gpt skin_web-parto-0
gpt strip1_generica-parto
gpt strip1_gpt-parto-0
1 5

"Un papà innamorato di quell'esserino sconosciuto e bruttino..."

/pictures/20150723/un-papa-innamorato-di-quell-esserino-sconosciuto-e-bruttino-760776359[2488]x[1036]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-parto

La quarta puntata di "Daddy cool" : tutti i momenti del parto raccontati da un papà. Le emozioni e i pensieri di un uomo che assiste alla nascita di suo figlio...

Il parto visto dal papà

Sulla teoria siete preparatissimi: la conta delle contrazioni, la respirazione, le posizioni per alleviare il dolore del travaglio, le spinte; conoscete il percorso che deve fare il bebè con i termini tecnici ed i nomi di ogni organo e secrezione (tutte nozioni che svaniscono subito dopo il parto quindi ora non posso farne l'elenco, mi ricordo solo la sezione di scheletro a grandezza naturale ed il coniglio di peluche con i quali la fisioterapista ci spiegava il processo durante i corsi preparto) e tutte le complicazioni che potrebbero arrivare in sala parto. E' la pratica che vi manca.

A questo punto l'unico che ha il potere di sbloccare la situazione, in altre parole colui che comanda e vuole metterlo subito in chiaro, è il bambino. Può decidere di arrivare in anticipo per la voglia di conoscere mamma e papà o di prendersela comoda perché sa che tanto i genitori lo aspetteranno pazientemente, di seguire il processo standard indicato dal coniglio di peluche della fisioterapista o di mettersi in posizioni strane e pericolose per assaggiare subito il brivido e mettere alla prova lo staff medico...

Cose che accadono in sala parto e che i papà dovrebbero sapere

Scherzi a parte, il parto è un fenomeno che va avanti da milioni di anni e in un modo o nell'altro la maggior parte delle volte tutto va a buon fine, anche nei paesi più arretrati, sennò non saremmo le creature più numerose del pianeta. Ma tra teoria e pratica c'è di mezzo il mare, come recita un proverbio scritto male. Il cinema ha contribuito a creare una memoria collettiva per cui prima del grande evento deve esserci una rocambolesca corsa in macchina col fazzoletto che sventola dal finestrino, il clacson spianato per bruciare tutti i semafori, poi una corsa con la puerpera sul lettino per i corridoi dell'ospedale, un po' di sbuffi in sala parto, un grido e subito dopo un bel bambino roseo che piange perché ha già capito come funziona il mondo. Ma questa è solo fiction.

Nella realtà il 98% delle volte c'è tutto il tempo di rispettare il codice della strada, trovare parcheggio e andare con calma all'accettazione, il travaglio può andare avanti anche 24 ore, la fase delle spinte circa un'ora durante la quale può uscire di tutto (questo non l'avevo letto da nessuna parte!) e il neonato quando arriva non è né roseo, né bello, né profumato. Negli ultimi anni è cambiato anche lo stereotipo del maschio che rimane in sala d'attesa a camminare in circolo fumando una sigaretta dopo l'altra (anche perché ormai da decenni è vietato fumare nei luoghi pubblici ed è scientificamente acclarato che fumo e neonati non devono assolutamente mai incrociarsi) ed oggi il futuro papà può scegliere di assistere alla nascita.

Il mio umile avviso è che a meno che non siate patologicamente impressionabili o abbiate impedimenti fisici o siate stati rapiti dagli alieni, partecipare al comitato di accoglienza di vostro figlio sarà la più grande emozione della vostra vita. Soffrirete nel vedere la vostra compagna che soffre, vi sentirete ridicoli nel cercare di mettere in atto tutto quello che avete imparato cadenzando il respiro e consigliando le posizioni alla mamma, capirete perché si usano i termini “travagliato” o “è stato un parto” per descrivere qualcosa di duro e complicato, avrete la certezza che nessun uomo potrebbe mai sopportare quello che passa una donna in quei momenti, scoprirete che a tratti la vostra compagna non sarà più lei ma incarnerà l'incredibile Donna primitiva, la Madre Natura, l'assicurazione del proseguimento del genere umano e vi sentirete piccoli piccoli, ma lei sarà felice che siate presenti ed è importante per il nucleo famigliare che si sta formando.

