gpt skin_web-parto-0
gpt strip1_generica-parto
gpt strip1_gpt-parto-0
1 5

Cordone ombelicale e membrana amniotica: conoscerli per donarli

Il 90% dei cordoni ombelicali, dopo esser stati recisi alla nascita per separare mamma e bebè, viene buttato tra i “rifiuti” speciali, come tutti i materiali ospedalieri di scarto e a rischio di contaminazione e infettivo. E se invece diventasse un “dono” speciale?

Il 90% dei cordoni ombelicali,dopo esser stati recisi alla nascita per separare mamma e bebè,viene buttato tra i “rifiuti” speciali,come tutti i materiali ospedalieri di scarto e a rischio di contaminazione e infettivo.E se invece diventasse un “dono” speciale?
 
Il cordone ombelicale, chiamato anche funicolo, è composto da una sostanza gelatinosa all'interno della quale ci sono tre vasi: una vena che permette di trasportare sangue ricco di ossigeno e nutrimento dalla placenta al feto e due arterie che trasportano gli scarti prodotti dal corpo del feto (cataboliti) alla placenta. E' proprio grazie a questo funicolo che il feto è collegato alla placenta.
Alla nascita è lungo circa 55 cm e appare liscio e lucente ed è molto flessibile e molto resistente.
Il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali ematopoietiche. Le cellule staminali, presenti in quasi tutti i tessuti dell'organismo umano, sono cellule non specializzate in grado di riprodursi e trasformarsi in diveri tipi di cellule del corpo, permettendo di riparare i tessuti o addirittura organi. Diversi studi a partire dal 1988 hanno confermato che le cellule staminali di sangue cordonale possono combattere diversi tipi di malattie del sangue come leucemia, Morbo di Gunther, Sindrome di Hurler e alcune neolplasie che colpiscono soprattutto in età pediatrica. Le cellule staminali che danno origine a globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, possono essere utilizzate verosimilmente anche per un ipotetico trapianto di midollo osseo per la cura della leucemia e di altre malattie del sangue. La leucemia ogni anno colpisce un bambino ogni 430, sotto i 14 anni di età
 
cord

DONARLO O CONSERVARLO?

Da un po' di tempo a questa parte in Europa e negli Stati Uniti, la medicina sfrutta le potenzialità del sangue del cordone ombelicale. Per farlo ci sono due possibilità:
-CONSERVAZIONE ETEROLOGA;
-CONSERVAZIONE AUTOLOGA;
-CONSERVAZIONE DEDICATA;


La conservazione eterologa per ora è l'unica consentita in Italia, consente alla mamma che decide di donare il sangue del cordone ombelicale di rimanere anonima e di mettere le cellule staminali prelevate dal cordone e conservate, a disposizione di chiunque ne abbia bisogno.
 
La conservazione autologa, molto diffusa in Europa e negli Stati Uniti ma proibita in Italia, permette di conservare le cellule staminali in una banca particolare, che previa quota d'iscrizione e quota annuale di mantenimento, conserva le cellule staminali per uso esclusivo della mamma donatrice: queste verranno conservate per un massimo di 15/20 anni per uso esclusivamente consanguineo (figlio/fratello ecc).

La conservazione ad uso dedicato infine, gratuita in Italia, è consentita solo in quei casi in cui il neonato stesso o altro familiare presenti una patologia conclamata e certificata per cui si ritiene necessario un possibile trapianto di cellule staminali per la cura e la terapia della patologia in questione, o anche per quelle coppie che sono a rischio di avere figli affetti da malattie genetiche trattabili con le cellule staminali ematopoietiche.
 
PERCHE' DONARLO
Il prelievo del sangue del cordone ombelicale è assolutamente innocuo, non causa dolore né a mamma né a bebè e non è pericoloso; il prelievo si esegue dopo la nascita quando il funicolo è già stato reciso, in maniera assolutamente sterile si infila un ago nella vena ombelicale e si effettua il prelievo, destinando il sangue in una sacca sterile. Le mamme lo possono donare sia che abbiano partorito per via vaginale sia che abbiano subito un taglio cesareo, purchè siano sane e non presentino malattie infettive o altre patologie,il parto non dev'essere stato prematuro, la mamma non deve avere avuto febbre al momento del parto né il bimbo aver avuto sofferenza.

Perchè donarlo? Perchè con un semplice prelievo dal cordone, che altrimenti andrebbe buttato nei rifiuti speciali come tutti i rifiuti di ospedale possiamo fare un bellissimo dono: ridare la speranza a tutte quelle persone, soprattutto bambini, che vivono in attesa di trovare un donatore di midollo osseo compatibile per curare brutte malattie. Spesso trovare un donatore di midollo compatibile è molto difficile, le attese sono molto lunghe e la malattia invece troppo veloce e tante persone non hanno la possibilità di tentare la via della guarigione. Le staminali infatti sono in grado di ripristinare la funzione del midollo osseo, che anche in caso di gravi malattie come leucemia e linfoma, ricomincia a produrre globuli bianchi, rossi e piastrine normali. Donare il sangue del cordone ombelicale è un grande gesto di amore e solidarietà, e tutte le mamme dovrebbero ricevere l'informazione e la possibilità per poterlo donare.
 
