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Partorire: tradizioni e curiosità dal mondo

Dal Giappone alla Malesia, fino all'India e all'Italia: come si partorisce nel mondo? E quali sono le più interessanti curiosità attorno al parto? Eccone qualcuna

Qualche anno fa un documentario fece il giro del mondo e commosse milioni di persone. Si chiamava "Il primo respiro" e raccontava per immagini i tanti modi in cui si nasce nel mondo. Ventidue mesi di riprese per fare un viaggio nel mondo alla scoperta delle tradizioni ataviche in materia di nascita.

Ma come si nasce nelle varie parti del mondo? Leggevo che in Cina la gravidanza viene vista più o meno come una malattia e che circa cinquemila donne all'anno decidono di pagare fior di quattrini e di affidarsi ad un'agenzia specializzata pur di partorire i loro figli negli Stati Uniti e di sfuggire alla legge del figlio unico.

Se guardiamo al Giappone, invece, dobbiamo dimenticarci i chiassosi reparti di neonatologia dei nostri ospedali, dove neomamme, parenti e neonati convivono rumorosamente nello stesso spazio ristretto e ricordare che i giapponesi danno allo "spazio personale" una grande importanza. Quindi, anche se la gestante viene ricoverata in una camera con più letti, il silenzio regnerà sovrano e nessuno darà da parlare o chiacchierare per non disturbare gli altri. Inoltre in Giappone si fa uno scarso uso di antidolorifici e si rimane molto a lungo in ospedale: 5 giorni per un parto vaginale e addirittura 10 per un parto cesareo.
E a Taiwan nel 2006 è nato un ospedale interamente dedicato a Hello Kitty, il gattino che chiunque abbia una figlia femmina si ritrova su zainetti, piattini e t-shirt. In questo ospedale tutto è firmato Hello Kitty, dai camici delle infermiere ai lettini, ai parati.


Rivolgendo lo sguardo in Europa scopriamo, ma non ci sorprende, che nei Paesi Bassi la maggior parte delle donne in dolce attesa non ha un ginecologo, ma un'ostetrica che le segue la donna per tutta la gravidanza. Il medico interviene solo in caso di complicazioni e gravidanza a rischio. Inoltre più della metà delle donne sceglie di partorire in casa.

Anche in India si partorisce in casa, soprattutto nelle zone rurali, ma il Ministero ha avviato una campagna per disincentivare questa abitudine e spingere le donne ad andare in ospedale. L'obiettivo era quello di ridurre la mortalità per il parto, ma i dati rivelano che non si è verificato alcun miglioramento in questo senso. Probabilmente perchè i reparti di ostetricia sono vetusti e pericolosi.
Il tasso di mortalità è elevato anche in alcune aree rurali della Colombia. Nella cittadina di Quidbo tenta di arginare il fenomeno l'ospedale di Medici senza Frontiere.

Anche in Turchia si fa largo uso di parti cesarei. La percentuale addirittura sfiora il 75% nelle cliniche private. E inoltre il cesareo viene eseguito generalmente in anestesia generale e non locale.

E in Italia? Nel nostro Paese si fa ricorso per quasi il 40% dei casi al parto cesareo, l'epidurale non è una garanzia per tutti e ciò certamente influisce sull'incidenza del cesareo. Le nuove linee guida sul percorso nascita del ministero della Salute promuovono una gravidanza e una nascita quanto più naturale possibile.

E se nel nostro Paese l'epidurale resta un miraggio, in altri Paesi è un farmaco come un altro che viene offerto alle partorienti senza tanti drammi: nell'ospedale di Kuala Lumpur, in Malesia, ad esempio, tutto si svolge nel massimo dell'efficienza e quando arriva il momento di poter fare l'epidurale il medico lo chiede con nonchalance alla partoriente: "vuoi l'epidurale?". 



Ma, indipendentemente dal fatto se si nasca con un parto naturale o con un cesareo, nel mondo esistono una miriade di curiose tradizioni e leggende che circondano la gravidanza e l'arrivo di un bambino. Eccone qualcuna.

 

A Malta la tradizione vuole che se durante il matrimonio piove molto, la donna avrà un parto rapido e poco doloroso. Per questo le coppie scelgono spesso di sposarsi in giorni ad alto rischio di pioggia.
Nelle Isole Orcadi, a largo della Scozia, si dice che se in cielo c'è un arcobaleno sta per nascere un bambino laggiù, nei pressi della zona dove l'arcobaleno finisce.
Negli Stati Uniti è ormai consolidata la tradizione del baby shower: un party in onore del bambino che sta arrivando che si organizza prima del parto. Gli amici portano regali per il piccolo e si festeggia in vista del parto. Invece in Turchia il party si fa dopo la nascita: si bevono bevande tipiche e sulla fronte e sulle sopracciglia del bebè viene cosparsa della farina come simbolo propiziatorio di una lunga vita.
Nel Corno d'Africa, in Congo e in Ciad, l'arrivo di un bambino è sempre fonte di gioia, per la mamma e per la comunità.  Avere tanti figli vuol dire, per la donna, guadagnarsi il rispetto del resto del villaggio. Le donne spesso abitano troppo lontano dai centri medici allestititi dalle ONG e vivono la loro gravidanza nella propria capanna. Quando sentono avvicinarsi il momento del parto si mettono in viaggio, a piedi, per raggiungere i Punti nascita. Ma spesso non arrivano in tempo e partoriscono lungo la strada. La tradizione vuole che le donne partoriscano sedute e che il bambino tocchi la Madre Terra appena nato, come benedizione per la vita che verrà.


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