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Il parto non assistito

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L'ostetrica ci parla del parto senza assistenza: come comportarsi nelle situazioni di emergenza, quando non si riesce ad arrivare in ospedale o si aspetta l'arrivo dell'ostetrica per il parto in casa

Parto senza assistenza

Una recente moda dilagante in alcuni paesi vorrebbe che le donne partorissero da sole, senza alcuna assistenza di professionisti sanitari, un vero e proprio parto in solitaria e non assistito. È assolutamente vero che noi in quanto mammiferi abbiamo la capacità di partorire scritta nel nostro DNA ma personalmente ritengo che sia una pratica assai pericolosa, che espone mamma e bambino a rischi non riconoscibili dalle donne perché non sono formate in merito.

Esistono solo dei rarissimi casi (e sono casi limite) in cui il travaglio può partire inaspettatamente e non si riesca ad arrivare in ospedale o ad attendere l'arrivo dell'ostetrica per il parto a domicilio. In questi casi è sempre bene sapere cosa fare e come comportarsi, ecco alcune semplici regole da rispettare in merito.

Il racconto di un parto in casa con lotus birth
  • Prima cosa da fare è chiamare i soccorsi

Che siate in casa vostra o in macchina chiamate il numero dell'emergenza sanitaria in modo che loro sappiano cosa sta succedendo e possano raggiungervi in breve tempo. Se non riuscite voi a parlare perché i dolori del travaglio sono troppo forti, cercate qualcuno che lo faccia per voi. È importante che al telefono diciate esattamente dove siete, cosa sentite e cosa state facendo. Se avete un'ostetrica di riferimento avvisate anche lei e seguite i consigli alla lettera.

  • Cercare un posto caldo e restare lì

Il caldo aiuterà sia il travaglio che la nascita del bambino assicurando che una volta nato non abbia eccessiva dispersione di calore che potrebbe causare un'ipotermia con gravi conseguenze per la sua salute.

  • Scegliere una posizione per voi comoda

A questo punto scegliete una posizione che per voi risulta comoda, non deve per forza essere la classica posizione del parto, cercate di ascoltare il vostro corpo e se sentite il bisogno di muovervi e cambiare posizione assecondate questo bisogno. Spesso il corpo ci indica cosa fare per aiutare il bambino.

  • Attenzione alla testa del bambino

Se il travaglio dovesse essere così veloce da non consentire l'arrivo dei soccorsi e il bambino decidesse di nascere attenzione a queste fasi: una volta uscita la testa non tirate, non cercate di farlo uscire, sostenete semplicemente la testa e accompagnate con le contrazioni successive (di solito ne basta una o due) la nascita del resto del corpo.

  • Appoggiate il bambino sul vostro petto, pelle contro pelle

Una volta nato il bambino la prima cosa da fare è appoggiarlo sul proprio petto nudo, pelle contro pelle e senza vestiti in mezzo (anche questo metodo consentirà di non disperdere eccessivamente calore). A questo punto coprite voi stesse e vostro figlio cercando di tenervi calde il più possibile.

  • Non legate e non tagliate il cordone

Non legate e non tagliate il cordone fino all'arrivo dei soccorsi. Tenere il cordone collegato alla placenta consente di mantenere l'apporto di ossigeno e nutrimento al neonato in caso abbia qualche problema respiratorio.

Pur ammettendo che i soccorsi non riuscissero ad arrivare prima della nascita, a questo punto saranno arrivati, e si accerteranno di due cose: il benessere del neonato e il benessere della mamma controllando l'eventuale perdita di sangue. Quindi provvederanno al trasferimento in ospedale se necessario, oppure, se entrambi state bene, vi daranno indicazioni sui tempi e sui modi per recarvi in ospedale alle visite di controllo.

Ci tengo a ribadire il concetto per cui questa tipologia di parto non è un modo sicuro per far venire al mondo il proprio bambino, ciò che ho descritto è solo in caso di emergenze. Dico che non è sicuro perché esistono infiniti indicatori in travaglio grazie ai quali si può capire se il bambino e la mamma stanno bene. Ssono indicatori che solo i professionisti conoscono e sanno gestire adeguatamente.

I professionisti della nascita e le ostetriche in particolare sanno quando è sicuro restare a domicilio e quando invece è necessario andare in ospedale. Monitorano il battito del bambino, riconoscono contrazioni anomale e posizioni pericolose per la nascita del bambino, sanno valutare se il bambino sarà troppo grosso per passare senza problemi nel bacino della mamma e sanno come comportarsi dopo la nascita nel caso in cui il bambino non stia bene o la mamma perda troppo sangue.

Per tutti questi motivi e per molti molti altri, anche se il vostro desiderio è quello di partorire a casa, contattate sempre un'ostetrica che vi possa accompagnare e guidare, perché possa gestire anche la vostra paura e i vostri dubbi permettendo al vostro bambino di venire al mondo nel modo più sicuro e sereno possibile.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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