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Mamme-canguro per bambini prematuri o sottopeso

Il metodo della mamma-canguro, ideato da Edgar Rey Sanabria, sta velocemente prendendo piede nel recupero di bambini nati prematuri o sottopeso. Vediamo in cosa consiste

La Colombia, per combattere l'alto tasso di mortalità tra i neonati a causa della nascita di piccoli prematuri o sottopeso, ha ideato e messo in pratica con grande successo una tecnica neonatale chiamata "Metodo Mamma Canguro", conosciuta anche tramite il suo acronimo, MMC, o più semplicemente come "Marsupioterapia".

L’idea originaria e il "brevetto" di questa tecnica vanno fatti risalire al lontano anno 1978 quando, per far fronte all'altissimo tasso di mortalità dei bimbi nati con problemi dovuti a parti prematuri, ad una condizione di fragilità fisica o al sottopeso, Edgar Rey Sanabria, Direttore del Dipartimento di Medicina Neonatale dell’Istituto Materno Infantile della Colombia propone di sopperire alla mancanza di incubatrici usando la tecnica collaudata in anni di evoluzione dai marsupiali.

Edgar Rey Sanabria cerca sostanzialmente di risolvere un grave problema con i pochi ma semplici mezzi a sua disposizione: inizia infatti a pensare che tutto ciò di cui ha bisogno un bambino appena nato è il corpo caldo e accogliente di sua madre.
Mio figlio è nato prematuro
Il medico decide allora di mettere in atto una tecnica del tutto sperimentale: mettere il bambino nato prematuro o sottopeso in un'incubatrice "naturale" creata dal contatto immediato con la pelle della madre.  Il medico colombiano scopre che la percentuale di recupero dei neonati è sorprendente e per questa ragione il metodo della mamma-canguro prende piede fino a diffondersi in tutto il mondo.
In parole semplici, una volta escluso ogni rischio, viene appoggiato il neonato, quasi completamente nudo, al torace della madre, in posizione verticale per permettergli di respirare agevolmente.
Spesso la tecnica prevede anche l'ausilio di una fascia elastica in lycra di cotone che, avvolta al contempo sia attorno alla madre e al bambino, facilita l'adulto nel compiere qualsiasi azione senza mettere a repentaglio la salute del neonato. La funzione di mamma-canguro non sempre è svolta dalla madre del bimbo, anche il papà può prendere parte alla marsupioterapia, alternandosi alla partner per farla riposare, ma anche per stringere sin da subito un rapporto diretto con il figlio.

Ma vediamo quali sono i vantaggi ed i meriti del successo di questa pratica. Innanzitutto, come spiegato dettagliatamente su Sanihelp, la marsupioterapia "attenua il brusco distacco dalla mamma causato dal parto, e aiuta la mamma a sviluppare quella raffinata sensibilità corporea essenziale per un buon rapporto con il suo piccolo" e in aggiunta "favorisce l’alimentazione materna: la suzione si instaura tanto più efficacemente quanto più precoce è stato il suo inizio. Nella posizione canguro il bimbo cerca subito il seno".
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Altri benefici sono da attribuire al forte legame fisico che si stabilisce tra i genitori e il bambino, legame che nella società moderna gradualmente si era perso a causa della presenza di medici, infermiere, macchinari e quant'altro nel periodo immediatamente successivo alla gravidanza. 

A tutto questo si somma il fatto che il Metodo Mamma Canguro aiuta a combattere l’ipotermia e ad infondere un senso di serenità e sicurezza nel bambino. "La pelle della madre è morbida, forte e calda, la temperatura si autoregola ed ha un odore conosciuto quindi tranquillizzante. Inoltre il contatto pelle-a-pelle è accompagnato da un rumore regolare e rilassante: il cuore della mamma
 
La Marsupioterapia attenua la sofferenza dei neonati più fragili. Oggi si sa che anche il neonato prova dolore, e che la soglia di questo è inferiore nei prematuri. Il contatto con la pelle della mamma permetterà di diminuire la sofferenza del bimbo, infondendogli sicurezza e favorendo la normalizzazione della frequenza cardiaca (in forte aumento in presenza di dolore)".
 
A cura di Lucia D’Addezio

 

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