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Un ospedale su 4 non è sicuro per partorire

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In Italia il 26% dei reparti maternità non garantisce sicurezza per la salute di mamma e bambino

DOVE E' PIU' SICURO PARTORIRE - Sono ancora molte le strutture italiane dove partorire non è sicuro. Si tratta di quei 133 ospedali che effettuano meno di cinquecento parti ogni anno. Nel 2010 il Ministero della Salute fissò in questa soglia il limite minimo al di sotto del quale non era garantito lo standard si sicurezza per la salute di mamma e bambino.

Studi scientifici hanno, infatti, dimostrato che i reparti maternità dove vengono eseguiti più di 500 parti ogni anno possono garantire migliori standard si sicurezza per la donna e il neonato.

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Leggendo i dati contenuti nel Programma nazionale esiti 2014 redatto dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) scopriamo che, su 521 ospedali presi in considerazione, 133 strutture (il 26% del totale) non riescono a raggiungere questa soglia eppure sono ancora operative.
La maggior parte di esse si concentra in Campania, Sicilia e Lazio, regioni nelle quali molti centri non rispettano il parametro minimo fissato dai nuovi standard ospedalieri ministeriali.

La Campania è anche maglia nera per quanto riguarda la percentuale di parti cesarei (nasce così un bambino su due). L'Organizzazione Mondiale della Sanità sin dal 1985 chiede agli Stati di adoperarsi affinchè non venga superata la soglia del 15% per i parti cesarei. Questo perché numerosi studi confermano che il parto cesareo comporta un maggiore rischio per la salute della mamma e del bambino rispetto al parto spontaneo.

Come scegliere l'ospedale dove partorire

In Italia le cose stanno lentamente migliorando: nel 2008 il 29% dei parti era un taglio cesareo mentre nel 2013 la percentuale è scesa al 26%. merito forse delle campagne informative promosse all’interno degli ospedali e presso i consultori, ma anche delle azioni di contrasto messe in atto dai vari Ministri della Salute che negli ultimi anni si sono impegnati per far sì che il percorso nascita recuperasse la propria connotazione fisiologica e naturale.

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