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Conservazione cordone: no a pubblicità ingannevoli

Sei società di conservazione del sangue cordonale sono state multate dall'Antitrust per pubblicità ingannevole

Cresce il ricorso alla conservazione per uso personale delle cellule del cordone ombelicale nelle banche straniere. In Italia questa pratica è vietata (il cordone si può solo donare alla comunità), ma all’estero è tutto un fiorire di banche per la conservazione autologa del cordone. I depliant promettono di crio-conservare il cordone per venti/venticinque anni e di renderlo disponibile nel caso (malaugurato) in cui dovesse servire un campione di cellule staminali per un trapianto del midollo (ad esempio in caso di leucemia).

L’Antitrust però ha messo un freno a questa che viene definita una “pubblicità ingannevole” e ha chiesto a sei società  di modificare i messaggi contenuti sui siti internet e sulle brochure informative.

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Ma quali sono gli equivoci in cui può incorrere un genitore che decide di conservare per uso autologo il cordone ombelicale? Innanzitutto le società promettono di conservare la sacca contenente le cellule per 20-5 anni mentre le ricerche scientifiche attualmente indicano in un massimo di 10-15 anni la vitalità delle cellule. Inoltre non viene quasi mai indicato chiaramente che, semmai dovesse servire il campione di staminali, il Ministero della Salute italiano dovrà autorizzarne in rientro (e ad oggi non è stata definita ancora alcuna procedura per il rientro in Italia della sacca contenente le cellule staminali). E infine, cosa più importante, i messaggi non dovranno spacciare come certezza quella che è al momento solo una scommessa sulla ricerca scientifica. 

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Nella nota dell’Antitrust si legge, infatti, che il Centro Nazionale Trapianti rivela che “su 200 mila trapianti di cellule staminali del sangue realizzati tra 2000 e 2008 in ambito comunitario quelli autologhi, con identità tra donatore e ricevente, sono stati 130 mila e mai è stato impiegato il cordone ombelicale ma solo staminali di midollo dello stesso paziente” e ancora “la probabilità di utilizzare il cordone conservato all’estero è piuttosto remota e oscilla tra il valore di 0,005% e 0,004%.

Insomma, ad oggi non ci sono certezze sule reali possibilità di utilizzare le staminali crio-conservate.  I genitori che spendono qualche migliaio di euro per inviare la sacca all’estero devono sapere, precisa l’Antitrust, che ciò che viene indicato nelle brochure non è una certezza ma piuttosto una scommessa sui progressi  della ricerca scientifica sull’impiego delle staminali nei prossimi anni.