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Exposing the silence, per raccontare i parti traumatici

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Due donne girano l'America per realizzare l'Exposing the silence project: racconti di parti difficili e traumatici

Racconti di parti difficili

A volte il sogno di un parto naturale che fila liscio come l’olio, circondate da medici sorridenti e ostetriche motivate e positive si scontra con la realtà degli ospedali e delle condizioni di salute.

Cosa accade quando il parto diventa un’esperienza altamente traumatica il cui ricordo si fa di tutto per cancellare?

Lindsay Askins, fotografa e doula, e Cristel Pasucci, che lavora per alcune associazioni che sostengono le madri americane, hanno girato gli Stati Uniti per intervistare e fotografare donne che hanno avuto gravidanze difficili conclusesi con parti terrificanti, aborti e denunce di maltrattamento nei confronti del personale medico. E’ nato così Exposing the silence project, un progetto fotografico che immortala nel silenzio i volti di queste donne rimaste traumatizzate dai loro parti.

La maggior parte delle donne sono riluttanti a parlare di quello che hanno dovuto sopportare, come commenti sprezzanti e persone che le ignoravano trattandole come problemi da risolvere il più presto possibile

spiega Lindsay Askins.
In genere queste donne si sentono dire dal personale medico di smettere di lamentarsi, che stanno lavorando bene, che il bambino sta bene. E questo atteggiamento di chiusura non fa che aumentare il senso di isolamento e solitudine.

Qualcuna esce così traumatizzata da queste esperienze da sprofondare nella depressione post parto, molte altre faranno i conti con un senso di insicurezza e sfiducia in se stesse per anni. per tutte resta il fatto che quello che doveva essere il momento più bello della loro vita diventa un terribile ricordo da cancellare.

Le autrici spiegano che Exposing the silence project potrebbe contribuire ad aumentare il grado di consapevolezza della natura traumatica di questi parti e mostrare quanto sia importante sostenere queste madri. Ma il progetto ha anche l’obiettivo di valorizzare queste donne e farle sentire meno sole.

Racconti di parti difficili

Molte delle donne intervistate nell’ambito di Exposing the silence project hanno vissuto il trauma di subire un parto cesareo inaspettato. Un intervento di urgenza conclusosi con un’isterectomia ed emorragia, come Marianne, oppure semplicemente perché i medici o l'ostetrica avevano deciso che fosse meglio, più rapido, più pratico, fare un taglio cesareo, come è accaduto a Brittany o a Jen.

Parto naturale, preludio del martirio materno?

E tutte lamentano la mancanza di comprensione e comunicazione da parte del personale medico. Sono grate per aver avuto un bambino sano e non si lamentano senza motivo. Lo fanno perché sono convinte che le donne abbiano il diritto di poter scegliere in che modo partorire, abbiano voce in capitolo, non siano solo corpi o problemi da affrontare ma mamme che stanno dando la vita al loro bambino.
E di certo, come dice Kimberley

Puoi essere grata per aver avuto un bambino sano e anche completamente traumatizzata dalla tua esperienza di parto.
Essere traumatizzata non vuol dire non provare gratitudine

Le storie di Exposing the silence

Photo Credits Lindsay Askins

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