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I 40 giorni dopo il parto: come vivere al meglio il puerperio

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Come affrontare i 40 giorni dopo il parto? Il puerperio è un momento delicato per la neomamma: ecco come viverlo in serenità

Come affrontare i 40 giorni dopo il parto

Dopo il parto inizia un periodo magico, intenso e delicato allo stesso tempo, si chiama puerperio. E' caratterizzato da circa 40 giorni durante i quali il corpo della mamma, soprattutto il suo apparato genitale, ritorna pian piano alla normalità. Il corpo materno non è malato ma nel periodo della gravidanza e del parto ha subito così tanti cambiamenti che ora, per ritornare come prima, necessita di tempo, di calma e di riposo.

Durante la gravidanza tutta l'attenzione della donna è incentrata al parto e poco o nulla al periodo immediatamente successivo ad esso. Anche per questo motivo ci si trova spesso impreparate dopo la nascita del nostro bambino e si rischia di farsi soffocare dal puerperio e di non viverlo in modo sano e gioioso facendo emergere così non di rado depressioni e stati d'ansia.

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Cosa succede dopo il parto

Con il parto non nasce solo un bambino ma anche una famiglia. Tutti gli equilibri raggiunti prima del parto vengono messi in discussione. Una donna e un uomo diventano genitori, un figlio unico diventa fratello. Cambiamenti importanti che devono essere vissuti con tranquillità e pazienza.

La mamma poi deve fare i conti con il proprio corpo che pian piano deve ritornare alla normalità, con ritmi sonno-veglia completamente diversi da prima e con un nuovo piccolo d'uomo da accudire e da conoscere. E' un periodo denso di emozioni, di vissuti che emergono, di preoccupazioni, di gioie e di fatiche. Ecco perché è importante viverlo in modo adeguato.

Oggi giorno si rischia di non vivere questi 40 giorni in modo lento e sereno, si tende a tornare subito alla normalità senza dare il giusto peso a questo importante periodo di transizione. Al tempo delle nostre nonne le mamme vivevano 40 giorni in casa trascorrendo il tempo riposandosi e accudendo il nuovo arrivato, si occupavano delle faccende domestiche le altre donne di casa. Dobbiamo il più possibile ritornare a riconquistarci questo importante tempo!

Cosa fare dopo il parto

Innanzitutto è importante giungere preparate al momento del puerperio, sapere che è un periodo faticoso e che è necessario essere aiutate. Durante la gravidanza pensate a chi vi può essere vicino in questi 40 giorni: avete un compagno che può davvero esservi d'aiuto? Sentite che vostra mamma è un solido punto di riferimento per voi? Avete zie, amiche o persone fidate che nei momenti di difficoltà vi comprendono e vi danno gioia? Altrimenti pensate se nella vostra zona ci sono ostetriche che possono venire a casa vostra o doule (la doula è una figura di sostegno della maternità a 360 gradi che vi può aiutare in un momento così delicato della vostra vita).

In questi 40 giorni dovete pensare solo a riprendervi e al vostro bambino. Le faccende di casa, le pulizie, le spese, il cucinare e quant'altro sono attività da delegare a persone fidate e che sono felici di potervi aiutare. Non sentitevi in colpa per questo periodo di pausa: è invece il modo migliore per riprendervi in fretta fisicamente e mentalmente e per dedicare tempo al vostro bambino!

E' di fondamentale importanza non essere sole in queste 6 settimane dopo il parto! E nello stesso tempo, ora più che mai, è necessario dosare le visite, rimandarle, spiegare che avete bisogno di riposo, di silenzio e di quiete interiore ed esteriore.

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La fatica emotiva dopo il parto: come affrontarla

I 40 giorni dopo il parto vengono descritti spesso come una sorta di “bolla”. Ci si estranea dal mondo e tutte le nostre energie, i nostri pensieri e la nostra attenzione sono giustamente rivolti alla nuova famiglia che è nata. In questa sorta di isolamento prolungato sorgono dubbi, fatiche, gioie, preoccupazioni che vanno ad innescare stati d'ansia e un senso d'inadeguatezza. Tutto ciò è normale perché il nostro corpo e la nostra mente devono affrontare in tempo ristretto un turbinio di eventi e di emozioni. E' di fondamentale importanza, però, far uscire i nostri malesseri e dubbi mediante pianti liberatori o parole rivolte a chi ci può capire e non imprigionare i nostri disagi dentro di noi perché rischiano di trasformarsi in malattia fisica o psichica.

C'è chi in un momento così delicato trova beneficio a parlare, chi a scrivere, chi ancora a piangere: trovate la vostra via di sfogo e liberatevi! Il più delle volte, per stare meglio, basta sfogarsi e rivere parole di conforto, basta un abbraccio o un pianto condiviso.

Il puerperio serve proprio a questo: a riprendersi anche dal punto di vista emotivo!

Se vissuti fino in fondo in modo lento e pacato questi 40 giorni si riveleranno preziosi e memorabili: sarete riuscite a fermarvi davvero per un tempo che forse non vi ricapiterà più nella vita, sperimenterete il potere meraviglioso della lentezza e del silenzio, riuscirete a dare al vostro bambino un benvenuto rispettoso e dolce, il vostro corpo ritornerà alla normalità in modo naturale e senza forzature.

Riuscire a vivere questo periodo in modo pacato aiuterà anche il vostro bambino ad abituarsi al mondo, alle sue luci, ai suoi rumori, ai suoi ritmi ma in modo lento e rispettoso di questo piccolo d'uomo che per 9 mesi ha vissuto in un mondo completamente diverso e più ovattato!

Uscire dal puerperio e tornare alla normalità

Solo vivendo il puerperio in questo modo si avrà la possibilità, una volta concluso questo periodo, di riassaporare di nuovo la normalità, la si vivrà in un modo completamente nuovo, verrà apprezzata di più. E' come se la riscoprirete insieme al vostro bambino. La prima passeggiata che farete dopo il parto vi renderà gioiose, il vostro corpo sarà davvero pronto a muoversi come prima!

Vi auguro di  riuscire a vivere fino in fondo questo necessario isolamento dal mondo, di obbligarvi a rallentare, di dire dei no, di far uscire le vostre emozioni, di piangere e di abbracciare tanto: è un periodo che fortifica l'animo della nuova mamma, che getta basi solide per il formarsi della nuova famiglia, che aiuta il piccolo d'uomo ad entrare a piccoli passi nel nostro mondo!

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