Nel mio caso nostro figlio ha deciso di restare al riparo fino all'ultimo e al dodicesimo giorno di ritardo siamo andati in ospedale per l'induzione, cioè la somministrazione di pasticche di ossitocina sintetica per sollecitare le contrazioni. Siamo entrati alle 19 e le prime vere contrazioni sono arrivate la mattina verso le 6, dopo una notte in bianco. Abbiamo camminato per i corridoi, usato le spalliere, la palla gigante, i massaggi, poi l'ostetrica ha preparato un bagno caldo e chiamato il ginecologo. Il dottore è arrivato dopo un'oretta con il giubbotto di pelle, gli occhi azzurri e i capelli fluenti, ci mancava solo che lanciasse una moneta nel juke box come Fonzie.

La dilatazione era al massimo e hanno fatto stendere la mamma sul lettino per iniziare a spingere. Mi sono messo dietro di lei in modo che potesse spingere con le mani sul mio petto e soprattutto che io non vedessi tra le sue gambe, cosa che ho letto ovunque che è meglio evitare per non avere traumi psicologici postumi. L'ostetrica le dava il ritmo, il dottore le dava la calma ed io le davo la forza, o almeno mi piace credere così, perché fosse stato per me sarei già svenuto esausto svariate ore prima. Non so quanto è andato avanti questo “spingi spingi spingi ancora ancora ancora dai sei bravissima continua così”, mi è sembrata un'eternità, non osa immaginare come l'abbia vissuto lei.

Poi l'ostetrica ha detto che adesso doveva fare un bel repiro e dare delle spinte ancora più forti, il dottore ha detto qualcosa come “si vede la testa” e da quel momento la percezione del tempo mi è completamente cambiata, tutto si è rallentato. La “testa” che si vedeva era un mucchietto di capelli che spuntava dalle gambe della mia compagna, grande poco meno di una pallina da tennis e mi sono detto che un neonato dovesse essere veramente piccolo. Poi lei gridando mi ha spinto fortissimo sul petto che quasi perdo l'equilibrio, l'ostetrica mi ha guardato e in quell'istante il dottore stava tirando su un corpo di un bambino vero e proprio, la pallina di prima era solo un pezzo di nuca, tutto sporco di sangue, di colore violaceo.

Ho sentito le gambe cedere mentre lo adagiava sul seno della mamma e per la prima volta vedevo mio figlio da vicinissimo, muoversi impercettibilmente, pieno di grinze e rughe, stremato dal difficilissimo viaggio appena concluso (o appena iniziato) e mi è divampato un calore per tutto il corpo, gli occhi si sono inumiditi ed il cuore si è fermato per un battito, l'ultimo battito di maschio della mia vita. Ho baciato la mamma, accarezzato con la delicatezza di una piuma la mano di mio figlio ed il cuore ha ripreso a battere, ma finalmente era diventato il cuore di un papà. Un papà innamorato di quell'esserino sconosciuto e bruttino, che ai suoi occhi era la creatura più meravigliosa dell'intero universo.

Il primo bagnetto del neonato col papà, video dolcissimo

Non è facile descrivere quel momento, non si è del tutto lucidi e le sensazioni sono talmente uniche da non poter essere paragonate ad altro. Ho passato le ore successive a guardarlo, ad annusare quel suo assurdo odore di viscere e novità, ad aspettare che iniziasse a succhiare il capezzolo come se qualcuno gli avesse detto che era quella l'unica cosa da fare, a baciare la mia compagna e a ringraziare l'ostetrica e il dottore. Ho tagliato il cordone ombelicale sentendomi molto utile e ho cercato di non guardare la placenta che anche se è una cosa quasi magica è abbastanza brutta. Poi me l'hanno messo in braccio per andare nella stanza della degenza e lì sogno e realtà si sono fusi.

Puoi leggere tutti i manuali che vuoi, andare ai corsi preparto e guardare documentari ma nessuno ti prepara veramente a quello che significa avere un figlio. Perché non serve, è tutto scritto nella nostra natura più animale: al momento giusto saprai perfettamente quello che dovrai fare. Sembra soprannaturale e invece è quanto di più terreno esista al mondo. Ha dell'incredibile ma è di una semplicità sconvolgente. Per nove mesi aspetti qualcosa che non conosci e appena ce l'hai davanti è come se aveste passato tutta la vita insieme. L'arrivo di un figlio, ora posso dirlo anche io, è quanto di più bello ti possa capitare nella vita.

Le precedenti puntate della serie "Daddy Cool":

gpt native-bottom-foglia-parto
gpt inread-parto-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-parto-0