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Troppi parti cesarei in Italia e spesso non sono necessari

Negli ospedali italiani si ricorre troppo spesso al taglio cesareo per far nascere i bambini, anche quando non ci sono patologie o problemi che lo giustificano: perché?

Il numero dei parti che avvengono in Italia con taglio cesareo è sempre molto alto. La percentuale è del 29,31%. Un tasso molto elevato se si considera che la media nel resto del mondo è dell'8%. Come noi soltanto il Messico. Ma perché qui in Italia si tende a ricorrere così facilmente al bisturi per far nascere i bambini? E' veramente necessario?



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Secondo il Ministero della Salute no. In base ad una indagine, condotta a livello nazionale su 78 ospedali, è risultato infatti che il 43% dei parti cesarei è ingiustificato. Quindi si potevano evitare. Ma allora perché si preferisce ricorrere al taglio cesareo piuttosto che fare un parto naturale? Le regioni italiane con meno parti cesarei sono la Lombardia e la Liguria, mentre quelle con maggiori cesarei sono la Campania e la Sicilia.

Secondo il professor Massimo Moscarini, presidente dell'Associazione ginecologi universitari italiani (Agui) e direttore del Dipartimento di scienze ginecologiche, perinatologia e puericultura dell'Università La Sapienza di Roma, molto spesso i medici temono denunce in caso qualcosa vada storto nel parto naturale e per questo preferiscono ricorrere al bisturi. Inoltre non tutte le strutture sanitarie possono permettersi di garantire la presenza di anestesista e neonatologo 24 ore su 24 ed allora meglio organizzare per tempo i parti con i cesarei.



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Infine, secondo il professore, in Italia "si è persa la cultura del travaglio, che soprattutto al primo parto può durare anche un giorno intero e necessita di tempo ed assistenza". Molto spesso il parto naturale può essere più impegnativo per medici ed infermieri, ma il servizio sanitario prevede maggiori finanziamenti per un cesareo.

Però per la mamma ed il bambino sarebbe sempre meglio un parto naturale, in quanto i tempi di ripresa sono più rapidi per la mamma ed il bambino vive il momento della nascita in modo naturale. E comunque il cesareo è sempre una operazione "che comporta rischi e controindicazioni". Come spiega il professore, "rispetto alle donne che hanno un parto naturale, chi si avvale del cesareo corre un rischio maggiore del 37% di avere lesioni, ha più probabilità che l'utero si rompa alla gravidanza successiva (42%) e triplica il pericolo di decesso in seguito a complicazioni".



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Se dovete partorire e state decidendo in quale ospedale andare, cercate una struttura dove sia garantita 24 ore su 24 la presenza di anestesista (per una eventuale epidurale), neonatologo ed ostetrica. Ed una sala operatoria sempre a disposizione per qualsiasi evenienza.
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