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Il progetto "Mom & Me" contro la depressione post parto

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La testimonianza di una mamma che è riuscita a combattere la depressione post partum e il bellissimo progetto “Mom & Me” a sostegno di ogni donna che diventa mamma

The good mother project

Sono diventata madre, ma non sono diventata subito mamma. Prima di avere mia figlia maggiore Paola, che oggi ha 2 anni, ho sempre pensato che queste due parole fossero sinonimi. Eppure dopo aver accolto nella nostra vita quel piccolo fagotto pieno di capelli, ho capito quanto in realtà mi sbagliassi. Pensavo che sarei nata insieme alla mia bambina, invece non è stato così: non avevo nessuna gioia nel prendermi cura di lei, ero sempre ansiosa, pensavo che la scelta di avere un bambino fosse stata avventata.

Invidiavo che di figli non ne aveva, rivolevo la mia libertà e soprattutto mi sentivo prigioniera in casa mia, dove fino a qualche mese prima ero stata tanto comoda. Avevo sentito parlare della depressione post partum, ma nella mia ignoranza, pensavo che non sarebbe mai accaduto a me, perché io mia figlia l’avevo fortemente desiderata. E invece. E invece è accaduto. Mi sentivo sprofondare ogni giorno di più nell’angoscia: allora ho capito che per il bene di Paola – ma soprattutto per il mio – dovevo chiedere aiuto. Ho incominciato un percorso psicologico che mi ha permesso di capire perché sono caduta nella depressione e finalmente ho cominciato ad avere un rapporto d’amore assoluto con mia figlia.

Baby blues e depressione post partum

La depressione post partum è stata un ladro che mi ha rubato i primi 5 mesi della vita di Paola e questi nessuno me li ridarà: però so che adesso viviamo nella verità, non nella bugia che vada tutto bene e che essere madre sia sempre bellissimo.

Quello che avrei desiderato sentirmi dire? Che ero una buona madre, nonostante tutto. E che se anche in alcuni giorni la stanchezza avrebbe preso il sopravvento, questo non avrebbe fatto di me una persona cattiva solo per il fatto di volere un po’ di riposo da mia figlia. Se c’è una cosa che ho imparato dalla mia esperienza di mamma con la dpp è che non esiste la perfezione e che quindi bisogna perdonarsi. Slacciarsi la faccia sempre sorridente e vivere i propri figli in modo sufficientemente buono, come dice Winnicott: fare il possibile senza aspirare ad un modello che è irreale.

Quando non stavo bene, è in Rete che ho trovato molto supporto. Le madri finalmente hanno trovato il coraggio di aprirsi e di raccontarsi. Uno dei progetti più interessanti in cui mi sono imbattuta ultimamente è “The Good Mum Project”: non è solo un blog, ma anche un’idea brillante che hanno avuto due mamme, Eran ed Erin, la prima delle quali si dichiara una “sopravvissuta” dalla depressione post partum. Il “claim” del sito è “Support, Encouragement, Positivity” ovvero “Supporto, Incoraggiamento, Positività”. Hanno cercato di mettere in pratica questi tre propositi passando appunto all’azione.

A maggio, in occasione della festa della Mamma, hanno riunito 108 donne e i rispettivi figli nel primo progetto “Mom & Me”. Ogni madre è stata invitata a tenere in ogni foto un foglio con messaggio d’amore e di supporto. Ad esempio “tu sei una brava mamma”, “tu sei una mamma stupenda”, “ti meriti di essere celebrata”, “tu sei una mamma incredibile”. Quante volte nel lavoro quotidiano con i nostri bambini vorremmo sentirci dire queste frasi? Perché essere mamma, come sottolineano Eran ed Erin è anche un atto di solidarietà tra noi donne: diciamocelo, ripetiamocelo quanto siamo fantastiche e meravigliose. Di come siamo in gamba, perché è vero. Tutti i profitti del progetto sono andati al The Pacific Post Partum Support Society, che lavora per aiutare le madri in difficoltà. A testimonianza che anche se la maternità qualche volta inizia in salita, si può sempre trovare il modo di vivere nuovamente. E con il sorriso.

Per saperne di più sul progetto

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