gpt skin_web-parto-0
gpt strip1_generica-parto
gpt strip1_gpt-parto-0
1 5

Ridurre i parti cesarei: ecco la ricetta del Buzzi di Milano

Enrico Ferrazzi è volato a Detroit per spiegare perchè al Buzzi di Milano la percentuale di cesarei non supera il 20%

Il parto cesareo in Italia, è risaputo, raggiunge vette inimmaginabili: quasi il 40% delle nascite nel nostro Paese avviene tramite un cesareo e ciò nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità fissi un tetto massimo di tagli cesarei al 15% del totale delle nascite.
Sul perché le donne scelgono, a volte chiedono, spesso preferiscono partorire con un cesareo ci si è spesso interrogati sui media e nelle sedi competenti.
Il dolore del parto e la paura di soffrire resta certamente una delle principali motivazioni per le quali il cesareo trova così largo spazio.

E proprio su queste paure, certo comprensibili, si deve intervenire per tagliare il numero di parti cesarei.
La novità sul tema la racconta il quotidiano La Repubblica che ha intervistato Enrico Ferrazzi, primario di patologia della gravidanza all'ospedale Buzzi di Milano, che con il suo team è raggiunto a ridurre la percentuale di tagli cesarei al 20 percento.
Ferrazzi è davvero un luminare in materia dal momento che è stato invitato a Detroit dove, presso il National Institute of
gpt native-middle-foglia-parto
Child Health, ha spiegato in che modo al Buzzi riescono in ciò che da altre parti sembra impossibile (anche negli Stati Uniti la percentuale di cesarei sfiora il 34%). 

Ferrazzi ha le idee chiare: un tempo le donne partorivano in casa, circondate da familiari e ostetrica e vivevano il momento della nascita come un evento del tutto naturale; invece oggi le neomamme sono sempre più spesso lasciate sole ad affrontare, in un asettico e freddo ambiente ospedaliero, la paura del dolore. Una paura che può diventare paralizzante e può spingere la donna stessa a chiedere il cesareo.

Il segreto per ridurre il cesareo? Innanzitutto stare vicino alle donne e aiutarle a gestire la paura del dolore e in questo l’ostetrica può fare molto, ma soprattutto introdurre in tutti i reparti di maternità il parto indolore. Non ha dubbi Ida Salvo, anestestista al Buzzi: “per ridurre il numero dei cesarei bisogna fare in modo che il dolore del parto venga trattato come tutti gli altri dolori, e che passi il messaggio che per partorire non è necessario soffrire".

Quindi come prima cosa per ridurre davvero il numero di parti cesarei sarebbe indispensabile diffondere l'epidurale e offrirla a tutte le donne in ogni punto nascita italiano. Difficile, perchè ci vorrebbe una copertura da parte degli anestesisti 24 ore su 24. Al Buzzi stanno sperimentando, in alternativa, l'uso del protossido di azoto, altrimenti noto come gas esilarante.
gpt native-bottom-foglia-parto
gpt inread-parto-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-parto-0