CHI LO CONSERVA E COME
In Italia purtroppo il prelievo e la conservazione del sangue cordonale non avviene in tutte le strutture ospedaliere
e neanche in tutte le regioni, ne è un esempio la Sardegna, che solo entro fine anno disporrà (si spera) di un punto di raccolta. Gli ospedali specializzati che si prestano al prelievo di sangue da cordone nel nostro paese sono circa 200 e 18 le biobanche pubbliche di raccolta e conservazione. Purtroppo la donazione del cordone ombelicale in Italia è ancora in alto mare, infatti non tutte le aree geografiche sono dotate di un punto di raccolta e conservazione e quindi, alcune mamme che lo vorrebbero donare son destinate a vedere il cordone ombelicale nei rifiuti speciali.
Altro problema è che spesso anche nelle strutture predisposte il prelievo si effettua entro certi orari e solo in determinati giorni è possibile donarlo, esempio una mamma che partorisce di sabato notte o in qualsiasi altra notte della settimana o durante i festivi non potrà donare le staminali perchè manca il personale per effettuare il prelievo o quello che ne effettua il trasporto nelle banche.

Una volta effettuato il prelievo verranno effettuati degli esami per accertare che la mamma non abbia infezioni e malattie e questi si rifaranno a 6 e 12 mesi dal parto, assieme ad una anamnesi completa della famiglia per verificare che non ci siano malattie genetiche o ereditarie che rendono impossibile l'utilizzo del sangue cordonale. Dopodichè il sangue verrà conservato in una delle 18 biobanche specializzate e sarà a disposizione di chiunque ne avrà bisogno. Al momento del bisogno la sacca parte dal centro di raccolta per raggiungere il centro trapianti dove deve essere utilizzata.
Il trapianto di cellule staminali ha un'altissima percentuale di efficacia nel guarire da determinate patologie, il trapianto delle cellule ematopoietiche è considerato il miglior rimedio per la cura di altre patologie ematologiche
 
MEMBRANA AMNIOTICA: STAMINALI ANCHE PER RIDARE LA VISTA
Grazie alla membrana amniotica, cioè lo strato più interno del sacco amniotico, che appare come un sottile foglietto rosa traslucido, sarà possibile restituire la vista alle persone, SPECIALMENTE AI BIMBI che a causa di infiammazioni o incidenti hanno subito lesioni permanenti alla cornea.
La membrana amniotica è lo strato più profondo della placenta umana, alla nascita dopo il secondamento, per poter essere conservata e poi utilizzata nelle cure, dev'essere attentamente e delicatamente separata dalla membrana coriale. Naturalmente la membrana amniotica, per poter essere conservata e successivamente utilizzata, deve avere qualche caratteristica: la mamma donatrice dev'essere negativa ai test di HCV, HBV, HIV, SIFILIDE. Il parto dev'essere avvenuto tramite taglio cesareo, per evitare contaminazioni e infezioni durante il passaggio nel canale del parto, e la membrana dev'essere separata in modo sterile dalla membrana coriale, cercando di preservarne il più possibile l'integrità.


Particolarità di questa membrana, molto usata per combattere numerose patologie oculari e lesioni della cornea, è che non induce risposta immunitaria e quindi non fa correre il rischio di un rigetto come avviene per tutti gli altri trapianti, le sue cellule fungono da antinfiammatorio, favorendo la riepitelizzazione dei tessuti della cornea e della congiuntiva e inibendo la vascolarizzazione .

Questo argomento mi tocca in prima persona: la mia seconda bimba, di soli 5 anni e mezzo, ha un occhietto compromesso. Le medicine sbagliate e le cure esagerate a cui è stata sottoposta fin dal primo episodio di cheratite, manifestatasi nel 2007 le hanno rovinato una cornea. Invece di salvaguardarle la vista, l'hanno rovinata. E ora lei, fortunatamente solo da un occhietto, vede come se davanti all'occhietto avesse un vetro sporco e appannato. Cure? Rimedi? Il trapianto. Ma è piccola, troppo rischioso per ora e poi la vista non è completamente compromessa. Con un paio di occhialetti da vista della giusta graduazione ce la dovremo cavare perlomeno a salvaguardare l'occhietto sano, che sforza già tanto per compensare quello che non riesce a vedere con l'occhietto malato.

Sentire che esistono delle possibilità, grazie alla placenta, di poter eseguire un trapianto per la rigenerazione della cornea, mi fa venire i brividi.
Ho sentito mille specialisti e cercato informazioni in ogni parte. Ho addirittura chiesto informazioni sul trapianto di staminali da madre a figlia ma qualche dottoressa me l'ha fortemente sconsigliato
Sapendo questa splendida notizia e valutandola attentamente con lo specialista che segue la mia bimba, potrei rivalutare seriamente la possibilità di cercare la il quarto bebè. Sarebbe uno splendido gesto d'amore poter restituire a mia figlia la salute degli occhietti grazie all'arrivo di un fratellino o di una sorellina.

Tutte le mamme possono fare un pensiero per donare il cordone ombelicale, le mamme che avranno un cesareo programmato possono pensare di donare anche la membrana amniotica, per poter dare a un bimbo sfortunato, la speranza di poter giocare e vedere come tutti gli altri bimbi

Ingrid Busonera
gpt native-bottom-foglia-parto
gpt inread-parto-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-parto-0