozzina di pannolini, creme, cremine, giochi e quant’altro possa avere conseguenze catastrofiche. Così, nonostante il mal di schiena post parto esci sempre in modalità “scappata di casa” – i vestiti macchiati, naturalmente, concorrono a questo effetto – mentre per quanto riguarda i tuoi bisogni, non c’è spazio nemmeno per un pacchetto di mentine.

  • Praticare inconsapevolmente il no poo

Il no poo è un trend di qualche anni fa, quando diverse celebrity hanno dichiarato che il segreto dei loro capelli splendidi era non fare mai lo shampoo; un sistema ben conosciuto dalle neomamme che lo praticano da secoli in modo del tutto inconsapevole. Se prima non resistevi a lavare i capelli almeno ogni due giorni, ora molto semplicemente non ricordi più l’ultima volta che l'hai fatto: potrebbero essere tre giorni, una settimana, due… Ma quando decidi di investire le tue energie in una doccia, forte delle tre ore consecutive che hai dormito la notte scorsa, ti capita un’altra tipica cosa assurda del post parto….

  1. … Trovare la matassa di capelli caduti nello scarico!

Durante il post parto è tipico perdere TANTI capelli, che quando li spazzoliamo cadono a ciuffi sul pavimento, mentre durante la doccia formano terribili matasse che intasano lo scarico, facendoci entrare completamente nel panico… le prime volte! In seguito ci abituiamo a pulire lo scarico (spesso senza nemmeno mettere i guanti) e buttare via ogni volta il necessario per realizzare un toupè di piccole dimensioni, come se fosse una cosa normalissima.

  • Controllare che il nostro bambino respiri

Sembra assurdo, ma lo facciamo tutte! Quando il piccolo dorme senza far rumore, o dorme più del dovuto, o dorme e basta :-), ci avviciniamo armate di specchio per verificare se sta respirando. E continuiamo a farlo per mesi o anni!

  • Annusare ossessivamente il nostro neonato

Ci sono stati anche studi scientifici che hanno dimostrato come la mamma possa sviluppare dipendenza dall’odore del suo bambino: pare che il fenomeno abbia a che fare con gli ormoni del post parto. Fatto sta che, dal momento in cui viene al mondo e per i primi mesi, il suo odore ci sembra il più buono del mondo, e annusarlo per ore al giorno è una tentazione a cui non sappiamo resistere.

  • Dimenticare cose assurde

La sleep-deprivation gioca brutti scherzi: niente di più facile che ritrovarci a imprecare per aver perso il cellulare agitando il cellulare stesso; o andare due volte in farmacia per comprare la stessa cosa; o ripetere il racconto dello stesso episodio a distanza di mezz’ora alla stessa persona. Sì, in certi momenti sembriamo completamente esaurite: chi ci vuole bene capirà!

  • Avere allucinazioni uditive

“Ne sono certa, sta piangendo”: e piombiamo in camera sua mentre sta dormendo profondamente, svegliandolo. Questo capita di solito verso le tre del mattino.

  • Fare strane ricerche su Google

Tutte noi, da brave mamme moderne e informate, sappiamo che non bisogna andare su Google a fare ricerche soprattutto in ambito medico-scientifico. Eppure non sappiamo resistere alla tentazione, e più siamo sole, più Google diventerà l’amico che tutte avremmo voluto avere, ovvero quello che ha tutte le risposte. Le foto della cacca di vari colori sono un esempio tipico delle ricerche assurde su Google che mai e poi mai ci saremmo aspettate di fare.

  • Essere grate di stare in casa il sabato sera

Abbiamo giurato a noi stesse che non saremmo mai diventate come quelle mamme che dimenticano gli amici e dicono addio alla vita sociale, ma quando il sabato sera salta la cena per colpa di qualcun altro, siamo infinitamente grate di poterci mettere in pigiama alle 7 e andare a letto alle 9.

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