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Sangue del cordone ombelicale: l'Italia tra i massimi esportatori

Il nostro Paese si colloca ai primi posti della classifica europea per l'esportazione di sacche di sangue cordonale: le mamme italiane sempre più generose

L’Italia entra nella top five dei Paesi che esportano le maggiori quantità di sangue cordonale: nel 2010 son state esportate 129 sacche di sangue cordonale e il 70% delle sacche italiane è stato utilizzato all'estero.

E’ il dato presentato dalla Federazione Italiana ADOCES in occasione di una recente tavola rotonda organizzata al Sanit di Roma. “Il sangue cordonale in Europa: risorsa o business?”, questo il titolo del convegno, nel quale si è lungamente discusso anche delle biobanche private che permettono di conservare il sangue del cordone, per uso autologo, e a pagamento, senza offrire sostanziali certezze circa il possibile impiego clinico delle cellule staminali conservate (LEGGI) .


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A fronte di un’incertezza, una certezza: donare il cordone ombelicale è un gesto che permette di salvare molte vite e si conferma una scelta di solidarietà. In Italia dal 1995, il sangue del cordone donato in Italia ha permesso di effettuare 10.35 trapianti all’estero (LEGGI).

Un dato che conferma da un lato il grande spirito di generosità delle mamme italiane e dall’altro la qualità e la sicurezza delle biobanche italiane (19 in tutto il territorio nazionale) che, come dichiara  Licinio Contu, genetista e presidente della Federazione Italiana ADOCES “operano rispettando criteri e standard qualitativi internazionali”.


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Uno standard qualitativo che ha anche permesso di raggiungere un miliardo e 200 mila cellule staminali a sacca a partire dal 1 luglio, un traguardo raggiunto in tandem con i progressi compiuti negli ultimi anni nel campo dell’ematologia trapiantologica.
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