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Anche i papà soffrono di baby blues?

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La depressione post parto colpisce anche gli uomini. La psicologa ci spiega perché anche i papà possono soffrire di baby blues

Depressione post parto uomo

Vivere una gravidanza ha sempre qualcosa di magico, ma essendo un periodo abbastanza lungo, avvengono una serie di cambiamenti che non tardano a manifestarsi sul piano emotivo. Per la coppia l’attesa è un periodo di crescita interiore, riemergono cioè vissuti legati alla propria condizione di figlio, genitore e compagno.

L’uomo non è escluso e sperimenta anch’egli una serie di stravolgimenti psichici che lo inducono a rapportarsi diversamente all’interno del proprio ruolo. Diversi studi hanno dimostrato il coinvolgimento emozionale del padre anche durante la gestazione che prende spunto dalla famosa sindrome della couvade.

Depressione post parto uomo, sintomi

La sintomatologia presentata può variare da sintomi di minore gravità quali nausea e vomito, crampi allo stomaco, costipazione o diarrea, inappetenza, disturbi del sonno, voglie alimentari, mal di testa, mal di denti, epistassi e prurito della pelle (Ameruoso, 2015) fino alla depressione (Trethowan, Conlon, 1965, 2005) tanto da diagnosticare la cosiddetta Sindrome del papà incinto.

La depressione post parto colpisce anche i neopapà

Anche i baby blues definiti come una serie di disturbi legati all’umore quali senso d’inadeguatezza, angoscia, tristezza, spesso accompagnati da crisi di pianto, ansia, senso d’inappetenza, e che coinvolgono le neomamme durante il primo periodo seguente al parto e in circa il 70% dei casi, colpiscono allo stesso modo i neopapà.

Le attuali ricerche (Université de McGill, 2015) dimostrano proprio questo: in 622 papà del Québec seguiti nell’arco di un anno e mezzo e ai quali sono stati somministrati una serie di questionari tesi a misurare diversi fattori tra cui l’umore depresso, l’attività fisica, la qualità del sonno, il sostegno sociale, la soddisfazione coniugale, lo stress finanziario e i fattori socio demografici nel terzo trimestre di gravidanza della partner hanno rilevato che il 13,3% degli uomini presenta un tasso elevato di sintomi depressivi. La manifestazione degli stessi sembra fortemente legata alla privazione di sonno. Inoltre, la presenza di alterazioni dell’umore prima del parto è predittiva dell’esistenza degli stessi disturbi subito dopo la nascita.

L’aspetto rilevante è sottolineato dal tipo di legame che si crea tra i partner ma soprattutto dal forte stress al quale entrambi sono sottoposti. L’immedesimazione nel vissuto dell’altro fa vivere ad entrambi i soggetti situazioni emotive analoghe.

Cosa è possibile fare?

Innanzitutto verificare se i sintomi risultano essere persistenti e comunque già presenti nel periodo della gestazione, dopodiché è possibile rivolgersi a degli esperti per ottenere un sostegno che miri sostanzialmente ad acquisire delle conoscenze più approfondite in merito alla genitorialità e alla paternità. Infatti, fondamentale è il ruolo maschile all’interno della coppia durante gestazione e la maternità. Nel periodo che precede la nascita l’uomo ha la funzione di contenimento: le ansie, preoccupazioni e le angosce materne sia prima e sia dopo il parto vengono limitate grazie alle rassicurazioni continue, le attenzioni e la cura che il padre pone nei confronti della compagna.

È importante quindi per lui riuscire a mantenere una condizione psichica idonea e salutare al fine di tutelare se stesso e la neo famiglia.

Per approfondire

Ameruoso E., 2015, Desiderare la genitorialità. Il mondo interiorizzato dell’infertilità. Edizioni Psiconline.

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